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  • Le Poesie di Girolamo Comi

    Pubblicato da: Marco Piccinni | 24 apr 2009 | pubblicato in: Approfondimenti | 5.475 visite |

    Proponiamo di seguito, a grande richiesta, alcuni dei testi delle poesie di Girolamo Comi, il poeta di Lucugnano. Per chi fosse interessato rimandiamo alle note biografiche del personaggio, invitando a leggere l’articolo scritto da Francesco Accogli: Girolamo Comi, il poeta di “Spirito d’Armonia” e “Canto per Eva”.

    CANTICO DEL SUOLO

    Sgretolìo d’arie mineralizzate

    nell’immobile impeto che arma

    la mia zolla di un’ansia antica e calma,

    perché solare e tutta vellutata

    d’inviolabile verginitĂ  — canti

    in alberi, in parola e in prati infanti

    la radice che mi è stata donata…

    Nel mio stare, rimuovermi e spaccarmi

    in memorie di scheletri e in volumi

    di letargici umori e buio d’occhi,

    io mi ripeto in spirito ed in carni

    di forze caste ed intensi barlumi

    di sapori di cielo ininterrotti.

    Membra di luce spente in sordi suoni

    di magnetici passi — ed in figure

    di miti, di voleri e d’abbandoni,

    pesano sulle inerzie vigili ed oscure

    dei miei corpi gremiti di stagioni…

    E la mia grezza puritĂ  si compie

    — fra climi inquieti e tra fami mute —

    in selve di continua salute

    e in spaziositĂ  di tombe e d’ombre.

    Saturo di cascami d’elementi,

    mi seleziono in ariditĂ  d’aspri

    strati d’attesa — e fecondato d’astri

    suscito nelle lave e nei fermenti

    delle mie moli e dei miei giacimenti,

    respiri di diaspri e d’alabastri.

    E so volere e alimentare la potenza

    che langue nel marciume e vibra nei basalti

    del mio asse tutt’ossa e tutto smalti

    d’erbosi succhi e di sonora essenza.

    Solarità del mio quarzo — salive

    dei miei fossili sali — ère boschive

    dei miei catrami, dei miei crolli bruschi

    in falde di miniere velate di muschi…

    tutte vi spremo ridandorvi il meglio

    d’ogni mio sonno e d’ogni mio risveglio…

    Fibre dorate di respiri — e linfe

    d’idee, di dèi, d’animali e di ninfe

    si son rifatte morbide strutture

    di magici equilibri — o sono steli

    — nell’eco cava delle mie fratture —

    di risonanze sottili di cieli…

    Coi miei blocchi di vertebre montani

    e con le mie epidermidi sative

    combaciano tenacie votive

    di ritorni di soli e di fogliami:

    e ogni consumo di faune e di flore

    che mi solca e mi colma — m’affratella

    alla nativitĂ  d’una zolla gemella

    che si risolve in pollini d’aurore.

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