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Maria Teresa Sparascio, l’unica staffetta partigiana salentina

di Francesco Accogli

Maria Teresa Sparascio nacque a Caprarica del Capo di Tricase (Le) il 16 ottobre 1906 da Giacomo e Assunta Perrone di Lucugnano di Tricase.

Il 20 agosto 1934, presso la Chiesa San Lazzaro in Lecce, sposò Efisio Luigi Licheri, nato il 16 marzo 1901 a Villamar, provincia di Cagliari, militare presso l’Arma dei Carabinieri e figlio di Antioco e di Antonietta Taccari, residenti a Villamar.

Maria Teresa Sparascio

Maria Teresa Sparascio

Efisio Licheri, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, aveva scelto di militare nelle fila della Resistenza armata ai nazifascisti, nonostante fosse appuntato dei Carabinieri, arruolatosi il 18 gennaio 1920.

Il 31 agosto 1926 venne promosso al grado di appuntato e conservò tale grado fino al 17 maggio 1945.

A partire dal 1926 Efisio Licheri, per motivi di servizio, venne trasferito in diverse sedi e partecipò anche alle azioni di guerra sul fronte italo-jugoslavo, rientrando in patria il 2 giugno 1942.

Nel 1943 era a Langhirano (Parma) -Legione Carabinieri di Bologna- con tutta la famiglia.

Dopo l’8 settembre decise di prendere parte attiva nelle formazioni partigiane nella Brigata Estcisa  -zona di Parma- trasferendosi sulle vicine montagne.

Langhirano, come tutta la zona del parmense, era sotto il controllo nazifascista. I partigiani non potevano muoversi con facilità e per avere notizie, viveri ed altro, utilizzavano le staffette partigiane. Anche Maria Teresa Sparascio svolgeva questo compito, considerata la scelta del marito di arruolarsi nelle formazioni partigiane della brigata “Pablo” col soprannome “Torino”.

Il 24 settembre era in atto una “puntata” nazifascista a Langhirano. Ora, secondo le testimonianze della sorella Maria Angela Filomena e della figlia Maria d’Itria (Maria Teresa Sparascio in quel momento si affrettava a ordinare alcuni documenti che il marito le aveva affidato, e, successivamente, a sistemare indumenti e a raccogliere da terra le scarpe della figlia più piccola Antonia), un milite tedesco, intravedendo un’ombra dietro una piccola finestra senza persiana della mansarda, sparò con un mitra da una postazione collocata in piazza Corridoni verso quella finestra ed un proiettile perforò il polmone sinistro di Maria Teresa Sparascio che cadde in un “lago di sangue” .

Il marito Efisio seppe del ferimento della moglie probabilmente solo in serata e il giorno seguente si precipitò presso il distaccamento chirurgico dell’ospedale sfollato di Parma per donare il sangue alla moglie. Ma il 7 ottobre 1944, Maria Teresa Sparascio spirava a causa delle ferite riportate, dando anch’ella, unica partigiana salentina, il suo contributo alla lotta di Liberazione.

L’Amministrazione Comunale di Tricase (Sindaco, prof. Vittorio Serrano), il 1 e 2 febbraio 1986, in occasione del quarantesimo anniversario della Liberazione, organizzò alcune manifestazioni in collaborazione con l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e ricordò degnamente il sacrificio della partigiana tricasina Maria Teresa Sparascio. E’ in questa circostanza che venne scoperta la lapide (dal prof. Vittorio Serrano, dal Sen. Arrigo Boldrini e dal maestro Enzo Sozzo) presente nell’atrio di Palazzo Gallone che così recita: Maria Teresa Sparascio/ nata a Caprarica di Tricase il 13 ottobre 1906/ durante la Resistenza Nazionale/ testimoniò con la vita/ l’amore della libertà/ la pietà della famiglia/ l’antica fierezza della piccola patria lontana. Tricase la ricorda e onora solennemente il 2 febbraio 1986.

A 60 anni dalla morte di Maria Teresa Sparascio, ancora l’Amministrazione Comunale di Tricase (Sindaco, Ing. Antonio Coppola), in segno di riconoscenza per questa umile donna del Sud e per il suo sacrificio, decise di intitolarle una strada nei pressi dell’abitazione dove Maria Teresa Sparascio era nata, cioè nel borgo di Caprarica del Capo di Tricase, e di rendere i dovuti riconoscimenti ad una umile donna che, senza volerlo e senza rendersene conto, è entrata nella storia del suo piccolo paese e nella storia d’Italia.

La strada intitolata alla memoria di Maria Teresa Sparascio

Per quanti fossero interessati e volessero conoscere meglio la vita della partigiana tricasina si consiglia il volume curato da Francesco Accogli e Massimo Mura, Maria Teresa Sparascio. L’unica staffetta partigiana salentina (07.10.1944 – 07.10.2004), Tricase, Edizioni dell’Iride, 2004.


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