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Il complesso rupestre di Macurano

Il complesso rupestre di Macurano, situato alla base della serra di Montesardo, è uno dei più importanti villaggi rupestri medioevali dell’Italia Meridionale.

Si compone di 31 cavità, in parte naturali e in parte artificiali, di piccole dimensioni, all’interno dei quali è possibile identificare alcune flebili tracce della vita semplice e tranquilla che caratterizzava questo antico borgo dall’incerta origine.

Complesso di Macurano – grotte minori

Il complesso sembra avere tutti i “comfort” di cui l’uomo poteva aver bisogno. Non c’era ovviamente corrente elettrica e acqua corrente ma  un sistema di canali scavati nella roccia consentiva il convogliamento delle acque piovane che, scendendo lungo le colline circostanti, venivano raccolte in opportune cisterne. Questo consentì uno sfruttamento del terreno ad uso agricolo, oltre per l’allevamento di animali di piccola e media taglia per sopperire al bisogno di alcuni alimenti, quali latte, formaggio, oltre che lane e pelli.

Il nome del sito è quello di un complesso masserizio fortificato costruito nel ‘500, in un area in cui la frequentazione umana era già consolidata da tempo, e comprendente la Masseria Santa Lucia e la cappella di Santo Stefano.

Per lungo tempo si è ritenuto Macurano come uno dei tanti insediamenti dei monaci basiliani che constellano le terre salentine, un’erronea attribuzione dovuta alle innumerevoli cavità utilizzate come luogo di culto o semplice rifugio fin dai tempi della lotta iconoclasta. L’identificazione di 5 cavità utilizzate come frantoi non distolse l’attenzione da questa teoria. Spesso, infatti, erano proprio i monaci i detentori delle più moderne conoscenze agrarie, nel campo della lavorazione e concia delle pelli, nella produzione dell’olio. Rappresentavano una ricchezza fondamentale per il paese ed una sicurezza per le avversità.

 

La vita agraria dedicata alla raccolta e alla macina delle olive ricopriva quasi sei mesi all’anno, da qui l’esigenza di avere tutto a portata di mano: un giaciglio dove dormire, una terra da coltivare, e un luogo dedito alla lavorazione delle materie prime. Oltre alle testimonianze di vita di questi uomini  possiamo rinvenire nell’area anche tracce del loro passaggio all’aldilà. Sono ancora visibili alcune tombe scavate nelle roccia con all’interno un poggiatesta in pietra.

Probabilmente sul territorio di Macurano insisteva, in età romana, una stazione intermedia situata lungo la “via Sallentina”, ossia la strada che da Vereto (Patù) risaliva il Capo di Leuca verso Castro e Otranto. Il tracciato si conserva ancora in alcuni tratti, come dimostrano le carraie scavate nel banco di roccia, casualmente e inconsapevolmente parallele alla nuova S.S. 275 e ai binari della ferrovia del Sud – Est. Marco Cavalera, Presidente dell’associazione Archès di Lucugnano, afferma che “questa zona è tutta piena di casali romani e bizantini, antecedenti alla fondazione dei centri abitati moderni. Paesi come Alessano, Corsano e San Dana sono di età medievale, mentre Macurano è preesistente a questi paesi. Per Montesardo, invece, il discorso è diverso perché è una città di origine messapica. Tutta l’area, quindi, va indagata sistematicamente per comprendere il sistema insediativo di età romana e bizantina del territorio. Ma se la strada passerà sopra quest’area sarà impossibile capire tutto questo. Macurano, si dice, non verrà interessata ma chi ci assicura che sotto i terreni su cui passerà la strada non ci siano evidenze archeologiche relative all’insediamento? […]. Probabilmente ci saranno dei reperti in tutta la zona interessata dai lavori di realizzazione della superstrada”.

Nonostante la sua estrema importanza il sito rupestre di Macurano vige in completo stato di abbandono, utilizzato dai più come un immondezzaio a cielo aperto. Molte delle panchine installate per garantire una sosta al curioso visitatore conservano solo un vago ricordo di quella che sarebbe dovuta essere la loro funzione.  Mentre dei cestini per l’immondizia restano solo i sostegni metallici che avrebbero dovuto sorreggerli.

Per maggiori informazioni fotografiche sul complesso rupestre di Macurano vi invitiamo a visionare l’annessa galleria fotografica a questo link.

Marco Piccinni


Un commento su “Il complesso rupestre di Macurano

  1. giampiero ha detto:

    se interessa ho fotografato panoramiche a 360°

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