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Historia della città de Leuche

“Regnando Carlo Magno Re di Francia, figliuolo del Rè Pipino Rè di Francia, & Imperator di Roma negli anni del Signore 768, & essendo Re Carlo dopo la morte del Rè Pipino suo padre  stato eletto nuovo Imperator di Roma, non ancora essendo stato Incoronato: perché havea promesso per vuoto a Dio, de non portar Corona de l’Imperio se prima non acquistava il camino di San Jacomo  apostolo di Galitia , e quello fù nel tempo del Santo Padre Papa Leone III. Et inanzi che Rè Magno stato fusse eletto Imperator di Roma, più e più anni passati li Saraceni haveano tenuto e , e posseduto in Tirannia quasi tutto il Regno di Napoli, quali con grandissima effusion di sangue de Christiani acquistato l’haveano; da lì pervennero nella Provintia di Terra d’Otranto, e molte terre presero in questo modo…”

Così inizia il libro  “HISTORIA DELLA CITTA’ DE LEUCHE ALLO CAPO della Provintia de Terra d’Otranto allo Golfo de Capo de Lupo”.
Nell’estate del 2006, la Biblioteca Nazionale di Bari ha abbandonato la sua secolare sede nel Palazzo Ateneo in Bari,  per spostarsi al sito della “Cittadella della Cultura”, più ampio, che ha permesso di accoglierne l’intero patrimonio librario. Dato l’insufficiente spazio della sede storica e la precaria allocazione dei volumi, gran parte del patrimonio librario era, addirittura, poco noto agli stessi  bibliotecari.
Durante il trasloco, alcuni operai hanno portato alla luce, per caso, un volume, una miscellanea di testi, tra i quali, quasi nascosto, c’era appunto la “Historia della Città de Leuche”, un quaderno di poche pagine, senza segnatura, ma di notevole importanza bibliologica  e bibliografica, rimasto per chissà quanti anni o decenni, scivolato dietro qualche scaffale e rimasto lì, sottratto alla vista dei bibliotecari.  I tre libri trattano di argomenti relativi alla Terra d’Otranto, e,  in particolare, al Capo di Santa Maria di Leuca.

Il volume ritrovato è stato ridato alle stampe e inserito nella collana “Anastatica” della Casa Editrice dell’Iride, Tricase.

“Anastatica” è una collana dedicata alla ristampa dei “classici” della letteratura storica salentina. Disertazioni di Medici, raccolte “etnografiche” di canti, repertori di leggende e di uomini illustri, monografie storiche sui centri minori, trattati di agricoltura, botanica architettura, troveranno spazio in una collana che punterà i riflettori su un’area specifica, quell’antica Leucadia che ora va sotto il nome di Capo di Leuca. La collana si propone di offrire ai lettori testi difficilmente reperibili in nuove edizioni corredate da apparati critici di alto profilo scientifico.

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Historia città di Leuche

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historia della madonna santissima di Leuche

Ogni ricostruzione fin qui effettuata, consolidate opinioni, approfondite riflessioni hanno dovuto aggiustare i tiro, rimescolare le carte in tavola:  il ritrovamento è stato una vera rivoluzione.
Prima che la coltre di polvere venisse spazzata via,  storici e studiosi avevano avuto  come punto di riferimento e di partenza, per indagare sulle vicende del Capo di Leuca,  il libro di Francesco Pirreca “Historia della Madonna Santissima di Leuche” messa a stampa nel 1643 da Pietro Micheli.
Il ritrovamento ci fa retrocedere a fine Cinquecento,  più precisamente ci  rimanda indietro di 55 anni, quando, nel lontano 1588 a Padova, l’editore Lorenzo Pasquati stampò “Historia della Città de Leuche”.

Editore e anno d pubblicazione

Editore e anno d pubblicazione

Esisteva un intenso scambio culturale con la città di Padova, la cui Università era meta ( e lo è tutt’ora) di giovani e studiosi salentini . Pasquati, dunque, era attento alla cultura salentina e disponibile nei confronti dei suoi protagonisti.
Il prezioso documento salvato dall’oblio, però, è anonimo. Non ha l’indicazione dell’autore, ma chi l’ha scritto vuole rimarcare l’attendibilità di quanto viene narrato e descritto al punto  da scrivere in conclusione

“Con Licentia della S. Inquisizione”

La conclusione del libro

con l’intenzione di far intendere, a chi di dovere,  che l’antichità della sede vescovile di Leuca risieda su fatti e avvenimenti molto antichi e rilevanti e che quanto viene affermato e narrato è pura verità, attestata appunto da una licenza della S. Inquisizione.
Sul contenuto del libro, bisogna chiarire che il titolo potrebbe indurre ad equivoco:  non è la narrazione delle vicende, degli  eventi  e degli accadimenti della città di Leuca, bensì dell’episodio della spedizione che Carlo Magno avrebbe compiuto nelle Terre del Regno di Napoli per scacciarvi i Saraceni che lo avevano invaso sottomettendo i  suoi abitanti a indicibili angherie e tormenti.
Re Carlo avrebbe pronunciato voto di non voler rivestire la corona imperiale se prima quelle terre non fossero state emancipate dalla orribile sudditanza. Promosse pertanto l’ allestimento di un possente esercito che guidò, insieme ai suoi fidi cavalieri, tra i quali il celebrato nipote Orlando, con il quale si diresse verso le terre meridionali della penisola, facendo tappa a Roma dove chiese e ottenne la benedizione del Papa Leone III. La cronaca, che segue lo stile degli “avvisi dei successi” , come spiega Francesco Quarto, bibliotecario della Biblioteca Nazionale di Bari:

“genere letterario piuttosto diffuso che offriva informazioni  immediate sui successi, avvenimenti, battaglie, nascite di eredi, funerali di sovrani, drammatici eventi naturali che erano divulgati in forma anonima su fogli spesso intitolati Avvisi”

riferisce in particolare l’episodio della violenta battaglia che portò alla distruzione dell’antica città messapica di Vereto:

“..Orlando andò a trovar Rè Carlo che il quale havendo saputo che nella Provintia di Terra d’Otranto era raccolta per paura dei Christiani grandissima quantità de Saraceni, e s’erano salvati e fatti forti in due Città alla confini della Provintia dove si chiama il Capo de Leuche e l’altra Verito, dove Rè Carlo si dispose in tutto volerne vedere la loro disfattione e subito senza perder tempo alcuno, si mosse con tutto il suo esercito e pose l’assedio alla Città de Leuche… dopo Rè Carlo andò e pose l’assedio alla Città di Verito, ch’è vicino qualche tre miglia o quattro à Leuche… e giurò a Dio di non si partire mai dal campo finché non l’hà in mano, e a sua memoria dove stava il campo fè edificarvi una Chiesa nominata S. Giovanni di Campo Rè… da l’una parte quanto da l’altra ne erano assai orti e feriti, essendo stati morti alcuni Cavalieri del Campo, il Rè Carlo ne hebbe grandissimo dolore, e fece lì officiare e seppellire, in monumenti di pietra.”

“..fra li quali Cavalieri morti ci fu un dignissimo  Barone il quale hebbe nome Siminiano..per lo quale Rè Carlo fè edificar una Cappella di cento Pietre, & in quella fece sepelire quel Beato corpo con grandissima dignità”

Se con il volumetto  del Pirreca abbiamo una storia religiosa di Leuca, con questo libretto ancor più anteriore abbiamo i lineamenti di una sua storia laica.  Non si finisce mai di costruire il passato,  è quanto dimostra questa piccola grande scoperta.

Sandra Sammali

BIBLIOGRAFIA
Historia della Città de Leuche, Edizioni dell’Iride, Tricase 2008

Terra di Leuca – Bimetrale di informazione, storia, cultura e politica, n°27, Giugno 2008

SITOGRAFIA
Wikipedia.org


2 commenti su “Historia della città de Leuche

  1. Luigi ha detto:

    Ben fatto.

  2. Francesco Quarto ha detto:

    Leggo, a distanza di tempo dalla sua pubblicazione su questa pagina “Salentogentis” la recensione di Sandra Sammali al lavoro che feci con la collaborazione di Alessandro Laporta, allora direttore della provinciale di Lecce.
    una recensione ricca, anche di inserimenti iconografici, che mi ha lusingato (lo ammetto senza false modestie).
    Pochi mesi fa ho ripetuto l’operazione editoriale con un giovane imprenditore che ha realizzato una versione e-book, che, mi dice, sta riscuotendo successo di vendite.
    sono contento degli sviluppi che ha avuto la mia intuizione che quel libricino fosse un gioiellino della antica tipografia anche se non paragonabile a monumenti bibliografici. Io personalmente conduco una minuscola crociata a favore del “minimalismo bibliografico”. anche librettini anonimi e di argomenti banali se non plebei devono avere una loro disgnità … non possiamo sempre andar dietro alla Hypnerotomachia Poliphili o a una prima edizione di Shakespeare.
    e a questo proposito invito sia la autrice della recensione sia qualche altro nuovo collaboratore del sito a vare una capatina presso la nazionale di bari con la prospettiva di acquisire notizie e novità su iniziative di promozione bibliografica che ha come target il salento ma non solo.
    complimenti e saluti Francesco Quarto

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