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San Dana, la piccola frazione di Gagliano del capo con il nome di un santo

San Dana, frazione di Gagliano del Capo, è un piccolissimo centro abitato con poco meno di 200 abitanti, posto ad un altezza di circa 155 metri dal livello del mare. Il suo nome deriva da quello del suo ipotetico fondatore: un santo albanese di nome Dana, Dano o Danatte, nato a Valona nel IX secolo e approdato nel salento per prestare servizio di diacono presso il santuario di Santa Maria di Leuca.

Si racconta che durante uno dei numerosi attacchi dei pirati Saraceni al capo di Leuca, Dana prese con sé la pisside contenente l’ Eucaristia e fuggì via da Leuca, in direzione della più protetta Montesardo, per metterla in salvo. La sua fuga però non durò a lungo: infatti a poche miglia dal paese, in località Pareddi, venne raggiunto da un gruppo di saraceni e ferito a morte. Prima di esalare l’ultimo respiro, consumò le particole sacre per evitare che venissero profanate dal nemico. In ricordo di quell’evento, sorge oggi nel largo ‘a Mora, a circa 200 metri dal centro abitato, una stele sormontata da una croce eretta nel 1968.

La stele di San Dana

La stele di San Dana

Si sospetta però che l’episodio che coinvolse san Dana sia solo una leggenda. Alcuni ritengono che Dana sia stato un soldato albanese, di Valona, al tempo della dominazione romana. Convertitosi alla religione cristiana e catturato dai romani per questo motivo, venne lapidato, probabilmente nel suo stesso paese natale.

La disputa nasce da alcuni scritti, tra cui quello di Mons. Ruotolo e del Rosafio, che attesterebbero il martirio del diacono in terra di Leuca, e altri racconti come quelli del Tasselli e dell’enciclopedia Sanctorum, che invece vedrebbero Dana come martire di una persecuzione pagana, probabilmente anche politeista, in territorio albanese e non salentino. La migrazione basiliana e la diffusione del culto greco in puglia avrebbero poi portato il culto del santo anche nel salento confendendo e fondendo la sua storia con quella locale: probabilmente il suo martirio sarebbe stato sostituito con quello di qualcun altro nella stessa località.

Particolare della lapide sulla stele

Particolare della lapide sulla stele

Le origini di San Dana sembrerebbero  molto antiche data la presenza di tre cripte pre-bizantine, di cui oggi ne rimane solo una, quella di Sant’Apollonia, mentre le altre sarebbero state riempite di terra dai proprietari dell’appezzamento di terreno in cui si trovavano. Numerosi sono anche i frantoi ipogei e piccoli rifugi rurali scavati lungo tutta la collinetta rocciosa, distanziati un centinaio di metri l’uno dall’altro. Probabilmente San Dana, in antichità, è stata anche una masseria di proprietà dei vescovi greci di Leuca anche se in molti ritengano che possa aver avuto origine in occasione della distruzione della città di Vereto ad opera dei saraceni. Molti uomini e donne scapparono in previsione dell’attacco e fondarono numerosi paeselli nelle zone limitrofe all’antica città.

In epoca feudale il casale fu di proprietà, tra gli altri, dei Del Balzo e degli Antoglietta.

La chiesa madre del paese, sempre dedicata al santo, risale al 1500 ed ha subito un importante rimaneggiamento nel 1982. L’ingresso attualmente è da ponente ma, nell’antichità, era a levante, come in uso presso gli orientali di rito greco-ortodosso. All’interno, vi è una tela con l’Immacolata e un’altra con Santa Lucia, opere entrambe del pittore gaglianese dell’Ottocento, S. Mercaldi; sono, inoltre, presenti una tela con San Nicola di Bari dell’Ottocento ed una tela che raffigura San Dana, opera di Pisani del 1956.

La chiesa dedicata a San Dana

La chiesa dedicata a San Dana

Le celebrazioni religiose del santo avvengono il 16 Gennaio di ogni anno, mentre per quelle civili bisognerà attendere l’estate, allietata anche dalla tipica sagra del pesce e del riccio di mare.

Marco Piccinni

SITOGRAFIA e BIBLIOGRAFIA:

Il tacco d’Italia

Wikipedia: San Dana (agiografia); San Dana (frazione di Gagliano del Capo)

Antonio Biasco, San Dana nella storia del Capo di Leuca (1979) – Deltagraph


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