TURISMO ALTERNATIVO – Arrivare a Melpignano per il gran finale del festival, significa accettare un invito a scoprire il Salento in maniera diversa, come ha fatto il giornalista di Joel Weickgenant sul magazine e sul sito del Wall Street Journal: andando a conoscere paesaggi e atmosfere di una musica «capace di radunare folle festanti». Il suo articolo ha sorpreso perfino i salentini più appassionati sostenitori del genere: un’ode alla pizzica e uno stimolo a viaggiare attraverso piccoli e grandi centri del Salento – da Lecce a Sternatia, da Gallipoli a Otranto – alla ricerca di cibi antichi, tradizioni linguistiche dimenticate ed esponenti della Nuova taranta.
Come il blues, come le note della musica del Missisipi «che nascono sul delta del fiume, la musica bruciata dal sole dell’estremo lembo d’Italia meridionale è un’espressione di cultura popolare», nota il Wsj. E, come il blues, la pizzica salentina ha i suoi giovani cultori, capaci di impegnarsi per mesi in campionature di motivi e ritmi dimenticati, «laddove altri snobbano il genere ritenendolo un residuato folcloristico». Ma la pizzica della taranta, la musica nata dall’antico rituale di cura dal morso immaginario della tarantola, non è musica d’altri tempi. Al contrario, è un genere che coniuga tradizione e modernità . Non a caso, ricorda Weickgenant, «negli ultimi 10 anni la pizzica ha trovato nuova linfa e ha dato grande impulso al turismo nel Salento», con la nascita di giovani band e di etichette indipendenti.
Autore: Luca Zanini
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