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Convegno di Studi “DON LIBORIO ROMANO E IL RISORGIMENTO”

L’Unità d’Italia si deve grazie a un salentino che evitò una guerra civile.

CONVEGNO DI STUDI

“DON LIBORIO ROMANO E IL RISORGIMENTO”

Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia

PATU’ – 6 DICEMBRE 2010 (SALA CONSILIARE)

L’associazione “Don Liborio Romano” di Patù, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con i patrocini di Regione Puglia e Provincia di Lecce, ha organizzato il convegno di studi sulla figura di Liborio Romano, Ministro dell’Interno del Regno delle due Sicilie nel 1860, padre dell’unità italiana perché evitò una guerra civile al momento dell’unificazione delle due metà della penisola.
La ricostruzione della sua carriera politica e della sua vita privata saranno al centro degli interventi di studiosi provenienti da tutta la Puglia, che hanno curato ricerche e fornito contributi per la rivalutazione di questo personaggio storico, figura di spicco del Risorgimento italiano insieme a Cavour e Garibaldi.

CHI ERA LIBORIO ROMANO:

Nato nel 1793 a Patù, nell’estrema periferia del Regno delle Due Sicilie, dopo gli studi leccesi si laurea a Napoli in giurisprudenza e diventa uno dei più importanti avvocati della capitale.

Imprigionato sotto Ferdinando II per le sue idee liberali, nel 1860 viene chiamato da Francesco II a reggere la sovrintendenza di polizia per reprimere i moti popolari. Lo stesso anno diventa Ministro dell’Interno e l’8 settembre consente al generale Giuseppe Garibaldi, accampato a Salerno, di entrare a Napoli e unificare le due metà della penisola senza spargimento di sangue, convincendo il re borbonico a ritirarsi a Gaeta. Nel marzo 1861, quando viene eletto il primo parlamento nazionale con sede a Torino, “don Libò” (come lo chiamava affettuosamente il popolo, che lo considerava un eroe) è il deputato più suffragato d’Italia vincendo in otto collegi.
Gli ultimi anni li trascorre nella sua terra natale dove muore nel 1867, facendosi seppellire nella tomba di famiglia sita in piazza Indipendenza.

COSA VEDERE A PATU’:

Tra le testimonianze relative allo statista conservate a Patù si conta il palazzo di famiglia. L’edificio è sito in piazza Indipendenza ed è destinato a sede del museo archeologico cittadino per custodire i reperti della vicina città messapica di Vereto, oltre che a contenitore permanente dei cimeli di don Liborio, tra cui il suo scrittoio, la medaglia che ricevette nel 1861 dal primo ministro Camillo Benso conte di Cavour, alcune lettere originali e una collezione di volumi. Di fronte alla dimora signorile sorge la cappella Romano, dove riposano le spoglie del Ministro, mentre tra le campagne di Patù, in contrada “San Nicola”, resta intatta la masseria in cui il padre del Risorgimento Italiano era solito trascorrere i periodi di tranquillità e dove scrisse le sue memorie.
L’associazione omonima, cointitolata al compianto storico Antonio Michele Ferraro, da anni si occupa di promuovere la figura e le gesta del personaggio.

IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO:

SESSIONE MATTUTINA
Ore 9.00

(Saluto delle autorità)

Loredana Capone
Vicepresidente della Regione Puglia

Antonio Gabellone
Presidente della Provincia di Lecce

Angelo Galante
Sindaco del Comune di Patù

Giovanni Spano
Presidente Assoc. “d. Liborio Romano”

(Interventi dei relatori)

Giancarlo Vallone
Docente di Storia delle Istituzioni
politiche Università del Salento

Francesco Accogli
Direttore Biblioteca Comunale
di Tricase (Le)

Salvatore Coppola
Presidente Società di Storia Patria per la Puglia
sezione di Maglie – Otranto

conduce
Mauro Ciardo
Giornalista “La Gazzetta delMezzogiorno”

COFFEE BREAK
Ore 13.00

Durante l’intervallo dei lavori sarà possibile visitare la mostra dedicata a Liborio Romano allestita nel piano superiore del municipio di Patù, inoltre si potrà visionare il video con le immagini relative ai luoghi che hanno caratterizzato la carriera politica dello statista.

SESSIONE POMERIDIANA
Ore 16.00

(Saluto delle autorità)

Biagio Ciardo
Capogruppo di maggioranza Provincia Lecce

Maria Luisa Cucinelli
Vicesindaco di Patù

Laura Maria Branca
Dirig. ist. compr. Castrignano del Capo (Le)

(Interventi dei relatori)

Nico Perrone
Docente Scienze Politiche Università di Bari

Mario Spedicato
Docente Storia Moderna Università del Salento

Fabio D’Astore
Docente di Letteratura Università del Salento

Vittorio Zacchino
Storico Società di Storia Patria per la Puglia

conduce
Gabriele Rosafio
Giornalista “Nuovo Quotidiano di Puglia”


Un commento su “Convegno di Studi “DON LIBORIO ROMANO E IL RISORGIMENTO”

  1. Antonio Perrucci ha detto:

    E Liborio Romano avrebbe evitato “una guerra civile?”.
    Tra il 1861 e il 1870 il Regno delle Due Sicilie, annesso al Piemonte sabaudo fu teatro di una guerra civile senza precedenti. Razzismo,rapine,omicidi,impiccagioni e fucilazioni senza processo, una Legge Pica i cui firmatari furono “galantuomini del Sud” vide l’annullamento di ogni garanzia. Il terrore percorse il Sud e l’annichilimento di intere popolazioni ne fu il risultato.
    Liborio Romano? un uomo piccolo piccolo, tronfio e pieno di se. L’azione di Cavour e dei Luogotenenti gli fecero capire che era un soggetto superfluo. Volete rivalutare la sua azione politica? Dovreste considerarne anche le conseguenze che ancora oggi il Sud sente sulla sua pelle.
    Liborio Romano, un massone che cooptò nelle stanze del potere la camorra (Garibaldi lo aveva fatto in Sicilia con la mafia), da allora camorristi e mafiosi con o senza colletto bianco gestiscono nel Sud buona parte dell’economia e del potere.

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