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Mubo, il museo del bosco a Supersano

Il favoloso bosco del Belvedere, una vastissima area delimitata dai comuni di Corigliano d’Otranto, Specchia Preti, Guagnano e San Donaci, dischiude finalmente i suoi segreti nelle sale del Castello Manfredi di Supersano dove il 21 Dicembre 2011 è stato inaugurato il museo del bosco.

Una grandissima superficie incisa da solchi fluviali che terminano in inghiottitoi carsici, volgarmente definiti vore, formatisi principalmente dal crollo della volta di cavità ipogee. Il bosco si estendeva su un territorio occupato oggi da ben 15 comuni, come si evince da alcune mappe d’epoca che fanno da cornice agli allestimenti dedicati agli strumenti impiegati nei vari mestieri connessi al bosco come falegnami, cacciatori, guardiani ma anche intrecciatori di ceste, produttori di ceramica e carbonari.

Quella del carbonaro era un delle attività più importanti connesse al bosco del Belvedere. Con le carbonaie era possibile produrre carbone dal legno, principalmente di quercia, tramite un processo di “cottura” alimentato da un fuoco permanente per un periodo che poteva durare anche una decina di giorni. La preparazione di una carbonaia richiedeva la massima attenzione e poteva richiedere un paio di giorni. Con dei buoni accorgimenti si poteva ricavare fino a 50/60 quintali di carbone alla volta.

Tra foto, ricostruzioni e documenti storici è possibile toccare con mano gli strumenti utilizzati dai nostri nonni per la lavorazione della terra, la raccolta delle olive e successiva produzione dell’olio. Le sale del primo piano del castello ci rivelano anche le sembianze dell’antico bosco del belvedere e la straordinaria biodiversità, oggi estremamente ridotta, nella flora e nella fauna.

Castello Manfredi – Supersano

Un secondo piano del museo, arricchito dagli stemmi della nobile famiglia Del Balzo che leggenda vuole discenda da uno dei re magi che si recarono in visita al bambin Gesù la notte dell’Epifania, affronta invece un tema diverso, quello della frequentazione del territorio di Supersano dal paleolitico fino all’età moderna. Un’attenzione particolare è dedicata agli scavi archeologici condotti in località Scorpo, dove un villaggio medioevale bizantino ha custodito per secoli ciò che si è rivelato essere una delle scoperte più importanti dell’Italia meridionale degli ultimi anni: un Grubenhauser, una costruzione tipica dell’Europa centrale e settentrionale con poche testimonianze anche nell’Italia settentrionale. Si tratta di una struttura realizzata in legno e pietra, costruita su una fossa, separata da un’intercapedine dal piano di calpestio dell’ambiente sovrastante.

Meno eclatanti ma di eguale importanza sono anche le località Sombrino e Torriccella. Nel primo, dove è possibile ancora ammirare i resti di un antico casale è stata attestata la presenza di due chiese del XIII secolo. Una di queste, la chiesa di San Giacomo,era un possedimento dell’ abbazia italo-greca di San Nicola di Casole presso Otranto. Il casale è stato un importante punto di riferimento in diverse epoche. Verso la fine del XVIII secolo era visto come un importante punto di sosta per migliaia di pellegrini che intraprendevano ogni anno un lungo viaggio per raggiungere Santa Maria di Leuca.

Località Torricella invece è la sede di ciò che resta di un’importante strumento difensiva di epoca normanna, una motta, la quale secondo alcune ipotesi, sarebbe stata edificata su strutture preesistente di origine messapica e romana.

Secoli  e secoli di Storia concentrati in poche sale di un castello all’interno del quale è possibile intravedere le tracce di un passato che ci appartiene e che non vuole essere dimenticato.

Per informazioni e prenotazioni visite guidate, rivolgersi a: Dott.ssa Michela Ippolito, cell. 329 – 0778107

Marco Piccinni


2 commenti su “Mubo, il museo del bosco a Supersano

  1. Massimo ha detto:

    Interessantissimo museo, spero di poterlo visitare a breve. Grazie per avermi incuriosito a cercare il significato di “grobenhauser”, ne ignoravo l’esistenza! Spero che il museo sia ben documentato anche dal punto di vista naturalistico, è un peccato che il patrimonio di flora e fauna vada dimenticato, ormai è tardi per salvarlo nella sua integrità ma una buona documentazione è il minimo che possiamo fare!

  2. Marco Piccinni ha detto:

    [quote comment=”4830″]Interessantissimo museo, spero di poterlo visitare a breve. Grazie per avermi incuriosito a cercare il significato di “grobenhauser”, ne ignoravo l’esistenza! Spero che il museo sia ben documentato anche dal punto di vista naturalistico, è un peccato che il patrimonio di flora e fauna vada dimenticato, ormai è tardi per salvarlo nella sua integrità ma una buona documentazione è il minimo che possiamo fare![/quote]

    Grazie a te!

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