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La cripta di San Mauro e la chiesa della Madonna del Reto

La cripta di San Mauro è ubicata sulla serra di Pozzomauro (o Pozzo Magno) dal nome dell’antico casale medioevale che la tradizione vuole sia stato distrutto dai saraceni nel XV secolo, non distante dall’omonima specchia, alla spalle della chiesa di Santa Maria del Reto o du Ritu (Madonna del Loreto), considerata la cappella del diruto casale.

L’invaso, ricavato nel sabbione pliocenico conchiglifero,  è in gran parte crollato rendendo difficile l’identificazione dell’accesso originario. Comunica con un ampio ipogeo adibito a frantoio di cui sono ancora chiaramente visibili alcuni arredi: le mangiatoie, la zona di macinazione, alcuni pozzetti di raccolta ed un ingresso con pochi gradini, parzialmente ostruito da una folta vegetazione spontanea.

Cripta di San Mauro – interno

Un ambiente, quello adibito al culto, probabilmente diviso in origine in due navate di cui solo in una delle due, quella di destra, sopravvivono delle tracce di affreschi; pavimento in terra battuta; nessun residuo di arredo cultuale ma solo alcune tracce del tradizionale gradino-sedile.

Tra gli affreschi, in pessimo stato di conservazione, si intravedono sette figure ed una Annunciazione inserite in riquadri richiusi da archi trilobati. Una scarsa descrizione ci perviene dal Fonseca, il quale riconosce una vergine nimbata appellata con un parziale -MHP- ed una Santa Caterina identificata da una ben più leggibile iscrizione esegetica. I resti di un ala, un bastone ed un nimbo puntinato, una mano e una parte del maphorion  identificano la porzione di parete destinata ad accogliere la scena dell’Annunciazione.

Tracce di affreschi nella cripta di San Mauro

Il complesso pittorico si manifesta come un unico ciclo decorativo risalente all’incirca ad un periodo compreso tra il XIII ed il XIV secolo.

La presenza di un frantoio direttamente comunicante con l’invaso cultuale, così come quella di altri nella zona, avvalorerebbe l’ipotesi che la cripta sia nata in funzione di una piccola comunità e non come luogo di culto pubblico, in quanto sorta in un’area con alto sfruttamento agricolo.

Nel marzo del 2014 la cripta ha subito un grave crollo in prossimità dell’ingresso “principale”.

Chiesa Madonna del Reto

La chiesa della Madonna del Reto, anch’essa in completo abbandono e in assoluto degrado, avrebbe spostato l’attenzione del culto religioso dall’invaso fossilifero ad una struttura sub-divo. Presenta un’architettura estremamente semplice: un unico ambiente voltato a botte, con un affresco (che sormonta un altare molto elementare) della Vergine con Bambino tra angeli, deturpato da una profonda crepa che attraversa la parete e che lo recide in due metà. Ha una facciata a campana terminante con un arco, dove fino agli anni ’50 del secolo scorso era alloggiata l’unica campana dell’edificio, prima di essere trafugata.

 

Marco Piccinni

BIBLIOGRAFIA:

Fonseca, Bruno, Ingrosso, Marotta – Gli insediamenti rupestri medioevali nel Basso Salento – Congedo Editore (1979)


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