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La specchia di Pozzomauro

Sita sul punto più alto della serra di Pozzomauro, o Pozzo Magno, dal nome dell’omonimo casale medioevale distrutto, secondo tradizione, da un attacco saraceno nel XV secolo, la specchia sembra voler svolgere ancora il suo lavoro di vedetta per la sicurezza del territorio nonostante ne sia sopravvissuti solo alcuni ruderi.

Specchia di Pozzo Mauro

Specchia di Pozzomauro

Comunicante in linea d’aria con un’altra specchia superstite, quella dei Fersini in territorio di Salve, dalla quale dista 2km, l’esatta datazione di questa, come tutte le altre grandi specchie,  è stata fonte di controversie tra storici e studiosi che collocherebbero la loro origine in diversi archi temporali, dal periodo pre-messapico fino all’età normanna. Il De Giorgi, dopo averne analizzate alcune, tra cui quella di Pozzomauro, ne parlava paragonandole a  costruzioni analoghe ai trulli e in un certo senso ai nuraghi della Sardegna, ma utilizzate per scopi difensivi.

Tutte quante le grandi specchie dovevano essere collegate visivamente, quasi come a formare un esteso cordone di difesa ripreso sotto il Sacro Romano Impero con le opere di fortificazione delle coste delle regioni meridionali e dell’entroterra, con l’erezione di torri costiere e case turrite.

Specchia vista alla base della Serra di Pozzomauro

Comparabile secondo alcuni saggi di studio ad una Motta più che una specchia, con l’identificazione di quelli che potrebbero essere resti materiali di una torre di vedetta, la specchia di Pozzomauro si avvicinerebbe cronologiamente e ideologicamente alla sua compagna Torricella, in agro di Supersano, eretta in periodo normanno.

Dalla sommità della Specchia si domina con un solo sguardo tutta la vallata sottostante, mentre le poiane vanno a caccia percorrendo nell’aria i loro emicicli.

Marco Piccinni


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