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Bosco dei Reali, Poggiardo

Una campagna assolata solleticata dalle foglie di centinaia di ulivi che tormentano la loro esistenza in spericolati contorsionismi. Un’antica strada basolata, probabilmente del ‘700-‘800. Colori accesi, inconsueti, si profilano all’orizzonte come un tramonto materializzato tra i sassi e la macchia mediterranea. Una decina di anni fa in queste contrade c’era molto fermento…siamo nella metà degli anni ’60, nel Bosco dei Reali.

Suggestiva località circoscritta tra i comuni di Poggiardo e Giuggianello dove regna un’atmosfera surreale: il relitto di un’area sfruttata per alcuni anni per i suoi giacimenti di bauxite di cui il terreno è ricco. Pisoliti di ogni forma e dimensione che ti sporcano le mani di rosso al solo sfiorarli, depressioni e vallate generate da intensi scavi che hanno inconsapevolmente modellato una scenografia aliena che ben si sposa nel contrasto cromatico con i colori caldi della terra di questo Salento apparentemente arido d’acqua.

Bosco dei Reali, Poggiardo - Antica strada

Bosco dei Reali, Poggiardo – Antica strada

Non molto distante da altre due cave, quella di Palmariggi e quella di Otranto, il cosìdetto lago rosso, ormai un’immagine da cartolina, quella di Poggiardo (articolata sue due aree di scavo) si presenta ricca di importanti informazioni geologiche, ben visibili in oltre 30 metri di depositi stratificati in una delle pareti che delimitano questo piccolo micro-cosmo rosso acceso. Calcari micritici (a grana finissima) e dolomitici (ricchi di magnesio e calcite, molto cristallini) a tratti laminati e compatti di colore biancastro, grigio e nocciola si alternano in sequenza cicliche caratteristiche di ambienti che hanno subito a più riprese fenomeni di immersione ed emersione (ambiente peritidale).

Bosco dei Reali, Poggiardo - fronte di cava di bauxite

Bosco dei Reali, Poggiardo – fronte di cava di bauxite

Un ambiente molto particolare, oggetto di pubblicazioni scientifiche, che avrebbe visto mutare il suo paesaggio da terra emerse a palude costiera ad ambiente totalmente sommerso. Una staffetta testimoniata da processi di scivolamento di alcuni strati e dai numerosi fossili di foraminiferi, tra cui la specie autoctona Raadshowenia  salentina, alghe, frammenti di rudiste e coralli.

Bosco dei Reali, Poggiardo - Dolomie e calciti

Bosco dei Reali, Poggiardo – Dolomie e calciti

Gli strati afferenti al Cretaceo sono caratterizzati da fenomeni carsici con relativa formazione dell’intero campionario di fenomeni disponibili (doline, inghiottitoi, vaschette di corrosione, …), sormontati da oltre 5 metri di argilla sabbiosa con pisoliti dalla colorazione variabile dall’ocra al rosso e da 60 cm di deposito oligocenici ricchi di lignite e argille grigiastre che si alternano per i successivi 7 metri ad ulteriori calcari (ricchi di fossili di gasteropodi e lamellibranchi) e argille.

Un piccolo paradiso per i geologi, amanti dei fossili e dei minerali o semplicemente appassionati di una natura differente, i cui lati nascosti affiorano anche grazie all’intervento dell’uomo che non si manifesta sempre e solo nella sua accezione negativa, e che la luce di un tramonto permette di far raggiungere l’apice del piacere visivo negli occhi di un osservatore occasionale. In altri contesti sarebbe semplice terra rossa…solo un po’ più accesa del solito.

Marco Piccinni

BIBLIOGRAFIA:

“Progetto Geositi” (RICOGNIZIONE E VERIFICA DEI GEOSITI E DELLE EMERGENZE GEOLOGICHE DELLA REGIONE PUGLIA) – La successione stratigrafica del Bosco dei Reali.

 


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