Le Mannute

La falesia è selvaggia. Un dettaglio insignificante per i contadini che per secoli hanno coltivato tra i terrazzamenti di un declivio che si tuffa a tratti dolcemente e in altri con salti vertiginosi su un dislivello che si articola su oltre 90 metri di altezza. Il mare e il cielo gli unici confini, due limiti invalicabili posti dalla natura a porre freno all’egemonia dell’uomo del passato e dei suoi strumenti.

Siamo nel comprensorio della Mannute, poco oltre il ponte Ciolo, su una falesia che si nasconde completamente dalla strada litoranea che la sovrasta e che svela tutto il suo splendore solo dalle acque di quel mare che la lambiscono ora dolcemente, ora con foga estrema, e che per millenni ne hanno modellato la forma e l’aspetto.

Diverse grotte minori e ripari sospesi a decine di metri dalla strada e dal mare, ora irraggiungibili, che in un passato non molto lontano erano quasi a pelo d’acqua, con una piccola spiaggia innanzi, nonché dimore di uomini che in qualche modo, nella loro lingua, le chiamavano probabilmente “casa”. Di questi abitanti oggi la terra ci restituisce frammenti di varie dimensioni di ceramiche ad impasto (età del bronzo),  resti fossili di ossa di animali (le loro pietanze) e piccoli strumenti da taglio.

mannute stalattiti

Le mannute, dettaglio della parte interna della grotta grande con stalattiti.

Un paesaggio mozzafiato che non ha tardato ad attirare l’attenzione di gruppi di alpinisti e speleologi che tra queste pareti si arrampicano per raggiungere lei, la grotta grande, quella che da sola prende il nome del comprensorio, Le Mannute, in un percorso cinematograficamente denominato “Mannute Adventures”.

Passaggi a filo del precipizio, pareti vertiginose, macchia mediterranea, corde e tiranti d’acciaio: gli ingredienti necessari di una ricetta che dal 2013 vede la realizzazione di una strada ferrata a cura dell’associazione salentoverticale con l’aiuto dei Ragni di lecco.  Grotte e pareti apparentemente così lontane e impraticabili diventano stranamente raggiungibili con un pizzico di coraggio, l’attrezzatura necessaria e la giusta compagnia.

Le mannute, interno grotta grande

Le mannute, interno grotta grande

Dalla grotta grande delle Mannute, artisticamente denominata anche “la cattedrale” per via della sue imponenti dimensioni e per un impressionante corredo stalattitico che ne costella la volta, è possibile guardare il mare come un tempo lo guardavano i nostri antenati, anche se all’epoca apparentemente e fisicamente più vicino. Le dimensioni dell’uomo qui dentro si annullano. E’ solo un dettaglio tra tanti, insignificante se preso in tutto il suo insieme, quasi impercettibile tra le meraviglie della natura.


Marco Piccinni


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