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La torre federiciana di Leverano

Un pezzo di oriente bizantino dove si era posato lo sguardo di due dinastie, quella normanna prima e quella sveva poi, in cerca di nuovi orizzonti di politica estera in odore di espansione oltre l’adriatico. Una terra che affascinava per la sua atipicità rispetto al resto del meridione, “ancora in grado di mantenere una sua regola di vita scritta in greco” [Carducci] e che ha ospitato le controversie tra il potere religioso con quello temporale di cui uno degli esponenti più discussi e ammirati rispondeva al nome di Federico II Hohenstaufen, lo stupor mundi.

Un imperatore che intendeva conservare aspetti e cultura di una terra straordinaria alla quale voleva imprimere un durevole ordine legale che non dovesse aver continuamente bisogno di ricorrere all’uso delle armi e della violenza. Una volontà codificata nella Costituzione di Melfi nella quale trovarono posto diversi aspetti delle ormai consolidate tradizioni etniche compresenti in una terra meta e crocevia di differenti popoli e culture mescolatasi a tratti in una sorta di brodo primordiale i cui ingredienti non hanno sempre conosciuto una coesistenza pacifica all’interno della medesima ricetta.

Al tentativo di riappacificare le genti delle puglie, vittime e fautrici di instabilità interne, seguì un naturale istinto di protezione da minacce sempre più vicine agli infiniti orizzonti che si aprivano ovunque si posasse lo sguardo. Istinto che indusse alla progettazione e realizzazione di architetture militari su tutto il territorio, senza badar troppo alle ingenti spese che questo comportava. Castelli-caserme eretti nelle vicinanze delle città per lo stazionamento di militari e una migliore salvaguarda degli abitati, e torri per l’osservazione del territorio su lunghe distanze. Una su tutte è quella di Leverano, che dall’alto dei suoi 28 metri di altezza vigila ancora sulle terre del puer Apuliae.

Torre federiciana di Leverano, esterno

Torre federiciana di Leverano, esterno

Una torre quadrangolare imponente un tempo provvista di fossato e ponte levatoio, il cui aspetto militaresco, nonostante le meravigliose sfumature cromatiche del carparo locale, incute ancora soggezione a secoli di distanza. Un incredibile esempio di architettura militare sfuggito alla visita nell’800 di Janet Ross, che tanto ammirava la figura dell’imperatore al quale ha dedicato le prime parole del suo diario di viaggio, affermando con un pizzico di piacere che “i contadini parlano ancora con affetto ed orgoglio del «nostro grande Imperatore» e di suo figlio «il nostro Re Manfredi»”.

Per la sua altezza e la posizione strategica ha contribuito sin dalla prima metà del XIII secolo, insieme ai fortilizi di Mesagne, Oria e Uggiano Montefusco alla difesa di un ampia zona dell’Italia Meridionale comprendente la terra di Bari, il litorale Jonico e l’antica provincia di Terra d’Otranto, oltre che un valido sostegno osservativo in difesa dei principali porti salentini coadiuvato dall’operato delle piazzeforti di Copertino, Fulcignano e Lecce.

Tre solai in legno, oggi non più presenti, dividevano l’interno della torre in 4 piani (provvisti di caminetti ad eccezione del terzo) collegati da una scaletta elicoidale a doppia elica ricavata all’interno della possente muratura. La volta è a crociera archiacuta, i cui costoloni componenti sono realizzati in conci alternati bianchi e scuri, richiamanti motivi orientali tipici nell’architettura duecentesca delle regioni italiane che protese verso oriente. Un occhio di riguardo anche al fattore estetico oltre a quello funzionale dunque.

Torre federiciana di Leverano, interno

Torre federiciana di Leverano, interno

Una magnifica impronta che permette al “nostro grande Imperatore” di vivere ancora, respirando l’eco delle sue gesta che ancora pervadono come un intenso profumo le terre che tanto amava.

Marco Piccinni

Luigi Carducci, Storia del Salento, Mario Congedo Editore (2007)

Janet Ross, Vittorio Zacchino (a cura di), La puglia dell’800 (la Terra di Manfredi), Lorenzo Capode Editore (1978)

NOTA: La descrizione dello stile architettonico è tratta dalla tabella informativo turistica posta in prossimità della torre.


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