Montesardo, donne protagoniste contro il declino | Salogentis
Home » Comuni Salentini » Alessano » Montesardo, donne protagoniste contro il declino

Montesardo, donne protagoniste contro il declino

MONTESARDO (Le) – Decise, determinate, creative. Tutte insieme, appassionatamente. Per la rinascita di Montesardo, l’antica Mons Arduus. 15 giovani donne con nel cuore un sogno: tornare agli antichi splendori, quando – nel tardo Medioevo – il paese brulicava di intellettuali e uomini di genio, e dei loro allievi.
Hanno formato il Comitato-festa: una novità, una piccola rivoluzione femminista in un paese del profondo Sud (ma già accade a San Dana, Salve e altri centri grandi e piccoli del Salento). Si lavora sin da adesso con la festa del protettore edizione 2016 (seconda domenica di luglio).

Presidente del Comitato è l’avvocatessa Anna Maria Torsello, vice la prof. Rosalba Arigliano. Collaborano l’Associazione pro-Montesardo, l’Associazione genitori, l’Amatori Calcio (presidente Antonio Melcarne, allenatore Alessandro Arigliano). L’intenzione (è il parere dell’allenatore) è di proseguire poi col ritorno al passato della festa di Santo Stefano, a Macurano (il lunedì successivo alla Pasquetta), dove c’è un insediamento rupestre. Poi, a fine anno, del presepe vivente.

E così da qualche domenica, di buon mattino, le ragazze del paese escono di casa con la classica cassetta per raccogliere le offerte: due squadre si alternano di domenica in domenica percorrendo le vie di Montesardo, dal centro antico (Castello, Piazza Sauli, via Torre, Porta Terra, la vecchia chiesa parrocchiale, ecc.) alle periferie. Dall’Arvasì ai Muvazzi, da Trasimunnu alle Conche, da Tarascheri alla Cappelluzza, dalle Muraje al Curatu-Palummaru, e poi la Terra du Mulu, i Soldati, gli Zanzali, ecc.

Accolte con affetto e un po’ di curiosità da parte della popolazione. Le ragazze sono quasi tutte sposate, hanno famiglia. Le prime risposte sono entusiaste: la gente è generosa con le offerte. Lo start è stato dato dal parroco, don Pietro Carluccio, domenica 14 febbraio, quando alle messe ha informato la cittadinanza di questa bella novità che fa di Montesardo, nel Capo di Leuca, un paese all’avanguardia: “Siate generosi con le offerte – ha ammonito – così sarà una bella festa…”.

E se è vero che il Santo di Padova abbondava con i miracoli (pare ne facesse ben 13 al giorno), forse è giunto il momento che Montesardo combatta il declino, grazie anche alla passione, il coraggio e la volontà delle sue donne.

Francesco Greco


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *