CHIESA. I Calvari, “luoghi dell’infinito” | Salogentis
Home » Arte del Salento » CHIESA. I Calvari, “luoghi dell’infinito”

CHIESA. I Calvari, “luoghi dell’infinito”

Che luoghi misteriosi e “contaminati”, i Calvari! E anche così poco indagati dagli studiosi del nostro tempo. Forse perché modesti nella loro architettura, ma non nel “messaggio” intrinseco, sospesi come sono tra arte e fede, pietà popolare e mestizia.

La loro nascita risale – almeno per quelli del Salento – fra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. E già questo sarebbe un elemento di riflessione: prima ce n’erano e magari sono andati distrutti o l’uomo non sentiva l’esigenza di edificarne?

Calvario di Vignacastrisi

Calvario di Vignacastrisi

Le forme e i materiali sono “poveri”, estratti dal territorio, dal suo cuore più profondo; gli affreschi della Passione di Cristo opera di artisti della zona, spesso allievi ben riusciti di maestri famosi.

Quasi sempre sono collocati alla periferia dei centri abitati, addossati alle mura laterali di chiese dedicate alla Madonna o a conventi dei Franti Minori.

Le forme sono anch’esse un elemento caratterizzante: a edicola absidata (Montesano, 1870), Botrugno, Cararano, Castiglione d’Otranto, Cutrofiano, Diso (1923), Miggiano, Montesardo, Ruffano, Tiggiano, Tricase, Vignacastrisi; edicola poligonale, edicola a frontone, a esedra (poligonale, Tuglie, 1932), Depressa, Giurdignano, Giuliano, Melendugno, Sanarica, Sternatia, Zollino, a recinto, a tempietto (Spongano), a portico, Soleto, Vitigliano, Ortelle.

A svelarli in tutta la loro ricchezza dialettica e semantica, cogliendone i silenzi così densi di messaggi, è lo studioso Giovanni Antonazzo nel pregevole “I luoghi dell’infinito” (Il Calvario di Vignacastrisi), Giorgiani Editore, Castiglione d’Otranto, Lecce 2017, pp. 112, s.i.p.

Calvario di Vignacastrisi, dettaglio della deposizione

Calvario di Vignacastrisi, dettaglio della deposizione

Il libro, arricchito da belle, suggestive illustrazioni, è diviso in due parti: la prima è una riflessione, appunto, sui “luoghi dell’infinito” dello stesso Antonazzo e di Filippo Giacomo Cerfeda (altro studioso serio, appassionato, e fecondo degli aspetti della spiritualità e cultura di Terra d’Otranto).

La seconda propone “Pensieri e riflessioni” sulla fede nel mondo contemporaneo assediato dalla secolarizzazione transeunte, preda dei nuovi feticci (mezzi scambiati e vissuti come fini), citando personaggi che hanno lasciato e stanno lasciando un segno profondo in questo tumultuoso XXI secolo: da San Francesco a Papa Francesco, don Tonino Bello, Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II e sulla figura della Madonna, il Natale, ecc. 

Calvario di Vignacastrisi, dettaglio di alcuni affreschi

Calvario di Vignacastrisi, dettaglio di alcuni affreschi

Un libro non di quelli eclatanti, spinti dagli uffici stampa, in senso editoriale “minore”, però denso di luce, di immagini, parole non relativizzate, da ascoltare in silenzio, per cercare di ritrovare se stessi senza farsi stordire dal chiasso di un mondo divenuto all’improvviso una perfida “selva oscura” che adora il vitello grasso della bruttezza, della volgarità, dello stordimento mediatico che soffoca i silenzi dentro di noi, pregiudicando ogni sintonia col nostro cuore.

Francesco Greco


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *