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TEATRO. Una “socra” intrigante e la vita è un inferno

GALATONE (Le) – Attenti alle suocere! Sono micidiali per la loro invadenza e vacuità. Sposano le figlie, ma invece di ritirarsi per i fatti loro, restano sotto al tetto coniugale, a mettere fuoco fra loro e il genero. Che, benché sprezzato (nello specifico è un commerciante di baccalà), ha il portafoglio sempre gonfio e può soddisfare la loro vanità, la sete di shopping (e di patrimonio).
Le “socre” sono intriganti e diaboliche, capaci di tutto, e anche di più. Per esempio, di azionare una sirena alle 5 del mattino, giusto quando il genero dorme a sonno pieno, di infilare nel suo letto una borsa di acqua calda anche a luglio, di manipolare i gradini che portano in giardino, di mettere in vendita il tetto coniugale all’insaputa del poveraccio.

Accade a casa di Pantaleo Pennacchia, quando allo scapolone viene l’infelice idea di accasarsi con Silvana Carcagna (fresca vedova di Ernestino). La baronessa sua madre si crede vedova, il barone è uscito da 17 anni a comprare una rivista, e da allora è uccel di bosco, e non si può non dargli ragione, fra intrighi e litigi…

Fra defunti che tornano e matrimoni (il commerciante poi sposerà la bellissima Delia) che si intrecciano, personaggi che non sanno chi schiaffeggiare e altri che non sanno chi scaraventare sul letto), quel che accade è tutto da vedere, in un crescendo di battute esilaranti, scambi di ruoli e continui colpi di scena, di cui il dialetto salentino moltiplica l’effetto brillante e leggero.

Volendo trovare una password, possiamo parlare di crisi di identità e sentimenti “liquidi”: istantanea del XXI secolo.
“…e all’ottàvu criò la socra!” è stato liberamente rielaborato da William Fiorentino (Lecce, 1932), attingendo a “Les surprises du divorce”, di Brisson e Mars e “La boule”, di Meilhac e Halévy.

Dopo qualche anno di sosta, torna il prestigioso Premio teatrale Leuca, indetto dalla Pro Loco (presidente Vincenzo Corina) che per tutti i giovedì di questa estate 2018 terrà avvinti in piazza Asti villeggianti e turisti.

La giuria è presieduta dal magistrato emerito Oronzo Fersini.

Il testo rappresentato “dalla Compagnia ti Santu Luca” di Galatone (nata nel lontano 2003) è stato il primo, altri e di genere diverso ne seguiranno, dopo uno spettacolo fuori concorso del regista Franco Diso-Pisani (19 luglio).

Personaggi e interpreti: Pantaleo Pennacchia (Antonio Musardo), Arturo Lappresa (Enzo Musardo), Jolanda del Cardo dei baroni di Torre Chianca (Maria Rita Petranca), Silvana Carcagna (Caterina De Giorgi), Alfredo Sgarrati (Gino Marra), Delia Lappresa (Francesca Margarito), Rosetta, prima cameriera (Ines Potenza), Mariuccia, seconda cameriera (Roberta Simone), Giangiacomo Maria del Cardo dei baroni di Torre Chianca (Santino My).

Regia di Rosanna Carpentieri, scenografia Antonio Musardo, tecnico audio-luci Marco Miccoli, trucco e parrucco Daniela Simone, aiutanti di scena Laura Lerario e Teresa Martalò, montaggio scenografia Michele Pisanò e Salvatore Colazzo.

Bravi! Bravi! Bravi! Teatro fatto per passione e con grande impegno. Leuca sotto le stelle applaude per una serata spensierata, in allegria. Sipario!

Francesco Greco


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