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  • Sciusci, gli asini di Melpignano

    Pubblicato da: Marco Piccinni | 25 ago 2009 | pubblicato in: Aneddoti e Curiosità, Melpignano | 386 visite |

    Non si tratta della fonte principale dell’economia della cittadina salentina, famosa per la “Notte della Taranta“, ma di un epitteto offensivo che fu attribuito agli abitanti di Melpignano in seguito ad un aneddoto che coinvolse un contadino ed il suo asino, o Sciusciu, secondo il dialetto locale.

    Il contadino vedendo un nido di uccelli sulla sommità di un albero, decise di mettere una scala a pioli sul dorso del suo asino in modo da poter raggiungere la destinazione e impadronirsi dei teneri uccellini che gli facevano tanto gola…in questo modo avrebbe potutto fare un degno regalo ai suoi figlioli.

    Una volta raggiunta la sua meta e afferrato il tanto agognato nido, il contadino pensò ad alta voce:

    “Ma cosa succederebbe se qualche stupido, passando da queste parti, dicesse “Aaa”?

    Aaa” è l’espressione utilizzata dagli uomini per incitare un asino a muoversi quando non ne ha voglia. Data l’abitudine, ogni suono che possa ricordare all’animale questo comando, potrebbe essere inteso come un invito a muoversi…e infatti così fu!

    Udendo la frase del contadino che stava nel frattempo scendendo le scale, l’asino cominciò a muoversi provocando la caduta della scala e del povero padrone che durante il volo, prima di raggiungere il terreno, pensava a quanto fosse costata cara, a se stesso a ai poveri uccellini che aveva in mano, la sua stupidità.

    Per questo motivo il soprannome affibbiato a Melpignano è decisamente poco decoroso e denota indice di stupidità. Ovviamente si tratta di un offesa gratuita, comune a molti altri paesi del capo di Leuca, accusati ingiustamene di comportamenti poco ortodossi e di basso ordine. Si tratta spesso di ingiurie, lanciate da parte di chi aveva un tempo un malcontento nei confronti di alcuni paesini o dei conti in sospeso, che decise di risolvere lasciando ai posteri informazioni erronee per pareggiare i conti.

    L’intelligenza di questo paese però, è riconosciuta nel grande spirito di ironia con cui si canzona il proprio soprannome. Ci sono infatti alcuni testi di canzoni scritte in griko, una lingua ormai in disuso e confinata in alcune minoranze etniche elleniche che compongono i comuni della Grecìa Salentina, che ripercorrono in maniera cantilenante alcuni dei soprannomi più curiosi, e a volte anche offensivi, attribuiti alle varie popolazioni locali. Basti pensare infatti che i nomignoli che ricordano asini e bestie poco decorose sono molto numerosi nel Salento.

    [...]

    Mamma li pacci su’ de Martanu
    li manganazzi stannu a Corianu
    a Casamasseddha suntu algerini
    tridici case, furnu e doi mulini.

    Pezzari se ‘ngiurane a Cascignanu
    invece sciusci a Merpignanu
    e poi sciamu nu picchi luntanu
    li ciucciareddhi a Martignanu.

    “Mavri” craunari li calimeresi
    propriu macari li sulitesi
    li cuccuasci a San Cazzianu
    scomunicati a Vitijanu.

    [...]

    Marco Piccinni

    BIBLIOGRAFIA

    “Agenda di Babbarabbà 1997. Soprannomi paesani nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto tra storia e fantasia” – supplemento del “Quotidiano” dicembre 1996, (Arti grafiche Mondadori) a cura di Antonio Maglio.

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