Il 14 luglio 2026 un vasto incendio si è sviluppato sulla serra di Ruffano, in un contesto naturalistico-religioso non di poco valore. Sulla carta è solo uno dei tanti roghi che nel corso dell’estate ha devastato il territorio salentino. I forti venti, la carenza di piogge e il progressivo e prolungato innalzamento delle temperature dovute al cambiamento climatico hanno spazzato via in poche ore, nonostante un grosso dispiegamento di forze in campo, vari ettari di macchia mediterranea e numerosi esemplari di Pini d’Aleppo che sovrastavano la zona retrostante il Campo Santo.
Lascia un commentoSalogentis Articoli

Titomba, un termine che di primo acchito potrebbe richiamare alla mente elementi funebri, sepolcri, necropoli. Di fatto stiamo parlando di una struttura ipogea, in agro di Ugento, dedita all’attività di molitura delle olive in un contesto in cui la produzione dell’olio rappresentava una delle principali forze trainanti dell’economia salentina.
Lascia un commentoSPECCHIA – Una vecchia con la conocchia in grembo intenta a filare e un’arancia rigorosamente amara in mano, con sette penne di gallina conficcate (tante sono le settimane della Quaresima). In Sardegna c’è una variante: una pupa con sette gambe.
Lascia un commento

Pozzo Seccato, la masseria fortificata dei Messapi
Un gran muro di fortificazione largo all’incirca 4 metri, con un ripieno di pietre a secco e “foderato” da grandi blocchi di calcare squadrati; un edificio residenziale con una sala per il ricevimento degli ospiti, una cucina, una dispensa; piccole officine artigianali; una grande torre di due piani dalla quale poter arrivare con lo sguardo fino al mare; un grande granaio; una strada lasticata. Sembra quasi la descrizione di una moderna masseria fortificata. Di fatto lo è, ma datata al IV secolo a.C.
Non solo grotte. Il sottosuolo è ricco di numerose cavità, anche artificiali, per sopperire alla naturale necessità dell’uomo di realizzare strutture da destinare a diverse esigenze: culturali, religiose, abitative o, più semplciemente, per la coltivazione dei tufi.
Lascia un commentoUna casa abbandonata infestata dalla piante; un giardino con sculture enigmatiche e a tratti inquietanti; la spettrale presenza di un uomo solitario dedito alle arti, un poeta che fonti orali sostengono sia morto suicida tanto tempo fa in un anno imprecisato, sulla cui persona i discendenti dei suoi vicini intessono storie esotiche, quasi come se ci si stesse riferendo ad una figura eterea e leggendaria, la cui esistenza si disperde tra le inestricabili trame temporali: “lu pulaccu“…
Lascia un commento







