SPECCHIA – Una vecchia con la conocchia in grembo intenta a filare e un’arancia rigorosamente amara in mano, con sette penne di gallina conficcate (tante sono le settimane della Quaresima). In Sardegna c’è una variante: una pupa con sette gambe.
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Non solo grotte. Il sottosuolo è ricco di numerose cavità, anche artificiali, per sopperire alla naturale necessità dell’uomo di realizzare strutture da destinare a diverse esigenze: culturali, religiose, abitative o, più semplciemente, per la coltivazione dei tufi.
Lascia un commentoUna casa abbandonata infestata dalla piante; un giardino con sculture enigmatiche e a tratti inquietanti; la spettrale presenza di un uomo solitario dedito alle arti, un poeta che fonti orali sostengono sia morto suicida tanto tempo fa in un anno imprecisato, sulla cui persona i discendenti dei suoi vicini intessono storie esotiche, quasi come se ci si stesse riferendo ad una figura eterea e leggendaria, la cui esistenza si disperde tra le inestricabili trame temporali: “lu pulaccu“…
Lascia un commento18 aprile 1581
Assoluzione per chi lavora nel commercio dell'olio
18 aprile 1581: Papa Gregorio XIII emana una bolla tramite la quale esonera chi è impegnato nell'attività di produzione e commercio dell'olio dall'obbligo di Santificare la domenica.


La concia delle pelli nel Salento
A questa razza d’uomini, da noi oggidì appellati Barbari, dobbiamo il risorgimento delle lettere in Europa; pel corso di più di tre secoli nelle nostre scuole altri nomi non s’udirono; che quei d’Avicenna, d’Averone, d’Alcanzeno, ecc. A questa nazione similmente, che s’annidò nelle nostre regioni, facendovi lunga dimora, e penetrando fin’anche a queste nostre estreme contrade, molto deggiono le arti, ed il commercio […] il Marocchino, il Cardovano, il Bazano, che noi ora corrottamente diciamo Vezano, e per cui denotare gl’italiani in decorso si avvalsero delle voce Montonina, sono nomi di cuoi di animali conci, che non d’altronde ci sono venuti, che dagli Arabi, da’ quali forse ancora ci si sarà trasfusa la maniera attuale di conciarli. [1]
Un ritorno decisamente vintage dei canoni estetici scheletrici tendenti all’anoressia che per un certo periodo sembrava avessero abbandonato il défilé in favore del body positivity con forme muliebri ben in vista a incanalare l’intensa energia procreatrice della Madre Terra: nell’autunno del 2001 La venere degli Alimini fa il suo ingresso in passerella.
Lascia un commentoGli ingranaggi della macchina produttiva di intere generazioni di salentini sono stati oleati dallo stesso olio prodotto da ettari di uliveti che colmavano qualunque orizzonte sul quale si poggiasse lo sguardo. Maturato alla luce del sole e lavorato nel sottosuolo in centinaia di frantoi ipogei scavati nella nuda roccia, con macine messe in movimento da muli e asini che si alternavano durante le ore del giorno e delle notte per permettere alla produzione di non fermarsi mai. Ininterrottamente. Per diversi mesi l’anno.
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