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Santa Maria del Tempio, una chiesa Templare nel cuore di Tricase

Abbiamo ripreso più volte, nel corso degli articoli pubblicati su Salogentis, il movimento di pellegrinaggio cristiano che si svolgeva nel tardo medioevo nel Salento. La meta da raggiungere era il santuario della Madonna di Leuca per poter espiare, tramite le fatiche del lungo viaggio, i propri peccati e purificare l’anima del Cristiano.

Tracce evidenti di questo passato, sono rimaste numerose nel complesso di Leuca Piccola a Barbarano, ma spesso ci si dimentica che anche molti altri paesi del Salento sono stati interessati da questo fenomeno.

I pellegrini giungevano da tutto il mondo, fermandosi prima a Roma, poi scendendo fino al Gargano, da qui a Lecce, Otranto e alcuni paesini tra cui Andrano, Tricase, Salve, Morciano, Barbarano (frazione di Morciano) e Leuca.

Le strade percorse erano solitamente poste in periferia ad ognuno di questi paesini o in prossimità delle cinte murarie. Il percorso si snodava lungo il tragitto più breve per raggiungere la destinazione designata, contrassegnato da cripte, cappelle ed ermie. Lungo il tragitto si era soliti trovare degli ospedali in grado di offrire ricovero e assistenza ai pellegrini bisognosi. Anche Tricase ne aveva uno molto fiorente, situato nei pressi dell’attuale Porta Terra, uno degli ingressi al borgo cittadino. Questo ospedale venne abbattuto nel 1763 con la costruzione della nuova chiesa parrocchiale che sostituì la precedente più piccola e angusta. L’elevato flusso di pellegrini che ancora transitava da Tricase nel XVII secolo lo si evince dalle innemerevoli elemosine a loro elargite dalla “Confraternita Monte Piccolo dei morti“, minuziosamente registrate nelle scritture contabili.

Poco distante dall’Ospedale, in via Tempio, sorge ancora una piccola chiesetta, le cui origini non sono state ancora del tutto chiarite anche se gli si attribuisce un forte legame con l’ordine dei Templari: stiamo parlando della chiesa di Santa Maria del Tempio.

 

Santa Maria del Tempio

Santa Maria del Tempio

Uno studio preliminare della chiesa è stato condotto dall’architetto Salvatore Fiori, il cui contributo è stato molto prezioso per scoprire e divulgare qualche informazione in merito a questo antico tempio.

Il nome della strada dovrebbe essere di per sè abbastanza indicativo, anche se molti ritengono che possa derivare dalla presenza di una antica sinagoga ebraica (gli ebrei erano infatti molti numerosi nel capo di Leuca) ubicata in un punto imprecisato della strada. L’origine cattolica del toponimo però sarebbe stata confermata da un fascicolo nel catasto parrocchiale che confuterebbe ogni dubbio.

Un vecchio aneddoto popolare ,inoltre, ricorderebbe la presenza in quella strada di vecchi e avidi frati che pesavano tutti i pellegrini che transitavano in via Tempio per costringerli a pagare un pedaggio in relazione al loro peso: esattamente una delle tante accuse che venivamo mosse da coloro che non vedevano di buon occhio l’ordine dei Rosacroce.

Un’ulteriore prova della presenza dei Templari a Tricase sarebbe data dalla necessità di proteggere i pellegrini che transitavano in questa terra, soggetti a possibili attacchi dai pirati saraceni, cosa molto frequente a cavallo dell’anno mille e dei secoli successivi. La stessa ubicazione della chiesa, sita in quella che un tempo era la periferia del paese a ridosso delle mura del borgo di successiva generazione, sarebbe un ulteriore punto a favore della presenza dei monaci guerrieri: era infatti una regola generale quella di collocare i propri insedimaenti in periferia, o agli ingressi delle città, benchè a ridosso delle principali vie di comunicazione.

Si ritiene quindi che la fondazione dell’insediamento templare sia da datare anteriormente alla fortificazione del nuovo borgo, quando via Tempio era ancora un piccolo segmento del sentiero pellegrinale che attraversava piccoli nuclei abitati sparsi ai suoi lati.

Il piccolo tempio è stato recentemente restaurato secondo la descrizione contenuta nel testo originale di una visita apostolica, avvenuta nel XVII secolo, alla diocesi di Alessano di cui Tricase faceva parte. Il testo risale al 1628 ed è stata scritto da Andrea Perbenedetto. L’originale è conservato negli archivi segreti del Vaticano ma ne esiste una copia fotografica nell’archivio della diocesi di Ugento.

La facciata presenta un rosone gotico ed una porta di ingresso probabilmente ricostruita nell’ottocento. Il profilo superiore è molto inconsueto perchè termina con una sagoma a doppia scaletta. Si ritiene che la facciata originale fosse più alta di quella attuale e con sagoma a campana, probabilmente demolita in epoca ancora imprecisata.

Dettaglio del Rosone

Dettaglio del Rosone

All’interno, la parte absidale presenta un ampio arco trionfale che racchiude una pseudoabside piana e poco profonda sulla quale si apre una porta centrale che comunica con la piccola abitazione retrostante, probabilmente l’alloggio dei monaci. Sulla sommità di questa porta, era molto probabilmente presente una quadro delle Madonna descritto durante la visita apostolica e del quale si sono perse le tracce. Durante i lavori di liberazione dei muri perimetrali è stata ritrovata un’antica acquasantiera, anche questa presente nella descrizione del documento.

In uno scavo, durante il restauro per il rifacimento del pavimento, è stato ritrovato un ossario a forma di piccola cisterna scavata nel tufo: conteneva numerose ossa frammentatee apparentemente gettate alla rinfusa. Questo è stato richiuso e lasciato sotto il nuovo pavimento.

Esisterebbero inoltre dei documenti non ancora catalogati e conservati nell’archivio parrocchiale di Tricase, che potrebbero contenere informazioni antecedenti a quelle attualemte in possesso agli storici e chissà, forse anche espliciti riferimenti all’ordine Templare.

Marco Piccinni

BIBLIOGRAFIA:

Tricase per mano – Gestione Media Editrice s.r.l (2002) – Oronzo Russo e Giovanni Nuzzo


3 commenti su “Santa Maria del Tempio, una chiesa Templare nel cuore di Tricase

  1. Tatjana ha detto:

    Vorrei dire che io vivo a Tricase e sinceramente non ho mai saputo di questa informazione.
    Con questa pubblicazione di Marco Piccinni ho scoperto qualcosa in piu’ !

  2. Tatjana ha detto:

    e poi dovevo fare una ricerca !!!
    Grazie.

  3. Marco Piccinni ha detto:

    Grazie a te Tatjana!
    Ovviamente il merito è soprattutto di chi ha scritto il libro (in bibliografia) da cui poi è stato tratto l’articolo. 😉

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