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Il lago della Signureddha (o della fanciulla)

Fiabe incantate partorite da un nome, la fanciulla, o signureddha. E’ il nome di un lago in territorio di Cutrofiano, li dove sarebbe potuta esistere una leggenda in cui una giovane fanciulla danzava con armoniosa eleganza su acque limpide, cimentandosi in voluttuosi passi a due con libellule spose dell’arcobaleno, su una musica composta da scale armoniche di ranocchie che gracidano al sole.

Avrebbe potuto, ma non esiste alcuna fanciulla che si sposta a pelo d’acqua come le ninfe. Ma esiste quel lago, tanti laghi, in una terra povera per definizione di acqua dolce in superficie, originatisi per una strana combinazione di eventi in cui la mano dell’uomo, e l’irrefrenabile volontà della natura di riprendersi ciò che le apparteneva, hanno dato origine a paesaggi mozzafiato.

Lago della Signureddha

Lago della Signureddha

Siamo nella terra delle cave di tufo e di argilla, qui si estraevano con varie tecniche mattoni di tufo dal sottosuolo. Una delle più diffuse prevedeva la realizzazione di camini verticali tramite i quali scendere in profondità nelle viscere della terra per svuotarle del prezioso contenuto.

Con il tempo alcune di queste cave hanno subito un brusco cedimento con conseguenti formazioni di depressioni. Lo strato argilloso e impermeabile che separava la superficie dalla cavità artificiale del sottosuolo, ha favorito l’accumulo da acque piovane e da falde freatiche con la conseguente formazione di bacini d’acqua dolce.

Cutrofiano, terra di cave e di laghi dunque. Sono in fatti numerosi i bacini formatisi con le medesime modalità, arricchiti con il tempo da una fauna non proprio tipica, come pesci rossi e carpe introdotti da volenterosi cittadini, che hanno contributo così alla costituzione di un vero e proprio ecosistema densamente popolato. Qui nelle giornate soleggiate uomini e ragazzi cercano di catturare alcuni pesci per l’acquario, animali che hanno imparato perfettamente a sopravvivere in un ambiente selvaggio, prediligendo la deposizione delle uova nella acque basse per evitare che pesci più grandi possano nutrirsene. Da qui i pesci, dopo aver raggiunto una certa dimensione, si avventurano nelle acque profonde del lago per iniziare una nuova vita.

Libellule colorate sfrecciano nell’aria, rospi e ranocchie dichiarano la propria presenza con una gracidare quasi assordante, gruppi di ciclisti che si spostano da un lago all’altro per poterne ammirare le diverse sfaccettature perchè ognuno, a suo modo, ha qualcosa di differente da raccontare.

Il lago della fanciulla è quello più grande nella zona, a fargli da compagnia altri due laghetti nelle immediate vicinanze, e altre depressioni reduci da cave dismesse, ampiamente rimboscate che, chissà, potranno anche’esse un giorno ospitare nuovi laghi e nuovi ecosistemi.


Marco Piccinni


4 commenti su “Il lago della Signureddha (o della fanciulla)

  1. Vincenzo ha detto:

    Mi permetto di fare una precisazione. Il nome Signureddha è corretto, è il corrispondente dialettale di “Signorella”, ovvero la località in cui si trova il laghetto o anche un cognome cutrofianese, ma “Lago della Fanciulla” è una forma di italianizzazione senza nessun riscontro, anzi, è un nome assolutamente di fantasia

    • Marco Piccinni ha detto:

      Grazie per la precisazione Vincenzo. Il riferimento al lago della fanciulla è quello delle mappe satellitari, è stato riportato allo stesso modo per non indurre in confusione quanti lo conoscevano con questa denominazione.
      Torna a leggerci 😉

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