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In ricordo di Padre Davide Maria Turoldo Poeta – Scrittore – Teologo – Filosofo

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a cura di Francesco Accogli

Il 6 febbraio 2009  è ricorso  il diciassettesimo anniversario della morte di Davide Maria Turoldo, padre dei Servi di Maria, teologo, filosofo, scrittore e poeta, nato a Coderno in provincia di Udine il 22 novembre 1916 e morto il 6 febbraio 1992 nella clinica S. Pio X a Milano.

Ma chi era Davide Maria Turoldo? Perché il nostro interesse per un figlio di una Terra situata all’opposto del Salento? Cosa centra la città di Tricase ed il Capo di Leuca?


A queste legittime domande daremo le relative risposte, non prima di aver precisato una breve nota biografica di Davide Maria Turoldo e di aver ricordato che Egli amava il Salento, era felice di poter essere nelle nostre contrade, abitate, come era solito ripetere,  “da persone chiamate ancora per nome”, da gente generosa, laboriosa ed ospitale.

Davide Maria Turoldo nel battesimo prese il nome Giuseppe. Diciottenne, entrò nel Notiziario dei Servi di Santa Maria, a Monte Berico.

Compiuti gli studi filosofici e teologici, venne ordinato sacerdote nel 1940, a Vicenza. Nel 1941 si trasferì a Milano nel Convento di San Carlo, dove rimase fino al 1956.

Partecipò alla Resistenza dal 1943 al 1945, e con altri amici fondò“L’Uomo”, giornale clandestino sul quale cominciò a pubblicare anche le sue prime poesie, che uscirono poi nella prima raccolta “Io non ho mani” (1947).

Si laureò in filosofia all’Università Cattolica. Fu poi Assistente di Gustavo Bontandini all’Università di Urbino. A Milano, con il suo confratello Camillo De Piaz, fondò il Centro Culturale “Corsia dei Servi” e divenne il predicatore ufficiale nel Duomo di Milano dal 1943 al 1953.

Collaborò con don Carlo Gnocchi e con don Zeno Saltini a Nomadelfia. Con quest’ultimo condivise anche le incomprensioni da parte della stessa Chiesa. Per ordine superiore fu costretto a  lasciare Milano e l’Italia. Divenne così pellegrino in diverse nazioni, dove venne a contatto con il mondo dei più poveri, degli “Ultimi”. Passò dall’Inghielterra agli Stati Uniti, al Canada, in Messico, in Sud Africa, ecc.

Alla morte di Papa Giovanni decise di stabilirsi a Sotto il Monte. Gli venne affidata dal Vescovo di Bergamo, Clemente Galdi, l’Abbazia di S. Egidio a Fontanella, appena fuori dal paese. Da qui irradiò un importante Centro Studi Ecumenici, punto di riferimento in Italia e all’estero per personalità delle più svariate estrazioni.

Qui Davide Maria Turoldo scrisse, pubblicò e partecipò a trasmissioni radio-televisive. Venne chiamato dappertutto a parlare delle tematiche più disparate. Collaborò con riviste e giornali e fondò la rivista “Servitium” (1967) ed inaugurò la “Casa di Emmaus” e Mons. Gaddi fece, in questa circostanza,  un discorso di totale apprezzamento dell’opera di Turoldo.

Ebbe molti premi letterari, sull’ultimo dei quali vale la pena di dire una parola. Si tratta del premio Lazzati conferitogli dal Cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo di Milano, il 21 novembre 1991.

Padre Davide, dopo una lunga e atroce malattia, spirò la mattina del 6 febbraio 1992 a Milano e fu sepolto a Fontanella.

Egli venne a Tricase e nel Salento una decina di volte negli anni tra il 1970 e il 1987. L’ultima volta è stata, infatti,  nel novembre 1987. Nella nostra comunità aveva molti Amici ( in primis Don Eugenio Licchetta, la vecchia redazione di “Nuove Opinioni”, il prof. Salvatore Panico, Don Donato Bleve, Don Tonino Bello e molti altri ancora) e da tutti, compreso chi scrive, era molto apprezzato ed ammirato.

Padre Davide, a differenza di tanti altri che ci hanno onorato con la loro presenza, ci ha dedicato e donato tre bellissime poesie: “AMICI DI TRICASE…”, (1979);  “NESSUNO E’ QUI SENZA RADICI” (successivamente incisa su marmo e collocata sulla parete esterna della Chiesa Sant’Andrea Apostolo in Caprarica di Tricase) e “L’AMABILE E TERRIBILE MARE…”, dedicata ad un pescatore, di nome Cosimo, per la scomparsa in mare dei suoi figli, notizia appresa da Davide Turoldo durante una visita alla località  “Il Ciolo” nella marina di Gagliano del Capo.

Davide Maria Turoldo, in conclusione, era un Amico sincero della nostra Gente, un grande estimatore della nostra Terra ed un Cultore innamorato dei nostri luoghi.

I Tricasini e quanti lo hanno conosciuto conservano un ottimo ricordo ed è giusto che, in occasione del diciassettesimo anniversario della morte, la città di Tricase lo ricordi amorevolmente e degnamente.

Per quanti volessero saperne di più si consiglia: ACCOGLI, Francesco (a cura di), David Maria Turoldo. Un uomo vero, un cristiano autentico, Tricase, Edizioni dell’Iride, 2002.
Ci sembra giusto pubblicare anche una breve bibliografia di Davide Maria Turoldo:

–          Io non ho mani, Milano, 1947;

–          La terra non sarà distrutta, Milano, Garzanti, 1951;

–          Da una casa di fango (Job), Brescia, La Scuola, 1951,

–          Udii una voce, Milano, Mondadori, 1952;

–          Gli occhi miei lo vedranno, ivi, 1955;

–          Preghiere tra una guerra e l’altra, Milano, Corsia dei Servi, 1955;

–          Non hanno più vino, Milano, Mondadori, 1957;

–          La parola di Gesù, Vicenza, La Locusta, 1959;

–          La passione di San Lorenzo, Brescia, Morcelliana, 1961;

–          Se tu non riappari, Milano, Mondadori, 1963;

–          Salmodia della speranza, in “Luce Sestese”, 24 aprile 1965;

–          Tempo dello spirito, Torino, Gribaudi, 1966;

–          …e poi La morte dell’ultimo teologo, Torino, Gribaudi, 1969;

–          Poesie, Vicenza, Neri Pozza, 1971;

–          Uno solo è il maestro, Milano, Signorelli, 1972;

–          La vita di Gesù narrata ai bambini, ivi, 1973;

–          I salmi (traduzione), Bologna, Centro Edit. Dehoniano, 1973;

–          Nell’anno del Signore, Milano, ed. Palazzi, 1973;

–          Chiesa che canta, Bologna, Centro Edit. Dehoniane, 1975;

–          Il sesto angelo, Milano, Mondadori, 1976;

–          Fine dell’uomo?, Milano, Scheiwiller, 1976;

–          Alla porta del bene e del male, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1978;

–          La passione di San Lorenzo (ristampa), Reggio Emilia, Città armoniosa, 1978;

–          Lo scandalo della speranza (ristampa delle poesie), Udine, Benvenuto, 1978;

–          Non hanno più vino (ristampa), Brescia, Queriniana, 1979;

–          Nuovo tempo dello spirito, Brescia, Queriniana, 1979;

–          Laudario alla Vergine, Bologna, Ediz. Dehoniane, 1980;

–          Mia terra, addio…, Vicenza, La Locusta, 1980;

–          Bibbia. Storia dell’uomo, Milano, Fabbri Editori, 1980;

–          Perché a te, Antonio?…, Padova, Edizioni Messaggero, 1981;

–          Oratorio (in memoria di Frate Francesco), Padova, Ediz. Messaggero, 1982;

–          Amare, Roma, Edizioni Paoline, 1982;

–          La morte ha paura, Liscate (MI), Edizioni Cens, 1983,

–          Bibbia storia dell’uomo, Milano, Gruppo Edit. Fabbri, 1983;

–          Sul monte la morte, Liscate (MI), Edizioni Cens, 1983,

–          Avemaria, Milano, Grandi Edizioni Italiane, 1984;

–          Lo scandalo della speranza, voll. 1-2, Milano, Grandi Edizioni Italiane, 1984;

–          Nel segno del tau, Milano, All’insegna del Pesce d’oro, 1988;

–          Il grande male (Poesie), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1991;

–          Inquietudine dell’universo, Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 1995;(postumo)

–          Lettere dalla Casa di Emmaus, Sotto il Monte, Servitium Editrice, 1996; (postuno)

–          La parabola di Giobbe, Sotto il Monte, Servitium Editrice, 1996; (postumo)

–          Mia terra, addio…, Vicenza, Editrice La Locusta, 1999; (postumo).

 

AMICI DI TRICASE …*

Gente di Puglie a Tricase, figli

delle molte fedi che in mezzo a oliveti

dalla lieve ombra, scendete a Leuca,

sperone d’approdo della Luce, e lungo

strade che portano ancora nomi

e vestigia della Grande Madre, come

per una vostra Mambre piantate la tenda

alla Quercia Vallonea, e attendete

pur voi i divini messaggeri a recare

le promesse di eternità della stirpe:

figli siete del mito e di una terra

di non mai vinte divinità. E da Calino

vi giunga l’eco degli antichi canti

e come per il poeta al di là della siepe

pure per voi “il naufragar” sia dolce …

David Maria Turoldo

* Per gentile concessione di don Eugenio Licchetta, parroco di Caprarica del Capo.

 

NESSUNO E’ QUI SENZA RADICI

Uomo che porti un volto di secoli:

quando una terra è intatta ancora

– almeno il lembo di terra che è tuo! –

quali le Doline al Porto di Tricase,

e tu puoi affacciarti alla grande

finestra sul mare, a Calino

– già nome che ti annoda alle origini –

e guardi alla sponda da dove

sulle onde ti giunge il saluto

della Madre della Luce: a Calino

nome della originaria Bellezza

salvatrice: alle spalle lascia

il folle paese, e con rostri e unghie

resisti alle seduzioni di morte

che viene dal Nord; e non cedere, o Gente,

alla ricchezza vampira!

Salva la terra che è tua, uomo

del Sud, la libera terra

austera e amica! E questa

cultura sia la placenta

della tua umanità più vera: qui

ove vita fiorisce, come

fra le rocce i germogli, e nessuno

qui è senza radici:

tutti orgogliosi d’essere

nuovi e antichi…

Davide Maria Turoldo

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