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Cosa sta accadendo alle palme dei nostri comuni? Tutta colpa del punteruolo rosso

Alcuni di noi si saranno forse chiesti, in questi mesi, come mai molte palme presenti all’interno dei propri comuni di residenza allo scopo di abbellire piazze e viali vengono ora tagliate e coperte con una plastica o con un telo. Bene è tutta colpa del Rhynchophorus ferrugineus, o più comunemente conosciuto come il punteruolo rosso delle palme.

Il Punteruolo rosso (Fonte: Wikipedia)

Il Punteruolo rosso (Fonte: Wikipedia)

Il Rhynchophorus ferrugineus è un coleottero originario dell’Asia meridionale oltre che un micidiale parassita di molte specie di palme. Questo parassita vive prevalentemente nello stipite della palma all’interno del quale compie il proprio ciclo di vita. La femmina del punteruolo depone le proprie uova (in media 300) vicino a ferite o tagli presenti sulla palma, derivanti per esempio da potature appena effettuate. Il punteruolo è infatti attratto dalle ferite ‘fresche’ presenti sulla palma. Dopo 2-5 giorni che la femmina depone le uova, nascono delle piccole larve che penetrano all’interno della palma, scavando gallerie e cibandosi dei tessuti vegetali interni. Le larve terminano il loro sviluppo dopo all’incirca 1-3 mesi, dopodiché si trasformano in pupe all’interno di un riparo formato avvolgendo le fibre più resistenti, ripari che a volte si possono trovare anche alla base del tronco della palma, quindi all’esterno di quest’ultima. Dopo un periodo che può andare dai 14 ai 21 giorni le pupe ormai adulte fuoriescono da questi ripari, dopo avere devitalizzato la pianta e vanno ad attaccare altre palme. Generalmente infatti, il punteruolo rosso non si sposta su altre piante finché non ha distrutto quella infestata. L’intero ciclo dello sviluppo del punteruolo dura quindi circa 4 mesi, nello stesso albero possono sovrapporsi più generazioni.

I danni causati dalle larve sono visibili solo ad uno stadio avanzato dell’infestazione e il sintomo esteriore più facile da notare è l’anomalo portamento della chioma le cui foglie si afflosciano assumendo l’aspetto di un ombrello aperto (una pianta così compromessa può anche crollare). Le palme sensibili al Rhynchophorus ferrugineus sono quelle con diametro alla base del fusto superiore a 5 cm.

È difficile debellare tale insetto dalla pianta una volta che esso è entrato all’interno del tronco, per cui gli interventi possibili e consigliabili sono quelli a carattere preventivo. È importante dunque mantenere le piante nelle migliori condizioni vegetative. Effettuando periodici controlli, delle foglie, del tronco, dello stato di salute della pianta. Adottando gli adeguati accorgimenti tecnici che permettano di evitare o se non altro limitare l’insediamento iniziale dei parassiti. Abbiamo detto prima che tale coleottero è attratto dalle ferite ‘fresche’, e per questo molto importante è, da un punto di vista preventivo, potare soltanto quelle foglie ormai secche e non quelle verdi. Inoltre, gli spostamenti e l’attività del Punteruolo all’esterno della pianta sono favoriti da temperature oltre i 20°C, al di sotto dei 10°C gli insetti non riescono quasi a muoversi, ragione per cui è conveniente effettuare le potature nel periodo invernale e in particolare nei momenti più freddi di quest’ultimo.

Palme aggredite dal Punteruolo Rosso

Palme aggredite dal Punteruolo Rosso

Sembra inoltre utile l’utilizzo di alcuni insetticidi per prevenire l’eventuale attacco del parassita sulle piante non ancora infestate. Il lavoro di prevenzione è fondamentale in quanto i parassiti si spostano di pianta in pianta e possono viaggiare fino ad 1 km di distanza, per cui anche se abbiamo delle palme non infette è possibile comunque che le nostre palme subiscano un attacco da parte del punteruolo rosso. Bisogna considerare inoltre che essendo la palma una pianta ornamentale molto utilizzata nel sud d’Italia, e quindi anche nella provincia di Lecce, essa è presente in molti giardini di molte case, case che al loro volta restano molto spesso chiuse per lunghissimi periodi durante l’anno in quanto appartenenti a italiani emigrati all’estero e che non possono occuparsi di tale questione e che forse nemmeno sapranno mai cosa sia successo alle loro palme che troveranno morte al loro ritorno in Italia per le vacanze. Intanto tali palme costituiranno un pericolo per le altre palme perfettamente in salute. Lo stesso discorso vale per quei comuni della provincia di Lecce che per ignoranza o sottovalutazione del fenomeno non prenderanno le giuste e necessarie misure preventive.
Gli interventi di profilassi a cui devono attenersi i proprietari di piante di palme sono questi:

  1. Accurate ispezioni periodiche su tutte le piante suscettibili di attacco da parte del punteruolo rosso.
  2. Impiego di trappole bio-chimiche.
  3. Accurata potatura delle foglie secche per tenere la palma pulita, da effettuare in inverno.
  4. La potatura delle foglie verdi deve essere fatta nel periodo invernale (T°C almeno < 20° meglio < 15°) lasciando 80/100 cm di picciolo sulla pianta.
  5. I residui devono essere triturati, interrati o bruciati. Mai devono essere abbandonati sul luogo della potatura o in altri luoghi, devono essere assolutamente eliminati.

Secondo gli esperti non basta una strategia unica per arginare il punteruolo, ma occorre un’azione sinergica di diverse metodologie insieme. L’efficacia degli interventi chimici, quale l’uso di insetticidi, è stata dimostrata soprattutto in ambito preventivo, piuttosto che curativo. I trattamenti preventivi hanno l’utilità di limitare la dispersione dell’infestazione. Lo scopo di questi trattamenti è quello di uccidere il punteruolo rosso adulto quando tenta di infestare nuove palme o quando emerge dallo stipite della palma infestata.

Efficaci sono anche gli interventi di eradicazione che possono limitare la diffusione del punteruolo rosso. L’abbattimento e quindi la distruzione delle palme infestate è efficace solo se effettuato prima della dispersione degli adulti, che abbandonano la pianta attaccata solo dopo averla portata alla morte.

Tutta una serie di accorgimenti va tenuta presente anche per quanto riguarda le modalità di eradicazione e distruzione della pianta, sempre al fine di evitare o limitare la dispersione del punteruolo. È consigliato svolgere tali operazioni sempre ad una temperatura al di sotto dei 20°C (al di sotto di questa temperatura raramente i coleotteri intraprendono un viaggio all’esterno della palma). Importante è operare in assenza di vento (il vento può favorire la dispersione degli adulti). L’area sottostante alla palma deve essere coperta con teli di plastica abbastanza spessi per facilitare le operazioni di raccolta delle parti tagliate nonché degli eventuali parassiti presenti sulla pianta e che cadono poi nelle operazioni di eradicazione della palma. Il taglio deve essere effettuato e sezioni, cominciando prima dalla corona e bisogna raccogliere tempestivamente tutto il materiale che cade a terra. Prima di distruggere le parti della palma tagliate occorre rinchiuderle in involucri di plastica, sempre per evitare la dispersione del parassita. Ovviamente nel corso di tale operazione occorre eliminare tutti i possibili stadi di sviluppo del coleottero che si liberano nell’area circostante ricorrendo a qualsiasi mezzo idoneo (bruciatura, compressione meccanica, etc.). Nel caso un cui non sia possibile eradicare completamente la palma in una sola volta, occorre coprire la parte di fusto rimanente con un telo di plastica legandolo strettamente al tronco per impedire agli insetti adulti di uscire e cercare poi di completare il più brevemente possibile i lavori.
La distruzione delle palme deve poi avvenire entro le 24 ore dall’abbattimento attraverso incenerimento, interramento (almeno 1 metro di profondità, oltre il diametro della pianta), triturazione o attraverso una combinazione di tali metodi.

I sindaci dei comuni hanno la possibilità di emanare ordinanze specifiche in merito alle misure da adottare in riferimento alle infestazioni da punteruolo rosso. I proprietari di palme si assumono ogni responsabilità relativa ai danni che la pianta infestata può arrecare a cose e persone in caso per esempio di crollo. La stessa responsabilità dovranno assumersi quei comuni che non avranno trattato adeguatamente le loro palme.
In alcune regioni come la Sicilia è stato addirittura dichiarato lo stato di calamità. In questa regione infatti nel periodo luglio 2007-febbraio 2009, le palme infestate sono state 11.686, di cui 7.345 già eliminate.

Comprendiamo bene dunque come questo non sia affatto un fenomeno da sottovalutare. Anzi esso è nel pieno del proprio vigore e occorre assolutamente porre dei limiti al suo inevitabile dilagare. Piccoli accorgimenti preventivi sulle nostre palme potrebbero evitare conseguenze che potrebbero essere spiacevoli dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Ma soprattutto conseguenze che potrebbero rivelarsi in alcuni casi anche mortali per l’uomo.

Anna Sammali

SITOGRAFIA:

Regione Puglia.it

Moda Garden.it

Diario del web.it


4 commenti su “Cosa sta accadendo alle palme dei nostri comuni? Tutta colpa del punteruolo rosso

  1. SME group ha detto:

    Purtroppo il problema affligge da anni le regioni del sud Italia, ma solo da poco tempo a questa parte si è intrapresa una vera lotta al Punteruolo Rosso.
    Ma nonostante tutto i controlli e le modalità di intervento non sono sempre corrette e si contribuisce sempre più alla diffusione di questa patologia che ha già distrutto un vero patrimonio, quello palmizio, anche con esemplari secolari.

  2. Salvatore Piccolo ha detto:

    Ho salvatole mie palme da un attacco di punteruolo rosso.
    Non è vero che le palme infettate non possono essere salvate.
    Ho cinque palme in un’azienda di mia proprietà.
    A settembre scorso sono state tutte attaccate dal punteruolo rosso. Dopo un intervento di potatura importante ho incominciato a trattare la sommità della pianta con semplice insetticida versandolo con una bottiglia periodi regolari.
    La moria di punteruoli ,larve e di esseri in bozzolo è stata quasi del 100% degli esseri presenti nella palma trattata.
    Tre palme sono state prese in tempo, due erano per me spacciate ma avendo lasciato attaccate dei rami di palme vedevo che rimanevano verdi e vegeti ho aspettato e a giugno scorso una delle due ha messo fuori un bel germoglio che oggi e di circa un metro e mezzo, l’altra per me non è ancora morta.

    Nel mentre affermando di avere acquisito una buona conoscenza dell’infestazione in oggetto , ho la presunzione di capire in anticipo ( guardandole foglie di una palma) se il punteruolo l’ha già infestata.

    Ho già scritto di questa mia esperienza , altri stanno avendo risultati.

    Ps.
    La cura preventiva delle palme è :
    La potatura annuale ( tenere le palme pulite e con la sola nuova vegetazione)
    la cura se necessaria in tempi rapidi.
    Ogni palma curata non è solo una palma salvata ma centinaia di punteruoli distrutti.

    La mia mail per chi volesse contattarmi : salpicc50@alice.it

  3. Antonio Bruno ha detto:

    Le Palme del Salento leccese devono morire?
    di Antonio Bruno*
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    La cura per il Rhynchophorus ferrugineus, meglio conosciuto come il punteruolo rosso, che sta infestando le piante del Salento leccese esiste? Sembra di si, infatti la soluzione dovrebbe essere l’adozione del Metodo Metwaly. Questo metodo, brevetto internazionale per le miscele adottate e le apparecchiature, è stato messo a punto dall’Agronomo Nabawy Metwaly, del Cairo, che lo ha introdotto in Italia alcuni anni fa.
    Il medoto dell’agronomo egiziano consiste nell’applicazione dell’endoterapia che, nel caso della lotta al punteruolo rosso della palma, a detta dell’agronomo egiziano, può essere utilizzata con successo sia come forma di lotta preventiva riguardo agli attacchi del parassita sia per la cura delle piante infestate.
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    Mi ha scritto un caro amico e l’ha fatto con il suo stile “ironico” di sempre dandomi del Lei nonostante la nostra frequentazione abbia avuto inizio nel lontano 1970 presso l’Istituto Tecnico Agrario “Giovanni Presta” di Lecce.
    Il mio amico scrive:
    buona sera dottore,
    a Casarano, il punteruolo rosso ha colpito in questi giorni 5 palme in due distinti spazi pubblici, sulla questione sono stato sollecitato da alcuni cittadini a scrivere un articolo per sollevare il problema e “spingere” l’Amministrazione ad occuparsi della questione per una soluzione idonea a salvare le palme presenti nei giardini pubblici ma anche in aree private.
    A specifica domanda al tecnico comunale che si occupa del patrimonio pubblico ho ricevuto la risposta . Scontata la seconda domanda . è stata la risposta.
    Stanno così le cose?, non c’è possibilità di salvare il patrimonio palmizio?
    Può fornirmi una risposta esaustiva?
    grazie,
    Ma devo dire che sollecitazioni mi giungono da più parti e tra queste quella particolare dello stimatissimo Vice Segretario del Comune di San Cesario di Lecce Avv. Giuseppe Elia.
    Io posso senz’altro riferire quanto è stato dibattuto il 14 e il 15 maggio 2010 nel convegno: “Il Punteruolo Rosso, Nuovi Studi ed Esperienze dal Mondo” organizzato dal Comune di San Felice al Circeo insieme agli operatori del settore riuniti nell’Association Red Palm Weevil & Disease (ARPW&D),
    La novità di questo Convegno è nella presenza degli esperti dei paesi arabi, dove il patrimonio palmicolo rappresenta una delle massime risorse dell’economia locale, infatti in tutta l’Arabia Saudita esistono 40 milioni di palme.
    Riporto una parte della relazione tenuta in quel Convegno da Luca Gugliotta, Domenico Lantieri e Lorenzo Sturlese che è basata sulle cure dell’Agronomo Nabawy Metwaly.
    Secondo tale relazione la cura anzi detta ha permesso di salvare un patrimonio di oltre
    60 palme impiantate nel condominio del Torrino, situato in Via Cina 451 per un valore stimato di circa 1,2 milioni di euro. Ed ecco la parte di relazione di cui ho scritto:
    “Il Metodo Metwaly (o endoterapico) utilizzato in questo condominio, che è l’unica oasi delle palme rimasta in un quartiere precedentemente ricchissimo di canariensis, ormai in buona parte perdute, ha ottenuto l’eliminazione completa dell’infezione già dopo il primo trattamento. Il punteruolo rosso, le larve e le uova sono scomparse in tutto il parco condominiale, comprese le palme già gravemente infestate. Il secondo e il terzo trattamento sono serviti a rinforzare le palme e ad immunizzarle per il futuro. Per diffondere e promuovere la positiva esperienza del Torrino la commissione ha coinvolto anche amministratori locali
    e gli enti preposti alla tutela del verde pubblico con ottime prospettive. Tuttavia il servizio giardini comunale non riesce a fronteggiare l’epidemia che ha colpito le palme pubbliche dell’EUR, per questo la commissione ha deciso di coinvolgere tutti i cittadini del quartiere, estendendo il modello di Via Cina in una logica di sussidiarietà per il bene comune. A questo scopo ha contribuito una proposta molto ambiziosa e originale dell’Ing Luca Gugliotta: utilizzare una carta georeferenziata, per il censimento quantitativo e qualitativo delle palme sul territorio, utilizzando un software open source come Google Earth. In pratica si tratta di mappare su un fissato territorio la presenza di palme canariensis, osservando il loro stato e l’eventuale contagio e progressione della malattia, realizzando un piano di monitoraggio territoriale che veda la partecipazione attiva dei cittadini per la tutela del verde pubblico. La carta georeferenziata e l’interattività della mappa, consultabile su tutti i computer connessi a Internet, sui quali sia stato installato Google Earth, permette ai promotori di coinvolgere i cittadini, cittadini del quartiere, sfruttando le formazioni sociali di appartenenza, quali assemblee di condominio, associazioni, parrocchie etc. che si stanno via via rendendo disponibili, per partecipare al monitoraggio
    delle palme, verificando sul territorio la progressione del contagio. I dati così raccolti dal vero possono essere archiviati e utilizzati dagli esperti per programmare gli interventi terapeutici; infatti nel file rimarranno gialli gli asterischi relativi alle palme sane, mentre le palme ormai morte, o semplicemente infestate, saranno contrassegnate rispettivamente dai colori rosso e arancione. Il raffronto con le immagini di repertorio permetterà di individuare come morte anche le palme ormai completamente rimosse e non più visibili durante i sopralluoghi. I Laboratori Civici di “Progetto per l’Italia” propongono di estendere poi il monitoraggio a tutta la Capitale, auspicando la collaborazione con altre associazioni e comitati di quartiere.”
    Comunque è bene leggere le parole del Dott. Nabawy Metwaly che dichiara:
    “Il metodo che dopo anni di sperimentazioni ho messo a punto contro il curculionide killer delle palme, è quello endoterapico, che consiste in una miscela di essenze di oli vegetali e prodotti sistemici che viene iniettata all’interno della palma e traslocata in tutti gli organi vegetali della pianta. Questo sistema rappresenta oggi il metodo più efficace a livello mondiale ed il più sicuro per gli utenti.
    Il metodo è stato testato in Arabia Saudita la cui economia è basata su 26 milioni di palme da dattero il cui reddito rappresenta il 60% del PIL.
    Una sperimentazione della durata di 4 anni, condotta in questo stato, in Egitto e negli Emirati Arabi, dove il sistema endoterapico è stato messo a confronto con i sistemi tradizionali del posto e con altri praticati a livello internazionale, ha ottenuto risultati eccellenti. Impiegando il sistema endoterapico con l’impiego della nuova macchina Tree-Vital Endopalm, basato sul Metodo Metwaly – domanda di brevetto nazionale italiano n RM-2010-A-000243, internazionale in Egitto N 2005/472 comprendente anche la metodologia di applicazione. Il Dott. Nabawy Metwaly dichiara di aver ottenuto nel 98% dei casi successo.
    Inoltre ha ottenuto l’affidamento da parte dell’Arabia Saudita di 26 milioni di palme e degli Emirati di 40 milioni di palme. Altri affidamenti sono in corso di ottenimento in Egitto e in Libano”.
    Inoltre sommariamente il Dott. Nabawy Metwaly da delle indicazioni sulla miscela da lui brevettata.
    “La miscela è a base di un’essenza di 8 oli vegetali, i quali servono per aiutare la traslocazione di prodotti sistemici all’interno dell’apparato vascolare della pianta. Inoltre la miscela ha proprietà repellenti che restano per un lungo periodo a protezione della palma, favorendone la ripresa vegetativa. Gli oli sono completamente naturali, avendo compiuto un grande sforzo per eliminare proprio i prodotti di sintesi. Posso anche rivelare quali sono questi oli, e consegnare dei campioni della miscela alle autorità italiane preposte alla salvaguardia dell’ambiente, ma non posso rivelare i singoli passi della preparazione del prodotto”.
    Lorenzo Sturlese, che è l’autore dell’intervista scrive: “Bene, credo che Lei abbia dato tutte le rassicurazioni per introdurre anche in Italia questa metodologia, soggetta a tale disciplina solo per le palme impiantate su suolo pubblico. Il privato la può già effettuare senza alcun problema, com’è successo proprio all’Oasi delle Palme”.
    Cosa scrivere per concludere? Per prima cosa consiglierei al mio amico di Casarano di fare un viaggio a Roma condominio del Quartiere Eur Torrino, situato in Via Cina 451 per prendere visione delle palme salvate. Poi contatterei i redattori del giornale Dialogo del Torrino Organo della Parrocchia S. Maria Mater Ecclesiae Quartiere Eur Torrino Roma il cui Sito è http://www.dialogodeltorrino.it/ .
    Mi sembra una risposta diversa da “ha detto il dottore che … devi morire” che in genere viene data dal proprietario alla sua palma malata di ritorno da un convegno o da una visita a uno specialista dove ha chiesto lumi su cosa dovesse fare per salvarla.
    Spero che questa nota sia di qualche utilità ad un altro stimatissimo amico, il Vice Segretario del Comune di San Cesario di Lecce Avv. Giuseppe Elia, che più volte mi ripete che il suo lavoro di difesa per scongiurare dal pericolo le palme di sua proprietà è improbo per l’eccessivo numero dei trattamenti! Spero che i tuoi contatti con la realtà Comunale di San Felice Circeo ti aiutino a salvare le tue preziose e amate palme permettendoti anche un minor impegno personale nei trattamenti. Fatemi sapere amici miei! Chiamatemi e scrivetemi!

    Bibliografia

    Il Dialogo del Torrino Anno XXV n. 5 Gr. III – 50% ROMA DISTRIBUZIO E GRATUITA Mensile di informazione e formazione del Torrino -Maggio 2010 Organo della Parrocchia S. Maria Mater Ecclesiae Quartiere Eur Torrino Roma
    Il Dialogo del Torrino Anno XXV n.11 Gr. III – 50% ROMA DISTRIBUZIO E GRATUITA Mensile di informazione e formazione del Torrino -Novembre 2010 Organo della Parrocchia S. Maria Mater Ecclesiae Quartiere Eur Torrino Roma
    COMUNE DI SAN FELICE CIRCEO PROVINCIA DI LATINA P.za Lanzuisi. n. 1 – 04017 San Felice Circeo (LT) Telefono 0773.5221 – Fax 0773.546043 – http://www.comune.sanfelicecirceo.lt.it

  4. Marco ha detto:

    CHIAREZZA SU:

    METODO DI LOTTA CONTRO IL PUNTERUOLO ROSSO GIOMI-NABAWY

    Il metodo di lotta con­tro il Pun­teruolo rosso della palma, che ho sen­tito denom­inare da più parti: metodo del dr. Nabawy Met­waly della Green World Con­sult­ing, nasce, in realtà, dalla col­lab­o­razione tra Benedetti Ambres, tito­lare della GIOMI e Nabawy Met­waly, tito­lare della Green World Con­sult­ing; col­lab­o­razione iniziata nella pri­mav­era del 2007.
    Benedetti Ambres–GIOMI è l’inventore, costrut­tore e dis­trib­u­tore dell’attrezzatura ENDOPUMP® esperto nel set­tore dei fito­far­maci, espe­rienza derivatagli da vent’anni di attiv­ità nel set­tore, e Nabawy Metwaly-Green World Con­sult­ing è un oper­a­tore nel set­tore della cura del verde.
    La prat­ica dell’Endoterapia con­tro il Pun­teruolo rosso della palma aveva, fino a quel momento, avuto esiti neg­a­tivi tali da farla con­sid­er­are una prat­ica che non ser­viva a niente.
    La con­sapev­olezza che la palma non poteva essere trat­tata come una dicotile­done, pone ENDOPUMP®, per le sue carat­ter­is­tiche di fun­zion­a­mento, al cen­tro dell’attenzione in quanto con­sente di ini­ettare notevoli quan­tità di soluzione inset­ti­cida, ottenuta mis­ce­lando diversi for­mu­lati, a dif­ferenza di quanto era stato fatto fino a quel momento.
    La con­vinzione di aver trovato la novità in fatto di lotta al Pun­teruolo rosso è uno sprono a rial­lac­ciare, da parte del Dr. Nabawy Met­wali, i rap­porti con l’Egitto ed i paesi Arabi, dev­as­tati dall’insetto.
    Tutte le prove ed i risul­tati ottenuti con l’Endoterapia nei paesi Arabi, trat­ta­menti mate­rial­mente effet­tuati da Met­waly, sono frutto di una stretta coop­er­azione tra Nabawy Met­waly – Green World Con­sult­ing e Benedetti Ambres – GIOMI con indi­vid­u­azione di prodotti, dosi e quan­tità da ini­ettare.
    In tutte le prove effet­tuate nei paesi Arabi, l’attrezzatura uti­liz­zata è ENDOPUMP® , appura­bile da tutto il mate­ri­ale fotografico, della ditta GIOMI e gli aghi di fat­tezza con­ica lon­gi­tu­di­nale e lunghezza tale da oltrepas­sare la parte esterna leg­nosa del tronco della palma, sono quelli ideati, costru­iti e dis­tribuiti dalla ditta GIOMI. Col nome Tree-Vital è stata chia­mata ENDOPUMP® per con­sen­tire a Nabawy Met­waly di affrontare i mer­cati Arabi; per tutto il resto del mondo il nome dell’attrezzatura è ENDOPUMP®.
    L’esperienza dei paesi Arabi viene divul­gata in Italia dalla GIOMI a tutti i suoi cli­enti inter­es­sati alla palma, sia a quelli già in pos­sesso di ENDOPUMP®, sia a quelli che acquis­tano ENDOPUMP®, per cui GIOMI rac­coglie, in seguito, le espe­rienze di tutti i suoi cli­enti inter­es­sati, real­iz­zando un enorme bagaglio di risul­tati ottenuti. La pre­sen­tazione di ENDOPUMP® e del metodo Endoter­apico rel­a­tivo è stata effet­tuata anche su RAI-3, nella trasmis­sione AGRI-3 del 07/04/2010 che ripor­tava l’intervista del 11/03/10 vis­i­bile su http://www.youtube.com/watch?v=YMG3JZBItOI real­iz­zata in col­lab­o­razione con un cliente GIOMI, il sig. Leva Marco della Frog Ser­vice di Aprilia, pro­fes­sion­ista del verde che applica il Metodo GIOMI-Nabawy quale lotta al Pun­teruolo rosso della palma.
    Al con­vegno sulla valid­ità dell’Endoterapia con­tro il Pun­teruolo rosso, di S.Felice Circeo del 2007, la ditta Moro di Latina riferisce di risul­tati pos­i­tivi ottenuti con dras­tiche potature della corona e del capitello; altre espe­rienze riferiscono di risul­tati pos­i­tivi ottenuti con trat­ta­menti per asper­sione o doc­cia alla chioma.
    Men­tre tutti con­sid­er­ano queste espe­rienze come antag­o­niste dell’Endoterapia, GIOMI intu­isce che la lotta al Pun­teruolo rosso può essere effi­cace solo con la com­bi­nazione di diverse pratiche e com­in­cia a par­lare di metodo; trova la piena con­di­vi­sione di idee e col­lab­o­razione oper­a­tiva in Nabawy Metwaly-Green World Con­sult­ing ed insieme delin­eano il Metodo GIOMI-Nabawy che prevede quat­tro diverse fasi o pratiche:
    ** Mon­i­tor­ag­gio con fer­omoni per indi­vid­u­azione dell’insetto in zona
    Mon­i­tor­ag­gio visivo delle foglie per indi­vid­u­azione dell’insetto nella palma
    ** Dras­tica potatura per l’eliminazione mec­ca­nica dell’infestazione esterna
    ** Trat­ta­mento per asper­sione o doc­cia per l’eliminazione chim­ica dell’infestazione esterna
    a questa prat­ica potrebbe seguire un incap­puc­cia­mento del capitello e della corona.
    ** Endoter­apia uti­liz­zando ENDOPUMP®-GIOMI che per­me­tte l’introduzione di notevoli quan­ti­ta­tivi di soluzione nel tronco della palma, metodo messo a punto da GIOMI-Benedetti Ambres e Green World Consulting-Nabawy Met­aly sull’esperienza mat­u­rata, prima nei paesi Arabi e poi in Italia.
    Il Metodo GIOMI-Nabawy è, oggi, a conoscenza e prat­i­cato da TUTTI I CLIENTI GIOMI, cioè da tutti i pro­fes­sion­isti del verde che sono in pos­sesso di ENDOPUMP® o che la acquistano.

    La ditta Green World Con­sult­ing ha pre­sen­tato, nel 2010, ad un con­vegno costru­itosi su misura, una macchina, per Endoter­apia alla palma, che rispec­chia in tutto ENDOPUMP® ser­ba­toio, bat­te­ria, pompa elet­trica, dis­lo­cando i vari com­po­nenti in modo e con dimen­sioni diverse, spac­cian­dola come sua inven­zione e chia­man­dola, con molta fan­ta­sia, Endopalm ……….ma questa è un’altra storia……..

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