La chiesa della Madonna di Costantinopoli di Marittima | Salogentis
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La chiesa della Madonna di Costantinopoli di Marittima

Una piccola fiammella si fa strada nella monotona oscurità della notte. “Un contadino avrà acceso una fiaccola  per andare a controllare i suoi animali… probabilmente un rumore gli avrà spaventati”. Pensò Don Domenico Coluccia, parroco di Marittima. Era una calda sera d’estate e il buon curato non riusciva a prendere sonno. Decise di rimanere lì, sulla sua terrazza, a fissare quella fiammella dalla luce così fioca ma decisa, calda e… stranamente statica. “Ma cosa stà facendo quel contadino, sembra se ne stia lì, fermo e immobile?”. Una domanda la cui risposta non poteva essere elaborata in quella sera e sulla terrazza di quella casa che sembrava così distante dal luogo in cui proveniva quella luminescenza.

Un  nuovo giorno e una nuova notte si alternano con cadenza precisa secondo un protocollo ormai consolidato da millenni. Il curato, anche la sera successiva, decide di godere della frescura della notte sulla sua terrazza. Quasi istintivamente, come mosso da un inconscio desiderio di alimentare una curiosità sopita dalla luce del giorno, rivolge lo sguardo nella direzione in cui la sera precedente aveva visto quella luce. Appena il tempo necessario per abituare la vista al buio ed ecco che la vede ancora, sempre lei, nella stessa posizione, con la stessa intensità di quella che aveva scorto il giorno precedente. La guarda per ore…è sempre lì, immobile.

Il sole di un nuovo giorno illumina le contrade di Marittima e il curato è certo che quella luce sia un messaggio, che indichi qualcosa per cui valga la pena investigare. Racconta la sua esperienza ai fedeli del paese, e tutti, mossi da un’inspiegabile motivazione, abbandonano le loro attività per recarsi sul luogo dove, presumibilmente, il parroco ha visto le luce nelle due notti precedenti.

Chiesa Madonna di Costantinopoli, Marittima - Interno

Chiesa Madonna di Costantinopoli, Marittima – Interno

Giunti sul luogo nessuno sa cosa fare…eppure qualcosa dice loro che devono scavare…e così fanno. Tutti insieme rivoltano la terra come una calzino, senza un perché, senza un come, fino a quando una pila capovolta dietro un cespuglio attira la loro attenzione. La sollevano. Silenzio. Un “ooooohhh” lo segue da lì a poco. Si grida al miracolo. La folla di improvvisati cercatori di tesori si trova a fissare negli occhi un’icona di Maria che a sua volta fissa loro dolcemente, come una madre fa con i propri figli.

La raffigurazione Mariana, realizzata su un blocco di pietra, viene collocata in un nicchia sul luogo del ritrovamento in attesa di una sistemazione più consona. Passati i giorni si inizia a discutere sulla necessità di trasportare l’icona in paese, al fine di rendere più agevole il pellegrinaggio di centinaia di persone che, dal giorno del ritrovamento, si recavano quotidianamente sul luogo del miracolo.

Stabilita la nuova collocazione, il blocco di pietra con l’effige della Madre di Dio, viene spostato in paese. Tutti soddisfatti e contenti i paesani si recano l’indomani sul nuovo luogo di culto e preghiera. “Ma cosa è successo? Dov’è l’immagine della Madonna? Ce l’hanno rubata! Hanno rubato la Madonna!!!”. Un piccolo scompiglio, misto alla manifestazione di alcuni presagi secondo alcuni, accompagna la scoperta dell’assenza dell’icona lì dove era stata collocata il giorno precedente. Un sobbuglio che dura il tempo necessario di ricevere da alcuni contadini di ritorno dalle contrade, la notizia che la pietra si trova esattamente nel luogo dove era stata fino al precedente tramonto.

Pensando ad uno scherzo, i più volenterosi riconducono l’icona in paese per poi assistere all’indomani alla stessa identica scena. Si ripeterà per ben tre volte.

Siamo nel 1598 a Marittima. Qui inizia il culto per la Madonna di Costantinopoli.

Una storia simile a molte altre. Stesso periodo, stesse circostanze, stesse tipologie iconografiche che rendono la leggenda del ritrovamento di un monolite con su affrescata un’immagine Mariana un copione già letto. Difficile stabilire le reali basi sulle quali poggiano le fondamenta di questi racconti, fatto stà che si sono dimostrate sufficienti per decidere la costruzione di una nuova chiesa. Così avvenne anche a Marittima, dove il 14 Settembre del 1610 venne posata, sul luogo della miracolosa scoperta, la prima pietra della futura chiesa dedicata alla Madonna di Costantinopoli (unica navata con volte a crociera impreziosite da stucchi settecenteschi), sede della confraternita dell’immacolata dal 1860.

Chiesa Madonna di Costantinopoli, Marittima - Pietra con l'immagine Mariana

Chiesa Madonna di Costantinopoli, Marittima – Pietra con l’immagine Mariana

La miracolosa immagine è incastonata in un ovale a raggiera in pietra, su un altare del 1660, nell’atto di ricevere una corona da due putti che scendono dall’alto.

Marco Piccinni


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