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ADDII. Antonietta, la signora del pane

Ha sfamato tante generazioni. Per Montesardo e l’intero Salento è stata un’istituzione, che dura da secoli, indietro nel tempo.

Tutti, almeno una volta nella vita, sono passati dal forno “Floriano” a via Muraglie e sono stati serviti da lei, hanno conosciuto il suo sorriso, la gentilezza, la grande umanità.

A 92 anni è morta Ippazia Maria Antonia Bleve più nota come Antonietta, “la signora del pane”.

Vita dura quella dei fornai, che lavorano di notte e dormono di giorno (ma Antonietta dormiva poco: dopo una notte spesa a impastare e infornare, la mattina era già al bancone del negozio di alimentari), in un paese la cui tradizione è nel suo dna come nella nomea: “Manciafucazze”.

C’era anche un gioco, che facevano le bambine dell’altro secolo: “Fornaio, è cotto il pane? Mezzo crudo e mezzo cotto, e la colpa di chi è?…”.

Raccolse l’eredità del forno di Cesaria (la suocera), che è stato per secoli in Piazza Castello e apparteneva ai baroni Romasi (don Riccardo, donna Emilia, Anna, Eleonora), ultimi padroni del bellissimo Castello da cui si scorge l’Albania.

Quel forno, come gli altri di Montesardo, aveva sempre la pagnotta “sospesa”: era per il viandante che bussava alla porta e chiedeva l’elemosina.

Il figlio Floriano si spostò poi in via Muraglie e ha continuato la tradizione dopo aver sposato Antonietta, matrimonio felice da cui sono nati Fermando, Anita, Erminio.  

Dopo aver lavorato col carretto tirato dal cavallo, avevano comprato un Ape. Che Floriano usava la notte per ritirare i pani da cuocere dalla gente del paese.

Al mattino il rione aveva il buon odore del pane appena cotto. Oltre al pane, “vuliate” (pane e ulive), “pitte” (pane schiacciato), taralli all’olio, biscotti, pastarelle, “frasedde” (pane greco, detto anche dei pastori e i pescatori), ecc.

 

Qui a Montesardo, al forno di Cesaria, nei secoli scorsi nacque il biscotto della salute, molto carico di uovo: adatto a malati, anziani, bambini da svezzare. Tutto all’insegna della massima qualità, tanto che il paese era noto in tutto il Salento.

Oggi il forno è una società i cui titolari sono tutti e tre i figli, che sono i veri custodi dei segreti della tradizione e di una qualità consolidata, grazie ai formai Alfredo Cardigliano e Francesco Muccio.

Ci mancherà, Antonietta, la sua carica umana, l’affabilità, la generosità (ci furono tempi in cui i poveri facevano la spesa a credito, segnando la spesa sulla libretta).

Un’epoca si chiude, per Montesardo e la sua antica e nobile anima. Il Novecento contadino ora è solo una foto in bianco e nero, un pallido ricordo, una pagina di storia densa di emozione, poesia, umanità.

Francesco Greco


2 commenti su “ADDII. Antonietta, la signora del pane

  1. Antonio ha detto:

    La Ntunietta e lu Furianu, un’istituzione nel paese. Ricordo ancora mia madre che alle quattro di mattina impastava la “lavana” che dopo aver lievitato veniva portata al forno de lu Furianu da cui uscivano fragranti pagnotte, frise, schiacciate e, nell’occasione, si infilavano dentro anche un paio di teglie di coniglio con le patate che il solo profumo faceva resuscitare i morti. Che bei ricordi…grazie Ntunietta. R.i.p.

  2. Mario ha detto:

    Per chi ha vissuto, come me e tanti altri, il piacere di sentire l’odore e il sapore de “lu pane fattu a casa” non può non emozionarsi di fronte all’immagine di una persona che ti ha rivivere “qui ebbrica”.

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