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14 Luglio 1979: Paolo Pinto attraversa a nuoto il canale d’Otranto

La storia dell’uomo è fatta di tanti piccoli episodi, diversi tasselli di un puzzle che ritrae un’immagine in cui ogni individuo riesce a riconoscersi come protagonista.

La vita di un grande imperatore, di un brillante scienziato, di un umile contadino, si raccoglie nella medesima immagine. Un interminabile catena di cause-effetto. Uno spontaneo susseguirsi di azioni e reazioni. La naturale predisposizione verso il caos nel quale siamo totalmente e inconsapevolmente immersi. Cosa sarebbe il mondo senza quell’insieme di tante piccole decisioni che indussero spesso grandi cambiamenti, grandi innovazioni. Tra tutti quei tasselli ce n’è anche uno di colore blu che porta la firma di Paolo Pinto. Blu come il mare, il mezzo che gli ha consentito di realizzare un obiettivo, un sogno: attraversare a nuoto il Canale d’Otranto.

Nessun uomo che aprì gli occhi la mattina del 12 Luglio 1979 poteva sapere che un grande avvenimento stava per accadere. Nessun uomo poteva immaginare di cosa avrebbero parlato i giornali da lì a breve. Nessuno. Ma alcuni uomini erano in attesa lì, sulle coste salentine, per attendere un segnale, un “via” da Eolo e Poseidone, dal vento e dal mare, affinchè una grande impresa potesse vedere il suo compimento: attraversare quel tratto di mare spesso protagonista dei “viaggi della speranza” che per una volta si sarebbe invece prestato per raggiungere un sogno.

Quella mattina di Luglio le condizioni non sembravano ancora idonee a compiere l’impresa. Il vento era forte ma qualcosa annunciava che presto la situazione sarebbe cambiata e che Paolo avrebbe potuto intraprendere la sua sfida contro il mare. Così fu. Il vento cessò e all’imbrunire l’impresa cominciò a concretizzarsi. Paolo iniziò la sua grande nuotata.

Coadiuvato da Ninì Ciccarese, direttore tecnico della traversata nonchè fedelissimo amico di vita, Paolo Pinto ultimò tutti i preparativi necessari alla partenza, la “vestizione” con una grasso speciale costituito da una miscela di lanolina e paraffina, cuffia, occhialini. Un consulto dei medici e un ok per decretare il via all’impresa. I giornalisti che gremirono le coste di Castro erano pronti ad immortalare l’inizio di quella che sarebbe potuta diventare una grande impresa o un buco nell’acqua. “Quello è un pazzo!“, gridavano i più increduli. Ma da Erasmo da Rotterdam a Steve Jobs l’uomo ha compreso che la vita senza follia non sarebbe poi così piacevole. Se qualcosa è impossibile per i razionali allora i folli lo rendono concretizzabile. Aggiungono un pezzo al puzzle della storia.

Paolo si tuffa dalle rocce della grotta Zinzulusa, raggiunge a nuoto l’imbocco dell’insenatura e si congiunge alla squadra che lo accompagnerà sulla costa greca dell’isola di Fanos, a più di 90 km di distanza. Prende posto all’interno della gabbia metallica che sarebbe stata la sua casa nonché una protezione dagli squali per quasi due giorni. Progettata dall’amico Ninì, la gabbia era stata realizzata in profilato di ferro, una rete elettro saldata con 8 galleggianti. Lunga 6 metri, larga 5 e profonda 3. La prima gabbia di nuoto di Gran Fondo mai realizzata in Europa. “Paolo Pinto e Nini Ciccarese, il Braccio e la Mente, sfidano il canale d’Otranto” recitavano alcuni giornali.

Paolo Pinto e il resto del team si preparano all’impresa (Foto e copyright di Nini Ciccarese) *

Dopo 40 ore, 42 minuti e 30 secondi di nuoto Paolo approdò sull’isola di Fanos. In quello stesso momento il suo nome entrò nella leggenda dei nuotatori di Gran Fondo. Il primo uomo che aveva osato attraversare il canale d’Otranto, il primo italiano che avrebbe poi attraversato, appena un mese dopo, il canale della Manica con le regole della “Channel Swimming Association”. Un pugliese che ha reso lustro alla sua terra ma che pochi, purtroppo, conoscono. Non cercava sponsor e pubblicità ma pura soddisfazione e compiacenza nelle sue azioni.

Venne adagiato sulla spiaggia calda, avvolto in un lenzuolo bianco e poi in una coperta. Stremato dalla fatica. Dall’altra parte del canale Castro si preparava a riaccogliere Paolo con solenni festeggiamenti come fosse un eroe. Era riuscito li dove molti non avevano neanche osato avvicinarsi. Aveva battuto il canale d’Otranto.

Nell’ ottobre 1979 dello stesso anno Nini Quarta, Presidente della Regione Puglia premia con la medaglia d’oro della regione Puglia Paolo Pinto e Ninì Ciccarese. Un degno riconoscimento per due imprese che hanno scosso le testate giornalistiche di mezza europa, l’attraversamento del canale d’Otranto e della Manica, che hanno conferito a questa coppia di amici ben due primati in poco più di un mese.

I tasselli aggiunti da Paolo a questo grande puzzle sono davvero tanti, come tante furono le imprese che portano il suo nome. Neanche la morte può fermare una passione così grande. Paolo da qualche parte, stà ancora nuotando.

Ringrazio personalmente Nini Ciccarese per la sua preziosa collaborazione e disponibilità.

Marco Piccinni


* La foto è tratta dall’album di Nini Ciccarese dedicato al suo grande amico di avventure e di vita, Paolo Pinto.

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.2082057382916.2112417.1589536188


3 commenti su “14 Luglio 1979: Paolo Pinto attraversa a nuoto il canale d’Otranto

  1. Julian Kripa ha detto:

    Salve, mi e rimasto sempre in mente Paolo Pinto,io l’ho visto di persona a Valona nel estate del 1979 vicino al municipio di Valona, avevo 8 anni e per noi ragazini era una finestra sull’ occidente nei quei tempi di dittatura comunista.Per me era l’uomo che voleva costruire il ponte tra due mondi.

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