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La casa dei Santi di Rocco Ferraro, Cutrofiano

Non passa giorno sulla terra che un individuo non si interroghi sul senso della vita e della morte, di quel processo naturale che prevede il superamento di una soglia oltre la quale non c’è più ritorno. Potrebbe non esserci nessuna luce alla fine del tunnel e vagare per sempre nell’oscurità di un sonno senza risveglio, oppure ancora incontrare un bagliore accecante nel quale intravedere le sagome di quanti abbiamo conosciuto in vita e che hanno fatto il grande passo prima di noi, coccolati da una schiera di santi e angeli.

Era sicuramente quest’ultima la visione che aveva preso forma nella mente di Rocco Ferraro, un uomo semplice, che ha conosciuto la fede in un modo del tutto inaspettato. Una devozione infinita, incapace di essere misurata con qualsiasi forma di metro, sconfinata forse nell’esuberanza e nell’appariscenza. La visione che aveva Rocco del mondo oltre la vita è stata ricreata proprio lì, nella sua piccola abitazione di Cutrofiano, che per l’occasione venne da tutti ribattezzata “La casa dei Santi”.

Sulla causa scatenante dell’infermità che lo costrinse per dieci lunghi anni, da quando ne aveva appena 21, ad un triste e sofferta esistenza, ci sono diverse teorie, da una patologia dormiente che si portava dietro fin dalla nascita, aggravatasi con il tempo, ad un parziale congelamento del corpo durante un turno di servizio come guardia di terra presso la guardia di finanza. Fatto stà che dopo una decade costretto in un letto e rassegnatosi ormai a contare sulla dita di una mano i giorni che gli restavano da vivere, qualcosa di straordinario avvenne. Le sue gambe, da lungo tempo intorpidite, cominciarono a ridestarsi come uscite da un lungo letargo. Lo stesso avvenne per l’intero suo metabolismo che pian piano riprese a funzionare come un tempo anche se ormai privato di una parte dei suoi anni migliori.

Un miracolo, è stato un miracolo” è stato il primo pensiero del Ferraro che per ringraziare il cielo di quanta meraviglia aveva appena sperimentato, decise di ospitare in casa Santi, Madonne e Putti, con l’intenzione di non farli andare più via.

Casa dei Santi di Rocco Ferraro, Cutrofiano

Casa dei Santi di Rocco Ferraro, Cutrofiano

 

L’interno e l’esterno della modesta abitazione divennero così una vera e propria bacheca religiosa, sulla quale trovavano spazio nicchie, sculture in ceramica, maioliche, rosari, crocefissi, angeli di ogni ordine e grado, santi di ogni tempo e luogo, statuine, fiori e lumi. Un lavoro iniziato intorno agli anni ’40 per essere poi ultimato a più riprese (nel ’58, nel ‘75) negli anni 80. Il tutto corredato da opportune targhe che ricordano l’atto di devozione oltre che l’intenzione di donare il tutto al vicinato.  Le opere in colore portano la firma del grande maestro ceramista Garrisi di Galatina, anche lui scomparso, a cui viene dedicato un piccolo spazio espositivo durante la fiera della Ceramica di Cutrofiano che si tiene nei mesi estivi e che coinvolge tutto il suo centro storico.

Casa dei Santi di Rocco Ferraro, Cutrofiano

Casa dei Santi di Rocco Ferraro, Cutrofiano

La devozione di Rocco Ferraro oggi è diventata una vera e propria attrazione turistica, in grado di strappare un sorriso e una lacrima anche a chi non vede luci oltre il tunnel. Una dedizione incondizionata che gli è valsa la nomea di Rocco te li santi.

Marco Piccinni


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