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In marcia per Helsinki (via Bruxelles) per il coltan “etico”

SAN DANA (Le) – Stavolta il “peace walking man” congolese punta al Nord Europa. Conclusa a Natale la marcia da Reggio Emilia a Reggio Calabria (con sosta al cimitero monumentale di Alessano sulla tomba di don Tonino Bello), il pacifista prosegue con la stessa tematica: la situazione del suo Congo e il saccheggio delle risorse naturali.

E riparte per Helsinki, sede del colosso mondiale dell’elettronica “Nokia”. Start oggi 1° maggio, data semanticamente affollata. John Mpaliza, l’ingegnere informatico che vive e lavora in Italia (Reggio Emilia), perfettamente integrato, partirà per la Finlandia per sollevare il tema del coltan, il materiale-base dell’elettronica che fa funzionare i nostri pc, tablet, cellulari, smartphone, ecc.

E’ un minerale sabbioso estratto in Congo (che fornisce l’80% del prodotto mondiale), ma la cui ricaduta in termini di ricchezza per quel popolo (nelle miniere scendono anche i bambini) è nulla, anzi, resta da gestire l’incubo della radioattività.

John Mpaliza

John Mpaliza

E’ il modello di civiltà che ci siamo dati: colonialismi e saccheggi: anche per questo poi i disperati di tutti i Sud del mondo salgono sui barconi per coltivare una piccola speranza di cambiare il destino segnato della loro esistenza, che spesso però si spegne in fondo al Mediterraneo-Spoon River.

Il Congo è un Paese immenso, bellissimo: ha 54 milioni di abitanti, età media sui 40 anni. Da 20 anni va avanti una sanguinosa guerra civile che ha fatto dai 3 ai 5 milioni di morti e dove 13 milioni di persone vivono di stenti, malattie.

Jhon avrà l’appoggio di “Libera”, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti impegnata sul fronte della legalità. Farà sosta a Bruxelles e presenterà al Parlamento Europeo una petizione popolare con un milione di firme raccolte in Congo, a sostegno di una proposta di legge per un “prodotto etico” (il coltan, appunto): meno gente che scende in miniera, meno danni all’ambiente, più tutele sociali per i lavoratori, più futuro.

Potremmo cominciare noi uno a uno, con comportamenti virtuosi: riciclando i vecchi telefonini e i pc, per esempio, che invece quasi sempre finiscono nelle discariche. Sappiamo che senza coltan torneremmo al tempo delle caverne in una settimana, ma non sappiamo cosa costa e soprattutto non siamo noi a pagare i costi.

Non è il primo viaggio del pacifista dai capelli rasta, ma il quinto da quando, 5 anni fa si diede questa mission. In nome della pace, la giustizia sociale, la coesistenza: valori intimamente, filologicamente intrecciati l’uno all’altro.

2010: Santiago de Compostela (Spagna); 2011: da Reggio Emilia a Roma; 2012: da Reggio a Bruxelles; 2014: da Reggio a Padova e poi da Reggio a Verona e, come visto, da Reggio Emilia a Reggio Calabria (luglio-dicembre 2014).

Ogni viaggio è un’incognita. Ma Mpaliza è fiducioso: “Nelle mie marce – confida a pranzo dai Biasco, gli amici di San Dana – mi son sempre trovato bene, la gente mi ha accolto e ospitato volentieri offrendomi quello che ha…”. Appunto sociologico confortante, una volta tanto…

Francesco Greco


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