Archeologia | Aneddoti | Libri | Leggende | Personaggi | Tradizioni | Ambienti rupestri | News | Arte | Ricette | Approfondimenti | Gallerie | Eventi
Home » Archeologia » Il Ciolo, un “piccolo fiordo” nel cuore del Salento

Il Ciolo, un “piccolo fiordo” nel cuore del Salento

15.459 visite

Per tutti gli appassionati di Trekking, free climbing ed escursionismo, il Salento offre molte possibilità. Il territorio è infatti colmo di grotte, doline e vore, formatisi inseguito a fenomi carsici data la natura prevalentemente calcarea del suolo.

Oltre a queste non sempre imponenti metamorfosi e meraviglie della natura, ve ne sono altre, apparentemente più semplici, ma che nascondono una storia che sicuramente vale la pena di ricordare.

Tra queste vi sono delle insenature naturali sulla costa rocciosa adriatica come il Canale del Rio di Tricase e il Ciolo di Gagliano del Capo.

Il nome di quest’ultima località, Ciolo, è molto insolito; deriva dalla parola dialettale Ciola, che significa Corvo, e fu scelto in conseguenza delle grandi nidificazioni di questi uccelli nelle insenature della scogliera, in particolar modo in una grotta accedibile solo via mare e che porta lo stesso nome.

Il fiordo è attraversato da un ponte, sospeso a 36 metri di altezza, dal quale si può ammirare un panorama mozzafiato a picco sul mare da una parte, e su un irto sentiero che si addentra tra imponenti pareti rocciose dall’altra.

Il ponte del Ciolo visto dal sentiero

Il ponte del Ciolo visto dal sentiero

Dal ponte sono soliti e molto frequenti tuffi di giovani impavidi che vogliono sfidare la sorte e dimostrarsi coraggiosi di fronte agli amici, come dimostra questo video scovato su youtube. Questo genere di tuffi sono molto pericolosi per via di alcune formazioni rocciose al di sotto del ponte che si estendono fino a poche decine di metri verso il mare.


Per accedere al sentiero basterà scendere una lunga scalinata che condurra dapprima su una piccola spiaggetta, molto affolata durante il periodo estivo. A questo punto, lasciandosi il mare alle spalle, si può abbracciare un ripido sentiero che, in parte supportato da alcuni scalini, porterà il curioso turista a raggiungere il pase abitato, Gagliano del capo, dopo aver visto paiare, grotte, insenature, macchia mediterranea e piante molto rare come l’alisso di Leuca, la Vicia Giacominiana, l’Anagyris fetida e diverse specie di orchidee.

La spiaggietta e parte della scalinata viste dal ponte

La spiaggietta e parte della scalinata viste dal ponte

In poche centinaia di metri si possono incontrare testimonianze e tracce di insediamenti, umani e non, che si sono succeduti nel corso di migliaia di anni: dai ritrovamenti ceramici risalenti al Paleolitico e al Neolitico della grotta delle Prazziche (oggi chiusa da una rete metallica in quanto locata in un terreno divenuto proprietà privata), ai ritrovamenti di resti di imponenti animali come il rinoceronte; dai reperti fossili, numerosi e sparsi nei vari strati delle rocce che delimitano la gravina, a paiare, muretti a secco e terrazzamenti di epoca certamente più recente.

Falco della Regina (Fonte: Wikipedia)

Falco della Regina (Fonte: Wikipedia)

Non è raro imbattersi in persone appassionate di free climbing che si cimentano a scalare alcune delle pareti più ripide che delimitano parte del sentiero, nonchè patiti di trekking che si avventurano anche nei sentieri più ardui da attraversare a piedi. Per gli amanti del bird watching invece, frequenti sono gli avvistamenti del trampoliere in migrazione, taccole e piccioni torraioli. Più rari sono invece avvistamenti del falco della regina.

Come per il resto della costa adriatica anche intorno al Ciolo si raccontano alcune leggende. Una di queste è legata ad una dei tanti sbarchi dell’esercito Turco che, approfittando della comoda insenatura in cui nascondere la propria nave, e dalla quale risalire fino al centro abitato senza essere notati, avrebbe preso in poco tempo il controllo della cittadina. Gli abitanti terrorizzati non si opposero alla potenza dell’invasore e permisero loro di rubare qualsiasi cosa fosse stata di loro gradimento, compresa l’enorme campana di una chiesa. Raccolto un abbondante bottino i pirati fecero ritorno alla loro nave senza mietere vittime tra la popolazione;  come prima cosa fissarono le campane con delle corde in modo da tenerla ferma sulla prua della nave. Una volta salpati, però, una poderosa onda colpì la nave che si inclinò, alcune funi che contenevano la campana si spezzarono causandone la caduta in mare. Da quel giorno, la campana risuona dagli abissi in occasione di ogni anniversario di quel assalto. Era la vigilia di Natale.

Abbiamo già avuto modo di percorrere interamente il percorso che dalla spiaggetta si snoda fin su al paese…è un esperienza che consigliamo a tutti quanti! Per coloro che invece fossero impossibilitati proponiamo  una sequenza di foto che abbiamo realizzato per l’occasione.

Il ponte e la grotta sottostante

Il ponte e la grotta sottostante

Parte del sentiero

Parte del sentiero

Parte del sentiero

Parte del sentiero

Due persone praticano il free climbing

Due persone praticano il free climbing

Una paiara lungo il sentiero

Una paiara lungo il sentiero

Una  piccola grotta lungo il sentiero

Una piccola grotta lungo il sentiero

Marco Piccinni

SITOGRAFIA:

Qui Salento

SalentoOnLine

Japigia.com

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>



HOME - CHI SIAMO - INFORMATIVA - CONTATTI
Hosted by: