Home » Archeologia del Salento » La chiesa di San Pietro a Giuliano di Lecce

La chiesa di San Pietro a Giuliano di Lecce

Si racconta che gli apostoli Pietro e Paolo, nel loro viaggio per raggiungere Roma, abbiamo attraversato il territorio salentino inducendo centinaia di persone ad abbandonare la religione ed i culti pagani al fine di abbracciare il Cristianesimo, nonchè di aver contribuito alla fondazione delle prime chiese paleocristiane. I miracoli e le azioni da loro compiute hanno squarciato l’universo della cultura salentina, inizializzando un processo di trasformazione che fino ad oggi non ha conosciuto freno.

Se i Santi Pietro e Paolo siano mai arrivati sulle coste del Salento nessuno forse potrà mai dirlo con certezza. Gli elementi sui quali possiamo argomentare sono le innumerevoli leggende pervenuteci e i monumenti e i simboli innalzati in onore del “capo degli apostoli” e dell'”apostolo delle genti” . Tra questi abbiamo la Croce Petrina a Santa Maria di Leuca, la basilichetta di San Pietro a Otranto e la chiesa di San Pietro a Giuliano di Lecce.

La chiesa di San Pietro

Questa piccola frazione del comune di Castrignano del Capo ha molto da raccontare a chi ha il tempo e la pazienza di ascoltare. Piccole chiese, antiche cripte e rari menhir costellano questo piccolo borgo e, se pur nella loro semplicità, rappresentano un patrimonio al quale il salento non può e non deve rinunciare.

La chiesa di San Pietro è situata a circa un chilometro di distanza dal centro abitato, facilmente raggiungibile seguendo le antiche indicazioni presenti sui muri delle abitazioni del centro. Si trova lungo una stradina incorniciata da muretti a secco, quasi come un piccolo pronao che ci accompagna in un viaggio nel tempo fino a raggiungere il X secolo quando una splendida chiesa in stile romanico, officiata da monaci bizantini, si ergeva in tutta la sua semplicità e bellezza nelle campagne di Giuliano. Oggi di questa chiesa restano in piedi solo le mura perimetrali; gli affreschi che un tempo decoravano le pareti interne sono ormai andati perduti, se non per degli accenni di colore ancora visibili. E’ sprovvista di tetto, un problema al quale si è posto in parte rimedio con una tettoia inseguito ad alcuni lavori di restauro (condotti in maniera quasi frettolosa e decisamente incompleta) a fronte di un finanziamento di 160.000 euro concesso dalla Regione Puglia concesso nel 2006.

Interno della chiesa

Affreschi nella chiesa di San Pietro

In questo luogo la tradizione vuole che San Pietro abbia riportato in vita un defunto, da cui la decisione della comunità di erigere una chiesa in suo onore  anche se in un periodo decisamente postumo all’accaduto.

Il monumento è lungo 10,40 metri e largo 4.70.E’ stata costruito con dei massi isodomi  provenienti dalle imponenti mura della città di Vereto. Tra questi si possono notare materiali “reciclati” da altri monumenti come, ad esempio, un masso con un fregio dorico, ancora ben visibile, nel quale si riconosce un bucranio, o teschio di bue. Questa particolare decorazione  deriva dall’abitudine di appendere i crani di buoi o di altri animali sugli altari o attorno ai templi pagani, spesso dopo i sacrifici alle divinità, o utilizzata ornamento funerario e simboleggiare le libagioni e i  banchetti che si tenevano in onore di un defunto. Le stesse fondamenta della chiesa appartengono ad un tempio preesistente, più grande, ci sui se ne possono ancora notare i resti.

Fregio Dorico

Le fondamenta del tempio preesistente

Intorno alla chiesa sono state rinvenute delle tombe basiliane ed un pozzetto molto probabilmente utilizzato per i riti battesimali bizantini.

L’importanza dell’edificio è stata da tempo riconosciuta, in quanto dichiarato monumento nazionale di terza categoria già nel 1871. Era anche una delle tappe del pellegrinaggio sacro che interessò il salento nel tardo medioevo, nella quale i pellegrini sostavano brevemente per recitare una preghiera al custode dei cancelli celesti prima di proseguire il proprio viaggio verso “De Finibus Terrae“, ovvero Santa Maria di Leuca. Probabilmente era uno dei punti di raccolta dei pellegrini del versante ionico. I segni del loro passaggio sono ancora visibili sotto forma di croci incise nelle pietre che compongono le pareti prossime al portone di ingresso.

Speriamo solo che il tempo non sia impietoso nei confronti di questa testimonianza basiliana e che quanto prima si possa procedere ad un effettivo e concreto recupero.

Marco Piccinni


2 commenti su “La chiesa di San Pietro a Giuliano di Lecce

  1. Fabio Selleri ha detto:

    Bravi, adoro il vostro sito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *