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Montesardo rinasce nel nome di “Donna Popa”

Donna Ippolita Caracciolo (23/03/1745 – 11/01/1812) fu la principessa di Torre d’Isola e la duchessa di Montesardo. Aveva sposato don Pasquale Caracciolo, secondo principe di Marano (Napoli). La figlia, donna Maria Arcangela, sposò don Fabio Capece (S. Angelo di Fasanella, 04/08/1740 – Napoli, 07/07/1783).
E’ in questo periodo che Montesardo pullula di uomini di lettere (Girolamo Balduino fu maestro di Logica di Galilei a Padova), di scienza, di giurisprudenza (Liborio Romano era originario di qua), di legge, di chiesa, di musica, tanto da avere un tribunale, una sua università (quando nel Leccese ce n’erano appena 3), sette scuole “reputatissime” (dice Antonio de Ferraris, detto il Galateo) dove venivano ad acculturarsi i rampolli dell’aristocrazia e della borghesia di tutta Terra d’Otranto e da essere denominato “Napoli piccolo”.

Donna Ippolita era molto facoltosa e potente, come d’altronde la duchessa D’Anna, che ha una via del centro storico intitolata. Montesardo è aggrappato a una collina a circa 200 metri sul livello del mare e del paese di origine messapica le nobildonne amavano la semplicità degli abitanti ma anche l’aria buona e fine. Così vi trascorrevano lunghi periodi di vacanza. In questo periodo il paese aveva ben 3mila abitanti.

logo associazione Donna Popa

Donna Popa (nomignolo di Ippolita) ha dato il nome a un cortile dove si affacciano le vecchie case, a due passi dal Castello che fu dei Caracciolo (l’ultimo toparca del paese, Fulvio, è sepolto sotto un’altare nella chiesa madre) e poi dei Daniele e dei Romasi. Le ultime due baronesse (ma siamo già nel Novecento), donna Emma e donna Eleonora, sorelle di don Riccardo, sono sepolte nella tomba di famiglia a Galatina (Lecce).

Stesso periodo, a due passi dal cortile dove visse donna Popa, c’era il barone Bartolo Serafini-Sauli (un santo nella casata, Alessandro, intorno al 1600), che aveva sposato la baronessa Maria Saveria Motolese (originaria di Grottaglie, Taranto, un cardinale nella famiglia). Famosi i ricevimenti nel sontuoso palazzo rosso pompeiano la cui edificazione risale al XV secolo.

Tutto questo per dire che l’aristocrazia, l’arte, la cultura, la scienza, il protagonismo qui è di casa, è nel dna. E proprio allo splendore del passato si rifà idealmente l’associazione culturale “Donna Popa” che, nata nel 2008, in questi anni ha fatto emergere il meglio delle energie intellettuali del paese promuovendo iniziative di natura sociale (nella foto la pulizia delle strade del paese) e culturale, puntando a “un dialogo con tutti”, da “gente libera, avulsa da tematiche politiche”.

Pulizia di Montesardo ad opera dell'associazione Donna Popa

Pulizia di Montesardo ad opera dell’associazione Donna Popa

Ecco il gruppo che la anima: Antonio Carluccio (presidente), Tonio Torsello, Carlo Bleve, Donato Fino, Ilenia Russo, Emanuele Russo, Elisabetta Russo, Anna Nicolardi, Francesco Bleve, Vito Russo, Marcello Brogna, Giancarlo Torsello, Franco Carluccio, ecc. Ora si sta per rinnovare il direttivo. A Natale ha organizzato un evento per i bambini del paese con Babbo Natale in calesse che portava i doni.

Francesco Greco


Un commento su “Montesardo rinasce nel nome di “Donna Popa”

  1. Antonio ha detto:

    Nel mio Paese non possono non sorgere iniziative degne di un grande passato e “Donna Popa” è sicuramente in linea con la tradizione e la cultura della “mia” gente. Un plauso a tutti voi che continuate a tenere viva la memoria e lo spirito che ci ha sempre contraddistinto. Grazie. Antonio Torsello

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