a cura di Giuseppe Arnesano
In questa domenica di fine Luglio continuiamo a “peregrinare” lungo i territori centro-settentrionali della pianura salentina. Lasciando alle nostre spalle l’antica “Tripudium”, lungo l’infinito rettilineo che penetra nel verde ulivo di quell’immensa campagna, ci dirigiamo a circa tre chilometri più a nord e, per approfondire il nostro itinerario storico-artistico proseguiamo alla volta di Squinzano. Situata anticamente e attualmente tra Brindisium e Lycien su quella ancestrale catena collinare conosciuta come “Monte d’oro”, Squinzano viene fondata nel 190 a.C. dal console romano Tito Quinzio Flaminio, allorquando, dopo aver guerreggiato e vinto contro la vicina Taranto, suddivise i territori conquistati con il fratello Terenzio, al quale vennero assegnati: Taranto, Manduria, Oria, Brindisi, Valesio e Rudiae. Altri storici ritengono che la cittadina sia sorta come luogo di ritrovo degli scampati, dopo la distruzione della città messapico-romana di Valesio e degli altri casali limitrofi come Terenzano, Bagnara, Afra e Cisterni.
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