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Rinvenimenti archeologici tra Lido Marini e Torre Mozza (Ugento).

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Aggiornato il 22 Gennaio 2026

Tempo di lettura: 3 minuti

Il tratto di costa compreso tra Lido Marini e Torre Mozza (Comune di Ugento) si caratterizza per la presenza di una vasta area sabbiosa, alle cui spalle vi è una serie di terreni in gran parte paludosi, costeggiati dal bacino di bonifica “Sponderati sud”.

A metà del suddetto tratto di litorale, in località punta del “Macolone”, Antonio Piccinno – a seguito di sistematiche ricerche di superficie effettuate negli anni ’70 del secolo scorso – ha rinvenuto “in prossimità del mare, in un terreno paludoso”, manufatti del Paleolitico Superiore di facies epigravettiana. Si tratta, nello specifico, di grattatoi discoidali e subdiscoidali, bulini ad asse e microbulini.

L’area in oggetto ha restituito, nel corso della stessa campagna di ricognizioni di superficie, diverse evidenze archeologiche tra cui si annovera un focolare dell’età del Bronzo, di forma sub-circolare (70 x 40 cm), costituito da blocchi di pietre cementate e combuste, sabbie, carbone e frammenti ceramici ad impasto.

Un’altra importante scoperta è stata effettuata, di recente, nella stessa località, all’estremità del pianoro che chiude a sud l’ampia insenatura. Si tratta di tracce di buche da palo pertinenti un probabile villaggio palafitticolo databile all’età del Bronzo. Di esse se ne conservano dodici, allo stato attuale quasi completamente obliterate dal moto ondoso delle maree.

Poco più a nord di punta “Macolone”, nei pressi della località marina di Torre Mozza, è stato individuato un terrapieno, spesso circa 50 cm, al cui interno vi era conservato un deposito archeologico (lungo 7 metri e spesso 0,40 metri), composto da un terreno di colore bruno scuro, con frammenti fittili di età protostorica, probabilmente riferibili all’Eneolitico. La recente realizzazione del lungomare di Torre Mozza ha prodotto l’obliterazione di questo eccezionale contesto archeologico.

Non di minore interesse si è rilevato il rinvenimento, all’interno dei bacini di bonifica di Torre Mozza – nel corso di operazioni di dragaggio – di reperti archeologici tra cui un frammento fossilizzato di palco di cervo, numerosi frammenti di ceramica riferibile all’età messapica e romana unitamente a resti osteologici relativi a tartarughe terrestri e palustri e conchiglie di varie specie.

Punta del Macolone vista da Nord.
Punta del Macolone vista da Nord.

A cura dell’Associazione Archès


Comunicato Stampa del 29 Luglio 2015 della Soprintendenza archeologica Belle arti e paesaggio per le province di Brindisi e Lecce:

LECCE – Lunedì 28 e mercoledì 29 luglio La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce ha diretto le operazioni di documentazione e di recupero di alcuni pezzi di artiglieria risalenti ai secoli XVII-XVIII. Le attività, regolamentate dall’ordinanza della Capitaneria di Porto di Gallipoli, sono state effettuate dalla società ASPS Archaeo Services grazie al supporto della Guardia di Finanza, Sezione operativa navale di Gallipoli, II Nucleo Sommozzatori di Taranto. I reperti, individuati e prontamente segnalati e monitorati da un cittadino residente nelle immediate prossimità del luogo di ritrovamento, erano già stati oggetto di verifiche nelle scorse settimane e di un attento monitoraggio da parte dell’Ufficio Locale Marittimo di Ugento, tempestivamente informato del ritrovamento.  

Il recupero, oltre a scongiurare il rischio di danneggiamenti e trafugamenti, ha consentito l’acquisizione di dati che saranno oggetto di un prossimo approfondimento, e ancora una volta evidenzia gli ottimi risultati raggiunti grazie alla sinergia tra Enti e alla doverosa ma non scontata collaborazione dei cittadini.

L’occasione si inserisce perfettamente nello spirito della recente sottoscrizione del Protocollo di intesa relativo ai rapporti di collaborazione tra Ministero della cultura e la Guardia di Finanza, siglato in data 07.07.2025 tra il Ministro della cultura Alessandro Giuli e il Comandante Generale Andrea De Gennaro.

BIBLIOGRAFIA:

Antonio Piccinno “Torre Mozza. Importante scoperta e segnalazione di un villaggio palafitticolo dell’età del BronzoBIBLIOGRAFIA:”, su Lo Scirocco, periodico indipendente d’informazione, anno 2, numero 4, dicembre 2009.

Antonio e Francesco Piccinno, “Estremo Salento, note preliminari su alcune scoperte preistoriche, in “Ric. e St. Brindisi”, 1974.

Comunicato Stampa - 29 LUGLIO 2025 - Soprintendenza archeologica belle arti

 

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