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Ugento

I luoghi da visitare e le tradizioni da conoscere a Ugento

Il frantoio ipogeo “La Titomba”

Tempo di lettura: 3 minuti

Titomba, un termine che di primo acchito potrebbe richiamare alla mente elementi funebri, sepolcri, necropoli. Di fatto stiamo parlando di una struttura ipogea, in agro di Ugento, dedita all’attività di molitura delle olive in un contesto in cui la produzione dell’olio rappresentava una delle principali forze trainanti dell’economia salentina.

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La tomba dell’atleta di Ugento

Tempo di lettura: 2 minutiIl 14 Maggio 2015 nella periferia di Ugento in direzione Gemini, durante alcuni lavori di scavo per conto dell’Acquedotto Pugliese, è stata rinvenuta una tomba messapica del IV sec. a.C. contenente i resti di un’intera famiglia oltre ad un corredo funerario molto pregiato che lascerebbe trasparire le nobili origini degli inumati.

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Il trappeto ipogeo in località Sant’Antonio, Ugento

Tempo di lettura: < 1 minutoNascosto dalla vegetazione che gli fa da custode e da volta, si scende da una piccola scaletta scavata nella roccia in prossimità di un fazzoletto di terra antistante il consorzio di bonifica “Ugento Li Foggi”. E’ un piccolo frantoio ipogeo, conosciuto dagli abitanti del posto come il “trappiteddhu“, ricavato in una banco di pietra fossile che lascia ancora trasparire i modelli di pietra di quelli che un tempo erano organismi viventi, per lo più bivalvi.

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Il villaggio rupestre di Ugento

Tempo di lettura: 2 minutiPolifemo scruta con il suo enorme occhio ormai vuoto e cieco il cielo di Ozan.  Ricorda ogni giorno l’affronto subito da quel tizio, “Nessuno” si chiamava. Colui che scatenò l’ira degli dei inimicandosi la “buona sorte” e firmando la peggiore delle sceneggiature per il suo viaggio di ritorno a Itaca, dopo le battute finali della guerra di Troia.

Il ciclope se ne stà li, silente. Non ha più la voglia e l’età di fare lo spaccone. Solo le acque, infinite e incorporee protuberanze degli arti del padre, Nettuno, gli fanno ancora compagnia e gli concedono di tanto in tanto una carezza, un gesto d’affetto al quale nemmeno le divinità e gli esseri superiori possono rinunciare.

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La necropoli messapica in località Sant’Antonio (Ugento)

Tempo di lettura: 2 minutiI Messapi, fiero popolo dell’Italia Meridionale che tanto ha fatto discutere gli storici, locali e non, sulla propria origine, sembra aver riacquistato recentemente un piccola parte del decoro e del lustro che gli è appartenuto in epoca remota, quando regnava sovrano sull’antica terra del Salento difendendo con le unghie e con i denti ciò che gli apparteneva di diritto. Le numerose pubblicazioni cartacee, programmi televisivi e cartelli turistico-informatico comparsi quasi come funghi nelle aree interessate sembrano aver suscitato notevolmente l’interesse della popolazione locale che pur ignorava il significato del termine “Messapi“. Cosa aggiungere poi se anche la rigidità dell’istruzione pubblica ha rotto gli schemi e i protocolli scolastici per aprire la mente delle nuove generazioni nei confronti di quelle che sono, a tutti gli effetti, le radici della civiltà messapico-salentina.

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Le secche di Ugento

Tempo di lettura: 2 minutiLe secche di Ugento nel corso dei secoli si sono rese protagoniste di numerosi naufragi, alcuni molto noti, altri passati inosservati… Tra i più blasonati possiamo sicuramente citare la rovinosa avventura di Pirro, re dell’Epiro, che si recò in Puglia per portare il proprio aiuto a Taranto nella sua battaglia contro Roma. Oppure ancora il mercantile Liesen, che giace a pochi metri di profondità da diverse decadi ormai e divenuto di fatto un attrazione per molti sommozzatori.

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