E’ un viavai incessante di carretti le cui sponde fanno quasi fatica a contenere l’enorme carico di quel frutto così piccolo e prezioso, una pepita grezza dalla quale verrà a breve estratto quello che le generazioni successive avrebbero chiamato l’oro giallo del Salento. Olive che i millenari di queste contrade non lesinano a chi li cura con tanto affetto e dedizione. Questi sono le uniche costanti di un universo in costante mutamento. Sono lì, ad osservare da secoli il paesaggio che muta. Si muovono lentamente, con estrema pazienza e cautela. «Anche questa sarà un’ottima stagione!», si sente dire da lontano dal signorotto, uno degli ultimi grandi proprietari terrieri, ai propri coloni, al fine di avvertirli indirettamente che si aspetterà di ricevere un gran quantitativo di olio, anche se questo dovesse andare a discapito del loro compenso. Intanto un altro carretto carico di olive sta per lasciare il fondo Tursani in direzione del frantoio della famiglia Piccinno, uno dei più grandi di tutto in circondario di Cannole.
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Cannole
I luoghi da visitare e le tradizioni da conoscere a Cannole
Inizia dal 476 la sinossi di Cristiano Donato Villani per contestualizzare l’evoluzione storico-economico-antropologica della sua Cannole nel libro “CANNOLE dal villaggio bizantino alla Terrà rinascimentale”. Da quando l’impero romano d’occidente cadde rovinosamente, sulle sue ormai logore fondamenta, per lasciare il testimone al suo fratello d’Oriente che iniziò una lunga e tormentata fase di riconquista di un territorio i cui antichi fasti venivano calpestati da calzari barbari.
Lascia un commentoI cannolesi si fregiano di un ulteriore soprannome oltre a quello di Cuzzari legato alla tradizione culinaria. Vegnono conosciuti infatti anche come i Turchi, epitteto originato da una leggenda che vede da protagonista l’intero territorio cannolese.
Dopo il sacco di Otranto del 1480 i saraceni cominciarono pian piano ad invadere i comuni e le zone limitrofe. Cannole è abbastanza vicino ad Otranto tanto da essere scelto come una delle successive mete dei successivi attacchi.
Consci di ciò che era accaduto a Otranto e in preda ad una giustificata paura, i cannolesi implorarono l’intervento della Madonna di Costantinopoli che non tardò ad arrivare.
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La cittadina Salentina di Cannole è famosa in tutta Italiana per essere una delle 11 città insignite del titolo di “Città delle Lumache“. La ragione è molto semplice: dal 1985, ogni estate dal 10 al 13 Agosto, Cannole celebra la “Festa della municeddha“, una sagra mista a tradizioni folkloristiche considerata tra le più importatni del sud Italia.
Il termine municeddha, utilizzato impropriamente per indicare le lumache, deriverebbe dalla capacità dell’animale di produrre l’opercolo bianco, una “panna” liscia bianca fortemente bombata che assomiglia alla cuffia inamidata usata un tempo dalle suore. Da qui il nome di monachella o monachina che nel dialetto locale è divenuto “municeddha“.
Oltre ad essere un alimento gustosissimo, essa occupa un ruolo importante nella medicina popolare grazie alla ghiandola dell’albumina che la rende efficace come difesa contro le indigestioni.
L’amore e la passione dei Cannolesi per questo animale è molto antica, tanto da guadagnarsi la nomea di Cuzzari inseguito ad un aneddoto avvenuto molto tempo fa.
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