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Tradizioni e Folklore del Salento

L’universo delle tradizioni e del folclore del Salento richiama mondi ancestrali, riti pagani e culti di origini e credo differenti che si sono fusi con il tempo in una deliziosa armonia. Benvenuti nella rubrica “Tradizioni e Folclore”!

SCORRANO. Santa Domenica, la festa della luce

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SCORRANO (Le) – “Braviiiii!”, grida la bambina dai bellissimi riccioli biondi sulle spalle del suo papà. Coi cellulari ultima generazione siamo tutti aspiranti Fellini mentre filmiamo i giochi di luce, le architetture bizzarre, le musiche che invadono la città. Un frate francescano mai visto prima mi saluta sorridendo: gli dà una pacca sulla spalla. E’ ammutolito: solo san Francesco forse faceva simili miracoli, lasciava senza parole. L’accensione del 6 è stata ripresa da Telenorba, bravo Magistà!

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Santa Barbara 2.0, festa grande a Montesardo

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Il culto di Santa Barbara di Nicea (vissuta a cavallo fra il III e il IV secolo) rinasce a nuova vita. Dopo il restauro della chiesetta a sud-est del centro abitato di Montesardo, quest’anno c’è una novità molto importante: il 4 dicembre, giorno della sua festa, sarà onorata con festeggiamenti civili e religiosi in suo onore.

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La “Medicina d’altri tempi” tra maghi e guaritori

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SALVE (Le) – Una nuova opera del maestro Gino Meuli. Che da una vita indaga il nostro passato, facendolo interagire col presente. Contribuendo a rafforzare le nostre radici, tener viva la memoria, arricchire il mosaico della nostra identità di nuove tessere e che già ci ha dato “Epistolario di un sogno”, Anche i salentini scrivevano al Duce” (1997), nel 2004 il pregevole “I dialetti del Capo di Leuca” (tre edizioni), nel 2010 “Alla ricerca del tempo perduto” e nel 2014 “Correva l’anno”.

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L’Infiorata di Patù

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La riproduzione del vero, del reale, per gli artisti ha rappresentato una vera forma di ossessione, una continua ricerca della perfezione tradotta spesso in studi metodici ed estenuanti volti a cogliere la proporzione dell’insieme, l’armonia del tutto, la regola dietro ogni singola manifestazione. Ne sono consapevoli gli artisti del rinascimento che hanno votato la propria esistenza alla ricerca di quella combinazione di colori, materie prime, e supporti necessari a raggiungere un risultato che fosse quanto più vicino possibile ad una posa fotografica.

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La Pinna Nobilis e il bisso

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Pinna Nobilis, secondo la classificazione di Carl Nilsson Linnaeus, nacchera per tutti gli altri: il più grande mollusco bivalve vivente nel mare Nostrum (in particolare in alcuni tratti costieri della Sardegna, del golfo di Taranto, di Gallipoli e Porto Cesareo, del parco costa Otranto Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase, del napoletano, della Dalmazia e della Grecia). Può raggiungere fino ad un metro di lunghezza, ancorato al substrato marino con la sua estremità, con un tasso di crescita variabile durante il periodo medio di vita che si aggira intorno ai 20 anni.

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La grotta di Santa Lucia a Taurisano, il culto della luce

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Venne privata alla luce del mondo il 13 dicembre 304. Quella luce della quale divenne la custode e patrona, per la quale sarebbe stata invocata dalle generazioni dei secoli futuri. Lucia di Siracusa.

Vittima poco più che ventenne di una tra le più violente persecuzioni contro i Cristiani, alimentata da Diocleziano  e Massimiamo, tra il 303 e il 311, alla quale Eusebio si riferisce, nella “Storia Ecclesiastica”, affermando che «Le carceri di ogni luogo furono allora piene di vescovi, lettori, esorcisti, cosicché non vi restava spazio per i condannati per i delitti comuni».

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La festa di San Martino a Taviano

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A San Martino ogni mosto diventa vino”. Un modo di dire che risuona ormai come un imperativo nella penisola dello stivale ma che a Taviano diviene più incisivo, come un eco che ritorna a farsi sentire per ribadire un concetto appena affermato, più e più volte. Ed è proprio qui, nel cuore del Salento che San Martino offre il suo patronato alla popolazione con la quale ha sempre avuto un rapporto “amichevole”, quasi da “cameratismo”.

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