I riti funebri

Dalle nostre parti anche la morte dà occasione a delle esteriorità a volte silenziose e patetiche, a volte buffe e chiassose. Alcuni di questi comportamenti hanno reminiscenze storiche, più precisamente sono riscontrabili nella tradizione dei Greci e dei Romani e di origine prettamente pagana.

E tutto ciò contrasta fortemente con la compunzione, il raccoglimento e la preghiera dei nostri nonni in simili circostanze.


Non diciamo poi del’atteggiamento di chi, credendo di far cosa gradita ai famigliari, esplode in rievocazioni banali e in elogi sperticati in onore del defunto, con gesti drammatici e sconvolgenti e voce lamentosa e straziante.

Altra farsa deplorevole la rappresentano coloro che arrivati in ritardo, ci tengono a stringere la mano a tutti i parenti vicini e lontani del defunto ed alle personalità ragguardevoli presenti, Poi incominciano a chiedere: quando è morto, a che ora, come, perché, chi era presente e via di questo passo senza un minimo di discrezione.

Questi sono i comportamenti e gli atteggiamenti negativi che spesso si riscontrano in simili circostanze.

Parlando invece delle usanze, intese come tradizioni popolari nel caso specifico si intravvedono molti valori altamente positivi ed umani, o quanto meno si riscontrano delle credenze ingenue, ma, cariche di rispetto verso il defunto. Quando muore una persona subito nella casa si coprono gli specchi e vengono spalancate le porte, affinché dall’aldilà, le anime dei parenti vengono in visita al defunto.

Per otto giorni dal giorno del triste evento gli uomini non si radono la barba; e le donne per otto giorni non accendono il fuoco.

Per un po` di tempo non si ascolta la musica, ne si accende il televisore, ne si frequentano locali pubblici. Queste usanze anni addietro erano rigorosamente rispettate, oggi invece non tutti le ritengono doverose.

Da parenti di lontana parentela e da famiglie amiche si ricevono, secondo un’usanza popolare derivataci dai greci e latini le le presunie che vengono espresse o in un pranzo già preparato o in alimenti confezionati.

Il lutto viene esternato anche sugli indumenti, per una duratura che varia secondo il grado di parentela col defunto: la vedova e i genitori per tre anni, cognate e suocere per sei mesi, nonni e nipoti tre mesi. Questa usanza in altre parti è quasi sparita, invece da noi persiste, ed eventuali infrazioni suscitano critiche e scandalo da parte soprattutto delle persone anziane.

Francesco Accogli (da Tradizioni popolari a Tricase, di Francesco e Carlo Accogli – Edizioni dell’Iride)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *