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Pasqua e fertilità, la pietra “magica” di Calimera

Fin dalle sue orgini l’uomo ha cercato di dare una spiegazione a quanto lo circondasse, le variazioni climatiche, la natura, gli animali, i fenomeni fisici, la vita. Data l’impossibilità di poter definire correttamente quali fossero le cause di queste fenomeni che oggi potremmo semplicemente definire come “normali”, si partorivano creature mitiche, dai poteri straordinari e che potessero muovere il mondo con la loro volontà: sorsero così numerose divinità che si fusero e si mescolarono con il tempo a vari culti, riti, popoli.

Parte di questi culti sono giunti misteriosamente fino ai giorni nostri, nonostante con l’avvento del cristianesimo tutti i luoghi e riti di culto a stampo pagano furono convertiti in credenze cristiane: ecco quindi che i menhir vengono affrescati con icone cristiane, procedura in parte cominciata dai monaci bizantini che si stabilirono nel sud Italia in seguito alla lotta iconoclasta; i riti del fuoco vennero mutati in strumenti di contorno per ben più note festività, spesso associate a figure di santi o agli strumenti del loro martirio…

La pietra magica di Calimera conserva il suo “uso” originario, malgrado sia stata inglobata all’interno di una chiesa medioevale dedicata a San Vito e parzialmente affrescata con l’effige del Santo, nei pressi del cimitero alla periferia del paese. Questa pietra in realtà di magico non ha proprio niente, si tratta di un masso forato che fuoriesce dal centro del pavimento della chiesa, ma che si riteneva fosse portatore di fertilità per chiunque ne avesse attraversato il  foro.

Alcuni dicono che chiunque sia in grado di attraversare la pietra di San Vito, in quanto il foro si allargherebbe a seconda della stazza della persona proprio per consentire a tutti di poter compiere questo rito e di poter scambiare le proprie energie con quelle della terra. Personalmente dubito che una persona in “leggero” sovrappeso possa riuscire ad attraversare questo foro ma, sicuramente, è una leggenda che arricchisce il fascino di questo masso così antico e così “venerato”.

La pietra di San Vito a Calimera

La pietra di San Vito a Calimera

Ancora oggi, a distanza di secoli, i cittadini di Calimera il giorno del Lunedì dell’Angelo si recano presso la chiesa di San Vito per compiere il rito di passaggio e augurarsi un anno di fertilità. E’ diventata quindi a tutti gli effetti una vera tradizione pasquale salentina anche se ha radici molto distanti dal nostro credo religioso.

Questo tipo di rito è molto comune in molti paesi occidentali, soprattutto del nord Europa, che vedevano nella pietre simboleggianti genitali maschili o femminili uno strumento per la fecondità. La maggior parte dei rituali prevedevano uno strofinamento del pube o del ventre femminile sul dorso di queste rocce o, come nel caso della pietra di Calimera, l’attraversamento di un foro, naturale o scavato dall’uomo, che  avrebbe simboleggiato la rinascita della vita terrena tramite l’utero materno, quello della dea Madre.

La costruzione della chiesa intorno alla pietra forata nasce quindi dalla necessità, da parte della chiesa cattolica, di voler cristianizzare ogni forma e ombra di paganesimo al fine di debellare gli antichi culti. La scelta del giorno di Pasquetta, inoltre, potrebbe rifarsi al concetto di rinascita e resurrezione che il rito del passaggio nella pietre implica.

Una tradizione diffusa in tutto il mondo ma che ogni comunità ha fatto propria, arricchendola di particolari e connotazioni.

Marco Piccinni

SITOGRAFIA:

Pizzicata.it

Comune di Calimera


Un commento su “Pasqua e fertilità, la pietra “magica” di Calimera

  1. vincenzo ha detto:

    eppure una chiesetta così importante sta li abbandonata senza essere restaurata,quindi le persone scappano e poi basterebbe chiudere in una cassetta di ferro le offerte che quel giorno molti lasciano per restaurarla,ma visto che ci sono cestini dove tutti allungano le mani alla fine rimane zero,serve serietà cosa che manca per fare di quella chiesetta un gioiello che altri sanno sfruttare specialmente per il turismo

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