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L’antica chiesetta della Madonna degli Studenti

D.O.M
DIVAE MARIAE GRATIARU
DICATUM TEMPLUM
FIDELIUM PIETAS EREXIT
ANNO —— VIRGINIS
MDCCV

Sono queste le poche informazioni certe, e purtroppo anche parzialmente incomplete, che si dispongono sulla piccola chiesa dedicata alla Madonna della Grazia, sita in via Madonna degli studenti a Lecce e, per questo motivo, più conosciuta come chiesa della Madonna degli Studenti. Poche righe scolpite sul portale di ingresso, appena sotto il giocondo viso di un angelo in pietra leccese.

Definita come uno dei primi casi in Italia di acquisto di un bene ecclesiastico da parte di un privato, Luciano Faggiano, inconsapevole e fortunato scopritore dei tesori nascosti di Lecce, come l’edificio storico archeologico che ora porta il suo nome. Acquistata perchè alla curia non interessava e non serviva più, e per porre in sicurezza le pareti della sacrestia ricadenti nel giardino del proprietario che abita nell’appartamento adiacente.

E’ un piccolo edificio a due stanze, con un affresco della Vergine con Bambino datato probabilmente alla seconda metà del ‘400, riesumato sotto cumuli di spazzatua accumulata in anni di disuso e incuria. L’ingresso originario, fino al 1702, era nella posizione opposta rispetto a quella attuale, probabilmente invertita a seguito di un restauro avvenuto verso la fine del seicento (testimoniato da un’epigrafe posta sopra l’affresco dell’altare), a cura di don Domenico Campanaro, che a sue spese ridonò nuova vita a questo piccolo luogo di culto già tremendamente segnato dal tempo.

 

Semplice e intima, così si presenta questa piccola chiesetta. Semplice come le storie del vissuto quotidiano di generazioni di uomini e donne che in questa strada hanno vissuto: una vecchietta che coltiva in un ape un suo piccolo giardino; il “custode” che si occupa della difficile manutenzione di una struttura così vecchia e fragile;  qualche fotografo che di tanto in tanto, incuriosito dalle voci che si sentono in giro, decide di recarsi sul posto per constatare di persona l’esistenza o meno di questa chiesa, sconosciuta ai più.

Le foto che vedete in quest’articolo sono state realizzate per noi da Antoniologic.


Marco Piccinni


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