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Giurdignano

I luoghi da visitare e le tradizioni da conoscere a Giurdignano

La cripta anonima di Giurdignano

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Nei diversi testi che trattano la vita rupestre di Giurdignano si citano spesso numerose grotte e/o cripte di cui oggi si sono totalmente perse le tracce. Non si può negare che questo piccolo borgo, che oggi vanta ancora la presenza di numerose testimonianze megalitiche tra dolmen e menhir, fosse un vespaio di villaggi e insediamenti medievali che hanno restituito importanti reperti nel corso delle diverse campagne di scavo.

Ed è proprio all’interno di un piccolo fazzoletto di terra, frequentato da numerosi greggi di pecore che qui vengono a pascolare, non distante dal ricordo dei villaggi Quattro Macine e Vicinanze, giacciono silenti i resti di quella che è ormai da tutti conosciuta coma la Cripta anonima di Giurdignano.

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I dolmen Chiancuse, Grassi, Peschio e Orfine di Giurdignano

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Chiancuse, Grassi, Peschio, Orfine. Sono i nomi di alcuni dei dolmen che sorvegliano incessantemente le contrade rurali di Giurdignano. Solitari, silenziosi, pazienti. Sono stati eretti come tante sentinelle alle quali è stato assegnato un compito ancora oscuro, svelato solo per certi versi da supposizioni e congetture.

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La fucina di Vulcano-Efesto la trovi a Giurdignano

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Vulcano-Efesto, il dio sciancato dei metalli,  non ha pensato di meglio che aprire una nuova fucina nei sobborghi sud-orientali a Giurdignano, nei pressi di Otranto, terra di uno dei più impressionanti allineamenti di menhir in Europa, in direzione est-ovest, che segnano lo spartiacque fra l’inizio e la fine dell’esistenza.

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La croce della Fausa

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Camminare per Giurdignano senza imbattersi in un menhir è praticamente impossibile. Come potrebbe essere altrimenti nel piccolo comune salentino definito il giardino megalitico d’Italia per l’elevata concentrazione di menhir che fanno buona compagnia ad un considerevole numero di dolmen.

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La cripta di San Basilio-Craunuse

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“Riscoperta” a Giurdignano, probabilmente dopo un lungo periodo di oblio, quella che è stata vista fin da subito come la “cripta delle discordia”. Un importante ritrovamento per le associazioni culturali-ambientaliste, Forum Ambiente e Salute, Nuova Messapia e  Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino che ne hanno annunciato la scoperto il 2 Aprile 2012. Un danno, invece, per le amministrazione che hanno visto minacciato il progetto di allargamento della statale Maglie – Otranto. Un intervento identificato come scempio fin dalla sua presentazione: migliaia di alberi di ulivo da espiantare; un patrimonio naturalistico perso per sempre; fiumi di catrame e cemento che si aggiungono a quelli già versati in nome di uno strano principio, secondo il quale più strade portano più turismo e riducono la disoccupazione. Infine, si aggiunge anche il danno storico con il danneggiamento del fondo di San Basilio, dove, un tempo, lo stesso De Giorgi ricorda la presenza di un omonima masseria. E’ qui che insiste la cripta, per questo motivo battezzata di San Basillio. A questa prima nominazione si è poi aggiunto il termine Craunuse, che ricorda l’attività di cottura del carbone all’interno delle carbonaie. Un doppio nome che racchiude  e perpetua la memoria storica del luogo.

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Località Vicinanze, un villaggio medievale tra i due Menhir

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La diffusione e la semplicità dei menhir li ha resi nel corso dei secoli facilmente ri-adattabili a mille usi. Sono dei semplici monoliti infissi verticalmente nel terreno che si prestano come colonne votive, osanne, strumenti scientifici e chi più ne ha più ne metta.

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Il menhir San Paolo di Giurdignano

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Appena fuori dal centro abitato di Giurdignano, lungo quella che è stata definita la strada dei dolmen e dei menhir, all’interno del percorso archeologico del comune, definito il giardino megalitico d’Italia, è possibile ammirare una perfetta forma di sincretismo religioso-culturale costituitosi nei secoli intorno alla cripta di San Paolo.

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La cripta di San Salvatore a Giurdignano

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La cripta di San Salvatore di Giurdignano rappresenta una delle massime espressioni dell’arte e dell’architettura bizantina nel territorio salentino esprimendosi in molte peculiarità che la rendono unica nel suo genere.

Scavata interamente nel banco tufaceo, al di sotto del livello del manto stradale quasi tredici secoli fa, è rimasta per lungo tempo nascosta agli occhi dell’uomo.Nel corso degli anni  l’area è stata circoscritta ad uso sepolcrale prima e per l’edificazione di un edificio religioso poi, creando una stratificazione tale da impedire qualsiasi accesso all’ambiente ipogeo.

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