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La necropoli medioevale di Casarano

Per le sue caratteristiche il cipresso è divenuto di fatto il simbolo arboreo della morte. Spesso utilizzato nei cimiteri, la sua altezza e perfetta verticalità indica la strada che l’anima dell’uomo deve seguire per raggiungere la pace celeste. E’ quindi simbolo di immortalità, della vita che continua anche dopo la cessazione di quella terrena.

Simbolo accostato al concetto di morte anche per i greci: i sacerdoti di Ade utilizzavano il suo legno nei rituali che prevedevano sacrifici come quello, involontario, che ha visto protagonista un animale, un cervo, fedele compagno del giovane Ciparisso. Costui era un ragazzo dalla bellezza sconcertante, tanto bello da divenire uno degli amanti di Apollo. Un amore omosessuale, uno dei tanti che non ledeva nessuna moralità, anche se questo coinvolgeva una divinità, il dio del Sole. Apollo fece dono all’amato di un cervo addomesticato che divenne ben presto un fedele compagno di vita. Un giorno però avvenne l’inevitabile. Mentre Ciparisso si esercitava con un giavellotto colpì inavvertitamente l’animale che morì poco dopo tra le braccia del giovane in lacrime. Il dolore e il senso di colpa furono tali da spingere il fanciullo a chiedere ad Apollo di piangere in eterno. A suo malincuore, Apollo accolse la richiesta dell’amato e lo tramutò in un albero, un cipresso, la cui resina scorre lungo il tronco proprio come le lacrime di un uomo.

E’ proprio per questa simbologia che il cipresso è stato eletto come compagno dei nostri defunti, piantumati in prossimità e all’interno di cimiteri e necropoli in segno di rispetto. La stessa cura è toccata alla necropoli medioevale di Casaranello.

Tombe nel cimitero

Data la datazione, la denominazione corretta dovrebbe essere quella di cimitero, utilizzato in un periodo compreso tra l’VIII e il XIII secolo come luogo di sepoltura annesso alla vicina chiesa di Santa Maria della Croce, più comunemente nota come chiesa di Casaranello. Consta di poche decine di sepolture orientate da est ad ovest, scavate nella roccia e provviste di poggiatesta, le quali hanno restituito alcuni frammenti ceramici (di corredo) e ossei.

Situato alla fine di via Solferino, il cimitero è stato ri-scoperto nella metà degli anni ’90, quando era ormai stato deturpato dagli interventi di costruzione di un ramo della ferrovia sud-est e violato dall’invasivo e illecito uso dell’uomo come discarica a cielo aperto.

Alcune delle sepolture potrebbero essere state utilizzate in passato come vasche per la raccolta dell’acqua, pratica dalla quale deriverebbe il nome della località, Cisternella. Questa ipotesi potrebbe essere comprovata dalla presenza di un ulteriore fossa rettangolare, di sei metri per due, sul cui perimetro si possono notare  i segni della presenza di una possibile copertura a botte.

Il cimitero non è mai stato studiato a dovere, un altra pagina bianca nella storia del nostro Salento.

Marco Piccinni


2 commenti su “La necropoli medioevale di Casarano

  1. tina rizzo ha detto:

    uguali alle tombe ipogeee di Cutrofiano nei pressi della cripta di S Giovanni

  2. tina rizzo ha detto:

    la stessa sorte delle tombe di CUTROFIANO

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