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Giuggianello

I luoghi da visitare e le tradizioni da conoscere a Giuggianello

La chiesa della Madonna della Serra, Giuggianello

Tempo di lettura: 3 minuti

È l’incertezza che affascina. La nebbia rende le cose meravigliose (Oscar Wilde). La nebbia come incertezza, il fascino di un velo che copre i tratti di una figura dai contorni definiti, ben impressi da canoni consolidati dalla consuetudine, delineati negli occhi di chi guarda più per abitudine che per scoprire ciò che in realtà si crede di conoscere. Cala la nebbia, si strizzano gli occhi per guardare oltre quel velo opaco, per cercare quei contorni familiari. La nebbia cala anche sulla serra di Giuggianello. Si aguzza la vista. Ai quei tratti scontati se ne aggiungono di nuovi coperti da alcune urla. Si, qualcuno sta gridando. Il sole è appena sorto. Un altro urlo… è  una donna.

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Il Menhir Polisano

Tempo di lettura: < 1 minuto

Ai confini tra i comuni di Muro Leccese e Giuggianello, ai piedi della leggendaria collina della ninfe e dei fanciulli dove si rincorrono ancora, a distanza di secoli, le parole di Nicandro di Colofone e la maledizione delle ninfe Epimelidi ai danni di giovani, ingenui e spavaldi pastori messapici; dove gli ulivi sembrano urlare pur senza emettere nessun suono che orecchio umano possa udire, ma scuotendo ogni filo d’erba nella vallata in cui Ercole affrontò una delle sue dodici fatiche e disturbando il sonno della vecchia, sul suo antico, millenario giaciglio. E’ in quest’angolo che si innalza una stele in carparo, il menhir Polisano.

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La torre messapica di Giuggianello

Tempo di lettura: 4 minuti

Nel mezzo di una distesa di splendidi ulivi secolari, memori ancora della maledizione delle terribili ninfe Epimelidi, narrata da Nicandro di Colofone nel II secolo a.C., ai danni di un gruppo di giovani pastori Messapi che qui vennero tramutati in oleastri e imprigionati in un’eternità senza gloria né memoria, giacciono i ruderi di una struttura fortificata circolare, eretta tra la seconda metà del IV e i primi decenni del III secolo a.C.

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Il casale di Quattro Macine

Tempo di lettura: 3 minutiImmersa negli uliveti e sepolta sotto la terra rossa, riposano i resti del villaggio Quattro Macine (dono nel 1219 da Federico II alla chiesa di Otranto), in agro di Giuggianello. A pochi passi dall’omonima masseria e a breve distanza dal dolmen stabile, sono stati rinvenuti durante una campagna di scavo condotta dal 1991 al 1996 dall’allora Università degli Studi di Lecce, i basamenti di due chiese con annessi cimiteri. La prima del periodo bizantino (X sec.), la seconda di epoca normanna (XII sec.).

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La collina delle ninfe e dei fanciulli

Tempo di lettura: 3 minutiSi contorcono su se stessi. Protendono le braccia al cielo in cerca di un contatto che non raggiungeranno mai. Le loro gambe, rugose e immobili. Il busto, canuto e squarciato. L’espressione dei loro volti, segnate dal tempo e da una perenne smorfia di dolore, di sofferenza. Il loto urlo è coperto dal vento che ne agita le fronde, confonde chi può ancora sentire, infonde il dubbio…”questi vecchi ulivi sembrano quasi delle persone”. Un pensiero che suscita un’immediata reazione, un altro soffio di vento, un altro urlo soffocato.

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La cripta di San Giovanni a Giuggianello

Tempo di lettura: 3 minutiLa cripta di San Giovanni è sita sull’omonimo monte a due chilometri dal centro abitato di Giuggianello, lungo la direttrice per Palmariggi. Immersa tra secolari uliveti, dai suoi 120 metri di altezza si può godere di una splendida visuale panoramica su buona parte del territorio salentino fino a raggiungere con lo sguardo la lontana Parabita. In questo luogo, per secoli, la notte del 24 Giugno di ogni anno si è consumata una delle più antiche tradizioni che il paganesimo ci ha tramandato, legata alla magica notte di San Giovanni.

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I Massi della vecchia a Giuggianello

Tempo di lettura: 3 minutiÈ mattino. I primi raggi del sole baciano le chiome di secolari ulivi. La vecchia strega apre gli occhi e profetizza al mondo i suoi vaticini, fila al fuso le sorti dei contadini che lavorano nei suoi poderi mentre un semidio combatte contro i giganti per liberare la Terra dalla loro oppressione. Non è la trama di una delle fiabe dei fratelli Grimm, ma la storia di un terra ricca di magia e leggende che ha sconvolto le menti di filosofi e registi, come Aristotele ed Edoardo Winspeare (che qui ha girato alcune scene dei suoi film), e aperto diverse prospettive per i portafogli di alcune società che vorrebbero costruirvi un impianto per la produzione di energia eolica.

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Il museo dell’olio

Tempo di lettura: 3 minutiNon esiste posto migliore nel Salento dove poter allestire un museo dell’olio di un frantoio ipogeo. Su tutto il territorio se ne contano a centinaia anche se sono pochi quelli ancora agibili o in una stato di conservazione tale da essere resi fruibili al pubblico. Il trappeto di Giuggianello è stato da poco recuperato dai volontari dell’associazione CCSR (Centro di Cultura Sociale e di Ricerche Archeologiche, Storiche e Ambientali di Giuggianello) che vi hanno allestito al suo interno un piccolo ma significativo museo dell’olio, salvandolo da una destinazione ben meno consona: un pub.

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