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Otranto

I luoghi da visitare e le tradizioni da conoscere a Otranto

Grotta Marisa, Otranto

Tempo di lettura: 2 minuti

Grotta Marisa: un deposito datato a circa 10.000 anni fa, in un periodo noto come Mesolitico, spesso ignorato e bistrattato dai non addetti ai lavori, ma che in realtà si configura come un grande e rinnovato incubatore all’interno del quale processi economici, sociali e culturali, unitamente alle influenze del vicino oriente, ha sviluppato e indotto epocali trasformazioni nell’universo “uomo” che accenderanno la miccia per una grande esplosione di innovazioni a 360°, meglio nota con il nome di Neolitico.

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Veduta di Genova nel 1481, le sorti di Otranto in un acrilico di Cristoforo Grassi

Tempo di lettura: 6 minuti

1480. Sisto IV chiede l’intervento della flotta genovese per risolvere un problema impellente nelle contrade che vantano il primo sbarco dell’apostolo Pietro. Una città cristiana. Molto, molto lontana dalle terre liguri. I turchi hanno invaso Otranto.

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Grotta della Monaca, Otranto

Tempo di lettura: 3 minutiPuglia, terra di pipistrelli. 20 specie censite negli ultimi 50 anni di questi strani “uccelli”, che poi uccelli non sono, da sempre identificati nei vari dialetti come “topi con le ali”. E si, sono dei mammiferi come i nostri amici roditori ai quali, secondo alcuni, somigliano anche un po’.

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Grotta del Leone, Porto Badisco

Tempo di lettura: 3 minutiCome in cielo così in terra” recita uno dei versi di una nota preghiera cristiana che, a sua volta, riprende concetti cultuali e religiosi afferenti culture lontane nello spazio e nel tempo in odor di paganesimo. È nel cielo che sono state disegnate costellazioni che ricalcano oggetti e animali terreni. Un piccolo zoo che si muove con estrema lentezza tra cianfrusaglie astronomiche, navi e personaggi mitologici. Spesso, però, quello che è stato lanciato in cielo tende a ricadere sulla terra, come un leone.

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La grotta delle navi nella valle dell’Idro

Tempo di lettura: 2 minutiNon la vedi ma la percepisci. Si avverte il suo odore, le zanzare si addensano in nubi vorticose ad una manciata di metri dal suolo, le vegetazione diviene più fitta e a tratti impenetrabile. È quasi sempre solo un rigagnolo che scorre ora in una canalizzazione artificiale ed ora si avventura nel sottosuolo per ritornare in superficie poco distante. Siamo tra le spire dell’Idro, poco distanti dal campo degli inglesi. È qui che veleggiano le navi.

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Grotta dei Cervi

Tempo di lettura: 4 minutiUn deposito sospetto. Cinque uomini dallo sguardo attento e dall’intuito acuto rimuovono con cura mista a curiosità alcuni detriti. Si apre l’ingresso di un cunicolo che si addentra nella formazione calcarea per alcuni metri a pochi passi dal mare. Anno del Signore 1970, 1 febbraio. Una grotta sopita da millenni a più di 20 metri di profondità torna a respirare nuovamente. Siamo nell’antica valle dei Cervi e questa è la sua grotta.

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Il colombario di Santa Barbara

Tempo di lettura: 2 minutiLocalità “Monte Le Piccioniere”, Otranto. Siamo in uno dei rami della valle dell’Idro, lì dove l’antico abitato di un villaggio rupestre abbandonato da secoli, reso inospitale da una prosperosa formazione paludosa che ha visto una bonifica solo durante il periodo fascista, subisce una prima contaminazione urbana dell’epoca pre-moderna.

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La grotta dei graffiti nella Valle dell’Idro

Tempo di lettura: 3 minutiPassano gli anni, i secoli. Usi e costumi si trasformano, mutano nel tempo senza una necessaria continuità. Eppure, lustro dopo lustro, generazione dopo generazione, una mano è sempre lì, pronta ad afferrare un oggetto acuminato e lasciare un segno sulla fredda roccia, nella valle dell’Idro, in una piccola grotta.

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