Taranta? No, grazie! Papa Cajazzu è più identitario, più iconico se si tratta di rappresentare l’anima più profonda dell’uomo di Terra d’Otranto.
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Tricase
I luoghi da visitare e le tradizioni da conoscere a Tricase
TRICASE (Le) – Come in un film di Dario Argento: defunti che ricevono ancora le bollette a distanza di anni, eredi che non riescono a fare le volture, né a rimodulare la domiciliarizzazione bancaria.
Sedi periferiche riaperte (Tricase e Gallipoli, nel Leccese) dopo le proteste popolari. Riaperte è un eufemismo: occorre annunciarsi su un’app, e immaginiamo gli anziani, poveracci, bestemmiare fra pin e form. Non chiedete perciò a vostro nonno cos’è l’app: vi prenderebbe a colpi di bastone.
Lascia un commentoTempo di lettura: 2 minutiPer il vecchio “sogno” di Gianni è pronto un finanziamento europeo a fondo perduto: 30 milioni di €. A regime, h24, stando a una bozza di piano industriale work in progress, l’azienda di lavorazione degli ortaggi, per caratteristiche ovviamente top secret uniche al mondo, con tre turni da 50 addetti, darebbe lavoro stabile a 150/180 persone.
Lascia un commentoTempo di lettura: 2 minuti“Irriverente”: così si definisce Guglielmo Lai, pugliese (Tricase), generazione millennials alla seconda performance d’autore dopo le belle suggestioni del brano d’esordio dal titolo “Questi tempi qua”, dove cantava: “Di questi tempi qua la serenità/ c’è chi non ce l’ha/ e c’è chi mai avrà la felicità/ l’umore ballerino salta e gioca/ per un attimo torno bambino/ e la creatività che viene e se ne va/ nella creatività ascolto la mia anima”.
Lascia un commentoTempo di lettura: 2 minutiTRICASE – Se la Polizia è il corpo dello Stato più popolare fra i cittadini (è l’esito di un recente sondaggio), lo deve anche a personaggi ricchi di umanità come il commissario Rosanna Buffo, che infatti ha appena avuto un riconoscimento superlativo: è stata nominata Cavaliere al merito della Repubblica Italiana con un decreto del Presidente Mattarella comunicato dal prefetto di Lecce Maria Rosaria Trio.
Lascia un commentoTempo di lettura: 2 minutiLUCUGNANO – “C’era una volta, nel paese dei rifiuti, un posto lontano lontano, tra il cielo e la terra, un re chiamato Virus e la sua regina Corona. Insieme avevano formato un unico essere, molto potente e cattivo: il Coronavirus…”.
Lascia un commentoTempo di lettura: 5 minutiIl 18 giugno 2020 è ricorso il decimo anniversario della morte di Fulvio Francesco Raffaele Rizzo, deceduto il 18 giugno 2010 a Tricase, a 93 anni compiuti, presso la Casa di Betania “Hospice-Onlus”. Fulvio Rizzo era nato a Specchia, il 5 febbraio 1917, da Giovanni Francesco (detto Gianfrancesco, Specchia, 1884 – Tricase, 1956) e da Elena Maria Dolorosa Casamassima (Tricase, 1882 – Ivi, 1974). Nel corso della sua lunga esistenza, Fulvio Rizzo è stato un valente e rinomato avvocato, un appassionato e convinto socialista, un amministratore capace e preparato. Egli ha occupato diversi incarichi in campo sindacale, politico e nelle pubbliche amministrazioni; è stato anche e soprattutto un protagonista attento e critico della travagliata storia del Novecento italiano.
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“LA LUCE E IL SORRISO A TRICASE E DINTORNI”. L’Oasi di Santa Marcellina – L’Ospedale “Cardinale Giovanni Panico” – Il Polo Didattico Universitario – L’Hospice “Casa di Betania” e le Suore Marcelline nella stampa periodica locale (1961-2019)
DALLA CRONACA ALLA STORIA
Ho raccolto con scrupolosità e con dedizione gli articoli, gli interventi, i saggi, gli studi e le relazioni scientifiche, pubblicati sulla stampa periodica tricasina dal luglio 1976 al dicembre 2019, oltre quarant’anni di informazione, di cronaca culturale e scientifica sanitaria, riguardanti l’Oasi di Santa Marcellina, l’Ospedale “Card. Giovanni Panico”, il Polo Didattico Universitario, l’Hospice “Casa di Betania e le Suore Marcelline di Tricase.
Lascia un commentoTempo di lettura: 4 minutiSicuramente lo stemma civico di una città, nel nostro caso la città di Tricase, in provincia di Lecce, è l’emblema caratterizzante che racchiude in sé, meglio di tanti altri simboli e segni, storia e tradizioni di un popolo e di uno specifico territorio. Nello stemma e nel gonfalone di una città, come succede a livello nazionale per la bandiera italiana, coesistono gli elementi indispensabili e descrittivi, espressi con colori, forma grafica e secondo canoni araldici, che permettono l’immediata individuazione di un luogo e sono il frutto di glorie, gesta e vicende che si perdono nei secoli di una comunità.
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