Home » Libri del Salento » Introduzione al volume “LA LUCE E IL SORRISO A TRICASE E DINTORNI”

Introduzione al volume “LA LUCE E IL SORRISO A TRICASE E DINTORNI”

LA LUCE E IL SORRISO A TRICASE E DINTORNI”. L’Oasi di Santa Marcellina – L’Ospedale “Cardinale Giovanni Panico” – Il Polo Didattico Universitario – L’Hospice “Casa di Betania” e le Suore Marcelline nella stampa periodica locale (1961-2019)

DALLA CRONACA ALLA STORIA

Ho raccolto con scrupolosità e con dedizione gli articoli, gli interventi, i saggi, gli studi e le relazioni scientifiche, pubblicati sulla stampa periodica tricasina dal luglio 1976 al dicembre 2019, oltre quarant’anni di informazione, di cronaca culturale e scientifica sanitaria, riguardanti l’Oasi di Santa Marcellina, l’Ospedale “Card. Giovanni Panico”, il Polo Didattico Universitario, l’Hospice “Casa di Betania e le Suore Marcelline di Tricase.

I periodici consultati con esito positivo sono stati i seguenti: “Siamo La Chiesa”, bimestrale religioso sociale della parrocchia di S. Antonio da Padova di Tricase (1973-2015); “Bollettino Popolare”, mensile di politica, cultura e informazioni (1976-1979); “Nuove Opinioni”, mensile indipendente di vita e cultura (1977-2002 e Numero Unico 2017); “Orizzonte Medico del Capo di Leuca”, periodico dell’Associazione dei Medici Cattolici Italiani – sezione di Tricase (1994-1999); “Pietre”, giornale del Salento. Periodico di attualità – politica – Nuove esperienze amministrative (1995-1998); “Il Gallo”, periodico indipendente (1996-2019); “Il Volantino”, settimanale cittadino di Tricase (1998-2019); “Orizzonti della Pia Fondazione di Culto e Religione Card. G. Panico”, periodico di informazione coordinato dall’Azienda Ospedaliera e Polo Universitario di Tricase (2002-2006); “DS in Forma – Terra di Leuca”, bimestrale di informazione, politica, storia e cultura (2004-2012); “Osservatori”, periodico d’informazione sociale (2005-2014) e “Diciamo”, settimanale e poi quindicinale indipendente (2007-2013).

I periodici consultati, ma privi di qualsiasi notizia, anche breve, sono stati i seguenti: “Notizie Tricasine” (Giugno-Settembre 1976), bollettino bimestrale della sezione locale del P.S.I.; “Quaderni Salentini”, mensile di vita – cultura – politica (1981-1982); “Nuovi Incontri”, bollettino del Centro “Nuovi Incontri” (1985-1987); “Il Castello”, bollettino ufficiale del Centro Culturale Ricreativo Capraricese (1987-1990); “Questosud”, periodico del Centro Studi Meridionali (1988-1992); “La Busacca”, Associazione culturale e di volontariato (2000-2001); “La Cura”, Organo informativo del Movimento Giovanile di Centrosinistra (2000-2001); “Il Rio”, A-periodico a cura del Circolo di Alleanza Nazionale di Tricase (2002-2008); “Portus Veneris”, Il giornale di bordo dell’associazione “Magna Grecia Mare” (Marzo 2005 – Dicembre 2005) e “www.lucugnano.it”, periodico di vita, cultura ed informazione (2003-2007).

In sintesi, ho passato in rassegna tutta la stampa periodica tricasina, per così dire, di “seconda e terza generazione”, riferita agli anni dal 1973 al 2019, esclusa naturalmente la stampa periodica locale di “prima generazione”, cioè “Il Collegio di Tricase” (1896-1898) e “Il Tallone d’Italia” (1922-1926), entrambi settimanali, afferenti ad un periodo storico (1896-1926) di gran lunga precedente all’interesse della nostra ricerca.

Il metodo utilizzato è stato quello storico-cronologico e gli articoli presenti nei diversi periodici consultati sono stati ordinati nel rispetto della data di pubblicazione con l’obiettivo di fornire al lettore una conoscenza del materiale ricercato secondo una successione temporale. Ritengo che questa metodologia, per la verità già sperimentata in altri lavori, permetta al lettore di avere conoscenza e soprattutto contezza degli argomenti trattati e di “apprendere” giorno dopo giorno ed anno dopo anno, la piacevole transizione dalla “cronaca alla storia”.

La consultazione dei giornali (le fonti) ha permesso così di andare indietro nel tempo e “assaporare” meglio i molteplici interventi scritti su una tematica ben precisa, nel nostro caso l’amore inconfutabile del cardinale Giovanni Panico per Tricase, la sua piccola patria, e l’impegno e la perseveranza incontestabili delle benemerite suore Marcelline per la realizzazione dell’Ospedale e l’attuazione di altre importanti opere sanitarie ed assistenziali.

Dispositivo di memorizzazione usb con la versione digitale del volume.

SANTO GIOVANNI PANICO, FIGLIO DEL POPOLO TRICASINO

Santo Giovanni Panico nacque a Tricase alle ore undici e cinquanta del dodici aprile del 1895, nella casa posta in via Carità, n. 15 (rione “Puzzu”, quartiere povero e popolare), da Marina Zocco, filatrice, e Carmelo, contadino. I testimoni furono Arcangelo Zocco e Leonardo Piazza.

Santo Giovanni fu il sesto di undici figli, sette maschi e quattro femmine.

Pubblico con piacere di seguito, credo per la prima volta, la copia autentica dell’atto di nascita.

L’anno milleottocento novanta cinque, addì diciasette di Aprile, ad ore antimeridiane otto e minuti trenta nella Casa Comunale.

Avanti a me Vito Minerva Segretario delegato con atto del giorno cinque Aprile corrente, debitamente approvato Uffiziale dello Stato Civile del Comune di Tricase è comparso Panico Carmelo di anni quarantatre, contadino, domiciliato in Tricase, il quale mi ha dichiarato che alle ore antimeridiane undici e minuti cinquanta, del dì dodici del mese di Aprile, nella casa posta in via Carità al numero quindici, da Zocco Marina fu Antonio sua moglie di condizione filatrice seco lui convivente, è nato un bambino di sesso maschile che egli mi presenta, e a cui dà i nomi di Santo Giovanni.

A quanto sopra e a questo atto sono stati presenti quali testimoni Zocco Arcangelo, di anni cinquantasei, contadino, e Piazza Leonardo, di anni trentanove, soffittatore, entrambi residenti in questo Comune.

Letto il presente atto a tutti gl’intervenuti viene da me sottoscritto, e dal dichiarante, non dai testimoni i quali ànno detto di non sapere (scrivere, ndr), perché analfabeti.

Carmelo Panico

L’Ufficiale dello Stato Civile

Vito Minerva

Num. 87

Panico Santo Giovanni

Panico Santo Giovanni è morto in Tricase Porto lì 7 luglio 1962 (Atto di morte del Comune di Tricase – Anno 1962 – Parte I – n° 45).

Tricase, 8 luglio 1962.

L’Ufficiale dello Stato Civile

Cosimo Piccinni

Santo Giovanni Panico muore a Tricase Porto, in via Nazario Sauro, alle ore undici e quarantacinque del sette luglio 1962, residente in Città del Vaticano, Cardinale di Santa Romana Chiesa.

Ecco di seguito la copia autentica dell’atto di morte.

ATTI DI MORTE – PARTE I

NUMERO 45

Cognome: Panico

Nome: Santo Giovanni

L’atto di nascita del dì contro è iscritto nei registri di stato civile del Comune di Tricase al N. 87 P. I S. // anno 1895

Tricase, lì 8 Luglio 1962

L’Ufficiale dello Stato Civile

L’anno millenovecentosessantadue addì otto del mese di luglio alle ore dieci e minuti quarantacinque nella Casa Comunale.

Avanti di me Cav. Cosimo Piccinni, Sindaco ed Ufficiale dello stato civile del Comune di Tricase è comparso Russo Ludovico, nato in San Cassiano, lì 1° giugno 1924, Ufficiale Sanitario residente in Tricase,

il quale alla presenza dei testimoni Pisanelli Giuseppe nato in Tricase, lì 3 agosto 1921, Impiegato, residente in Tricase

e Ventola Giovanni nato in Tricase, lì 8 dicembre 1924, Impiegato, residente in Tricase,

mi ha dichiarato quanto segue:

Il giorno sette del mese di luglio dell’anno millenovecentosessantadue, alle ore undici e minuti quarantacinque, nella casa posta in Tricase-Porto, in via Nazario Sauro, è morto Panico Santo Giovanni, residente in Città del Vaticano, Cardinale di S. Romana Chiesa, che era nato in Tricase lì 12 aprile 1895 (Atto n.87) del fu Carmelo, contadino, residente in vita in Tricase e dalla fu Zocco Marina, casalinga, residente in vita in Tricase e che era celibe.

Il presente atto viene letto agli intervenuti, i quali insieme con me lo sottoscrivono.

Dr. Ludovico Russo

Giuseppe Pisanelli

Giovanni Ventola

L’Ufficiale dello Stato Civile

Cosimo Piccinni

Nei cinque tomi del presente lavoro vi sono numerosi articoli riguardanti la biografia e l’opera di Giovanni Panico. Pertanto, mi sento, per così dire, “dispensato” dal riportare in questa nota introduttiva il curriculum vitae di un grande tricasino, visto che altri, in modo sicuramente diligente, lo hanno fatto e sono stati naturalmente qui tutti elencati.

A me piace evidenziare solo un semplice aspetto della personalità del cardinale Giovanni Panico, che poi è un punto saldo ed immutabile di tutta la sua vita. Intendo riferirmi alla sua straordinaria sensibilità nei riguardi della povertà, della gente umile e misera di Tricase, ma anche delle popolazioni indigenti che ebbe modo di incontrare nelle diverse Nazioni e nei diversi Continenti nei quali svolse con amorevolezza e dedizione l’azione pastorale e l’ufficio di esperto diplomatico.

Non bisogna mai dimenticare che Giovanni Panico fu sesto di undici figli di una famiglia contadina povera e che nacque in via Carità, sita nel rione meno abbiente del comune di Tricase. Questo aspetto, a mio avviso non di poca importanza, va tenuto sempre in debita considerazione; perché la povertà, la miseria delle classi popolari, è una continua preoccupazione di tutta la Sua vita.

Ricordo, a questo proposito, che nel 1953, in occasione della venuta a Tricase del cardinale Alfredo Ottaviani, suo compagno di studi, così Giovanni Panico presentava i suoi amati Tricasini:

Sono qui presenti i rappresentanti di tutte le classi sociali, dalle autorità e famiglie di illustri antenati ai più umili, cioè agli artigiani, ai pescatori, ai veri contadini che zappano la terra, alle tabacchine che si guadagnano il pane nel tanfo del tabacco, la cui coltivazione ha portato agiatezza in questa terra dell’estremo Salento, dove 50 anni fa regnava la più squallida miseria, che molti di noi qui presenti ricordiamo ancora con orrore.

Mi piace evidenziare ancora del tricasino Giovanni Panico il forte legame che aveva con Tricase, la sua terra natìa. Per esprimere meglio il mio concetto, devo ricorrere a quanto Mons. Carmelo Cassati (Tricase, 1924 – ivi, 2017), nipote ed esecutore testamentario del Cardinale, scrisse nel 2002. Riporto solo alcuni brevi periodi di un lungo articolo di mons. Cassati:

Fu la morte prevista da lui (il Cardinale ndr) da molto tempo e dovuto a questo presentimento fece di tutto per ottenere che io stessi accanto a lui fin dal 1951, quando stava Nunzio in Perù….

Scrivo queste cose – continua Mons. Cassati – soltanto per mettere in luce la statura morale del Cardinale che viveva della certezza che sarebbe morto improvvisamente e nonostante ciò non si risparmiava nelle fatiche. Infatti, appena arrivato da lui mi diede questa consegna: “Tra le mie cose personali troverai una busta con dentro dei dollari. Li utilizzerai per portare a Tricase il mio corpo, in qualsiasi parte del mondo dovessi morire.

UN OMAGGIO AL CARDINALE GIOVANNI PANICO

E ALLE SUORE MARCELLINE

Dipartimento di medicina – Unità Coronarica

A parte la pubblicazione dal titolo: “Studi e testimonianze nel trentennale della Fondazione del nosocomio tricasino”, che è una raccolta in due volumi della produzione scientifica dell’Ospedale “Card. G. Panico” di Tricase dal 1967 al 1999, edita in occasione della ricorrenza del trentesimo anniversario della Fondazione, non mi risulta ci siano stati lavori che abbiano raccolto gli scritti, presenti nei diversi periodici locali, riguardanti l’Ospedale “Card. G. Panico” e le suore Marcelline in Tricase. E Mons. Carmelo Cassati, nella presentazione ai due volumi, affermava:

Nel presentare la pubblicazione che raccoglie i lavori scientifici prodotti dall’Ospedale Cardinale G. Panico nei suoi primi trenta anni di vita vogliamo ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per il bene della Istituzione e congratularci per l’impegno e l’entusiasmo dei tanti professionisti che, con competenza, hanno dato il loro apporto scientifico…”.

E così concludeva:

Nella raccolta sono interessati quasi tutti i reparti ed i Servizi: dalla Cardiologia (con tutto i Dipartimento di Medicina) all’Oculistica, dalla Chirurgia alla Pneumologia, dall’Ortopedia alla Pediatria, dalla Radiologia alla Dialisi, dal Laboratorio Analisi al Servizio Immunotrasfusionale. Al Dr. Franco Leo, sulla breccia sin dalle origini della struttura, va riconosciuta la costante ed infaticabile dedizione nel far crescere l’Ospedale anche su questo piano organizzando i tanti convegni ed incontri scientifici di alto livello, dando lustro al nosocomio e facendo da volano, in tutto ciò, sia per il Dipartimento di Medicina, da lui guidato fino a pochi anni fa, che per gli altri Reparti

Pertanto, nell’affidare alle stampe la presente ricerca, mi corre l’obbligo fare solo due brevi precisazioni.

La prima è riferita al titolo scelto, che è uguale per tutti i cinque tomi: “LA LUCE E IL SORRISO A TRICASE E DINTORNI”. Questa frase è del cardinale Giovanni Panico ed è presente in una lettera che Egli inviò a madre Elisa Zanchi nel 1961. Lo precisa bene suor Margherita Bramato, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera “Card. G. Panico” di Tricase, ricordando:

Il 6 giugno 1961, Mons. Panico da Lisbona scriveva a madre Elisa Zanchi: “sono contento che Ella sia rimasta soddisfatta del ‘luminoso, ridente fabbricato’ [l’Oasi, n.d.a.], certo che le Marcelline, quando incomincerà il lavoro, porteranno luce e sorriso a tutto Tricase e dintorni” .

La seconda è relativa alle dediche presenti nei diversi volumi; sono state scelte tutte da me e rispondono a sinceri sentimenti di affetto e gratitudine nei confronti della mia famiglia, del Card. Giovanni Panico, di Mons. Carmelo Cassati e delle suore Marcelline.

Aprile 1985. La Madre Generale delle suore marcelline (Suor Elisa Zanchi) inaugura i poliambulatori dell’ospedale Card. G. Panico

Ringrazio, infine, tutti coloro che hanno contribuito e permesso, in diverso modo, la pubblicazione del presente lavoro. Un ringraziamento particolare rivolgo all’avv. Carlo Chiuri, Sindaco della città di Tricase, per aver contribuito parzialmente alle spese di stampa e per aver, sin dal primo momento, manifestato disponibilità ed approvazione alla presente iniziativa editoriale.

Analogo ringraziamento rivolgo a suor Margherita Bramato, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera “Card. G. Panico” di Tricase, per l’entusiasmo ed il beneplacito accordatomi quando Le ho comunicato la decisione di affrontare questo enciclopedico e perciò faticoso lavoro.

È questa ricerca un sentito omaggio al card. Giovanni Panico e alle suore Marcelline, nessuna esclusa, per tutto quello che hanno già fatto e mi auguro continueranno a fare per Tricase e il Salento nel settore sanitario ed ospedaliero, nella formazione e nell’assistenza, nella cura ai malati e ai sofferenti.

Auguro, di tutto cuore, che “il sogno continui” e che la “mission” delle benemerite suore Marcelline prosegua incessantemente nella realizzazione di nuove e moderne strutture sanitarie ed assistenziali sempre più necessarie ed utili a Tricase, al Salento ed alla Puglia.

La luce e il sorriso a tricase e dintorni

Francesco Accogli


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *