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Località Vicinanze, un villaggio medievale tra i due Menhir

La diffusione e la semplicità dei menhir li ha resi nel corso dei secoli facilmente ri-adattabili a mille usi. Sono dei semplici monoliti infissi verticalmente nel terreno che si prestano come colonne votive, osanne, strumenti scientifici e chi più ne ha più ne metta.

Gli archeologici non hanno ancora ben chiaro quale dovesse essere la loro reale destinazione. Potevano servire come dei segnalatori per arterie viarie o villaggi importanti, dei precursori degli odierni segnali stradali. Oppure Grossi gnomoni per lo studio astronomico o semplicemente delle colonne che richiamavano a rituali di fertilità e di connessione con la Madre Terra o il dio Sole.

Anche la loro datazione è incerta, dato che gli storici si dibattono sul fatto che possano essere connessi a civiltà preistoriche o se invece debbano essere collocati in un passato più prossimo, come ad esempio in pieno Medioevo. Questo dettaglio non ha destato particolare preoccupazione alle varie generazioni di salentini che si sono succedute, dato che li hanno riutilizzati un po’ in tutte le epoche. I due menhir Vicinanze 1 e 2 di Giurdignano non fanno eccezione e potranno sicuramente raccontare qualcosa in merito.

Utilizzati nel medioevo come Osanna (dal griko sannà), una tradizione importata dai paesi delle Grecìa Salentina, vennero designati come meta della processione della domenica delle Palme. Sulla loro superficie vennero incise delle croci per ribattezzarli a nuova vita Cristiana. Oggi sono stati inseriti in un percorso archeologico del comune di Giurdignano per essere rivalutati insieme ad altri monumenti megalitici come il famoso menhir e cripta di San Paolo.

Questi due menhir, alti all’incirca 3 metri, delimitavano probabilmente un villaggio medioevale, forse di origine bizantina, abbandonato poi nel XV secolo, che portava lo stesso nome dei due monoliti. La presenza del villaggio sarebbe certificata dal ritrovamento di alcune tombe nonché dei resti di chiese rupestri nella zona.

Vicinanze 2

In prossimità del menhir Vicinanze II, dietro un muretto a secco, vi è una struttura ipogeica con un sedile che corre lungo tutta una parete ed alcune nicchie, probabilmente un riparo per contadini o animali. Alla base del menhir invece si aprono nel banco roccioso 5 fogge, interamente scavate, all’interno delle quali sono stati rinvenuti, inseguito ad un ispezione archeologica condotta nel 2004, un frammento di ceramica a lustro spagnola del XV secolo, due fibbie da scarpa in metallo, una costola lavorata con cinque incisioni a forma di X. I Silos vennero probabilmente riempiti nell’ultimo quarto del XV secolo in occasione dell’abbandono del villaggio. Uno di questi ha sulla superficie interna due incavi contrapposti probabilmente utilizzati per l’alloggiamento di dispositivi per il carico/scarico.

Cripta in prossimità del menhir Vicinanze 2

In tutto il territorio Salentino sono stati rinvenuti diversi silos/fogge di varie dimensioni e forme. Venivano utilizzati per conservare soprattutto alimenti, principalmente cereali, date le fresche temperature del sottosuolo, o anche per nasconderli nel corso delle incursioni piratesche. Una volta riempiti poi venivano chiusi con una pietra.

Nella zona sono stati rinvenuti altre strutture silos, in parte ostruite dalla costruzione di muretti a secco o danneggiate dall’attività umana che si è svolta nel tempo nella zona.

Silos ai piedi del menhir Vicinanze 1

Nelle vicinanze dei due menhir è possibile inoltre ammirare il famosissimo dolmen stabile, nel comune di Giuggianello, e non lontanto da questo anche i celebri massi della vecchia. Il dolmen stabile è situato in località Quattromacine, probabilmente un ulteriore villaggio bizantino di epoca medioevale interessato da importanti rinvenimenti archeologici come una chiesa rupestre ed alcune sepolture.

Marco Piccinni

SITOGRAFIA:

Archeologia Medioevale – Università degli studi di Lecce


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