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Museo Faggiano, edificio storico archeologico

Il centro storico di Lecce è una fonte inestimabile di storia e testimoninze pervenuteci dal passato sfidando secoli di abbandono, di rifacimenti, di incursioni piratesche, di dominazioni. Ormai risulta impossissibile eseguire anche semplici lavori di rifacimento del basolato delle strade costeggiate da chiese barocche, senza riportare alla luce antiche terme romane, come nei pressi della chiesa di Santa Chiara, complessi oleari ipogei del I secolo a.C., sotto la piazzetta Sigismondo Castromediano, o veri e propri complessi messapici come quelli presenti nell’Edificio Storico Archeologico Faggiano, sito in via Ascanio Grandi al civico 56.

Quello che ora si può ammirare, tra stanze e cunicoli a vari livelli di profondità, fino ad una decina di anni fa era del tutto sconosciuto, nascosto nella mura di quello che si riteva essere esclusivamente il convento femminile di Santa Maria delle Curti, chiuso intorno al XVI-XVII secolo, di cui rimangono le tracce delle cellette delle suore nei muri del primo piano dell’abitazione.

Cominciati gli scavi quasi per un assurdo scherzo del destino, il museo Faggiano è stato in un certo senso vittima delle burocrazia e delle istituzioni responsabili in materia, prima che gli venisse in qualche modo riconosciuto il valore e lo sforzo profuso per riportare alla luce più di 2000 anni di storia salentina. I lavori di scavo sono stati infatti finanziati dalla stessa famiglia Faggiano sotto la supervisione della Soprintendenza dei beni archeologici di Taranto e sotto la guida degli architetti Franco e Maria Antonietta De Paolis.

Tomba di neonato

Tomba di neonato

I primi rinvenimenti risalgono ad una decina di anni fa, quando per sistemare una condotta dell’acqua è stato rinvenuto ciò che restava di antiche tombe messapiche, pochi centimetri al di sotto del livello pavimentale dell’abitazione. Continuando gli scavi ed eliminando l’intonaco dalla pareti, sotto la meraviglia degli occhi della famiglia Faggiano, sono emersi più di 4000 reperti di notevole importanza archeologica (tra cui un anello vescovile) di cui solo una piccolissima parte rimasta al museo e protetta da teche anti-sfondamento, resti animali e decine di tombe e fosse comuni. Tra le sepolture, fa quasi tenerezza la tomba di un neonato, posta nell’intermezzo tra due stanze, a cui è stato deciso di dare una sepoltura differente da quella degli altri “residenti” di casa Faggiano nei secoli trascorsi. Prima di essere seppelliti nelle fosse comuni infatti, i morti venivano lasciati essiccare in un cunicolo molto pronfondo di cui si ignora ancora l’esatta terminazione, data la presenza di acqua e fango dopo i primi 6 metri di discesa.

Vasca utilizzata per vari scopi, tra qui come ossario

Vasca utilizzata per vari scopi, tra cui come ossario

E ancora dallo scavo emergono stanze un tempo sconosciute, dislocate in un livello ipogeo, dalle quali si dipartono antiche strade romane e cunicoli che collegavano propabilmente i centri nevralgici dell’antica Lecce. Cunicoli che si estendono sicuramente nelle abitazioni limitrofe all’edificio Faggiano e che servivano principalmente per fornire una via di fuga dalla vita monastica.

Essicatoio per i morti

Essicatoio per i morti

Altri fori presenti nella varie stanze rivelano la presenza di antichi granai, di rudimentali fondamenta con le queli erigere capanne messapiche, ampie cisterne di svariati metri di diametro. L’acqua veniva canalizzata nelle cisterne grazie ad una canalina ricavata tra due pareti e rivestita con ceramiche e maioliche dal confuso accostamento, ma solo necessarie per proteggere l’edificio dall’umidità dell’acqua corrente. Anche un pozzo, pronfondo almeno 10 metri, collega l’edificio ad una piccola vora riempita con l’acqua potabile del fiume sottoraneo che attraversa Lecce, l’Idume.

Cisterna

Cisterna

Sono stati diversi gli ordini religiosi che si sono alternati in questo edificio: dai cavalieri Templari, il convento di Santa Maria delle Curti si congiungeva infatti alla chiesetta di Santa Maria del Tempio poco distante e di proprietà dei cavalieri rosacrociati prima di passare ai cavalieri del Sacro Sepolcro; all’ordine francescano, presente nel medioevo, il quale ha lasciato delle testimonize in alcuni capitelli che raffigurano il ciclo di vita delle foglie dalla nascita fino alla morte, ed i resti di un antico altare.

Tutto questo e molto di più in quello che sembrerebbe una cantiere infinito, percorrendo i pochi metri di un abitazione si entra in contatto diretto con vari secoli di cultura e storia salentina, un viaggio breve nello spazio ma lungo 2000 anni… un’esperienza da non perdere

Per maggiori informazioni sul museo Faggiano, orari delle visite e prenotazioni guide, consultare il sito www.museofaggiano.it

Marco Piccinni


Un commento su “Museo Faggiano, edificio storico archeologico

  1. assunta...sacco. ha detto:

    grazie.sono.sta.bene.davoi.la.citta.e.belisima.il.museo.faggino.afascinate………….saluti…da.frosinone.

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