Salta al contenuto

Il convento francescano di Veglie

18 visite
Tempo di lettura: 3 minuti

Più importante è il diruto Convento della Furana, fuori del paese, che, sebbene costruito nel 1681, nell’età della decadenza dell’arte in Terra d’Otranto, pure è vicino ad una chiesa cripta di stile greco, scavata sotterra nei sabbioni calcarei.

Così Cosimo De Giorgi nei suoi bozzetti di viaggio introduce il convento dei frati minori di Veglie. Lesse male la data sul portale di ingresso della chiesa postdatandola di 30 anni e, probabilmente, ignorava anche il fatto che fosse stata edificata a ridosso di un tempio precedente.

Convento dei Francescani minori. In basso a sinistra l’ingresso alla cripta.

Nell’area insisteva una piccola chiesa, intitolata a Santa Maria di Veglie, munita di un semplice altare corredata dall’affresco di una Madonna con bambino rinvenuto all’interno di una grotta naturale poco distante (forse la stessa cripta della favana?). In poco tempo divenne meta di fedeli e devoti rendendo necessaria la costruzione di alcune strutture di servizio di pertinenza del tempio religioso: alloggi, cisterne, giardini, stalle….

L’edificazione della chiesa è avvenuta probabilmente nel 1556 per merito della famiglia Squarciafico che acquistò la terra di Veglie. Nel 1579 ne prendono amministrativamente possesso i frati francescani che iniziano l’edificazione del proprio convento con l’inmancabile chiostro, un refettorio ed una nuova chiesa.

L’effige di Santa Maria di Veglie venne spostata in una nuova chiesa, adiacente a quella preesistente, terminata nel 1651. A testimonianza di quel gesto oggi rimane solo un cartiglio lapideo con un’invocazione scolpita nella pietra: «QUAM LAUDANT MATUTINA ASTRA VELIAS TUERE REGINA» (“O Regina, che le stelle del mattino lodano, proteggi Veglie”).

La chiesa del convento di Santa Maria della Favana

Il nuovo edificio religioso conservò la sua denominazione originale, per poi essere conosciuto come la Favana a partire dal 1700, periodo in cui si diffuse la (remunerativa, per i frati si intende!) leggenda secondo la quale una visita in questi luoghi avrebbe garantito una totale guarigione dal favismo.

La chiesa fu arricchita di monumentali altari Barocchi e nel 1680 la volta venne decorata con un imponente ciclo di affreschi dedicati alle storie di San Francesco e ai santi dell’ordine. Preziosi stucchi vennero aggiunti pochi anni più tardi.

Il soffitto affrescato della chiesa del convento dei francescani minori.

Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone nel 1805 e successivamente dal Regno d’Italia nel 1861, i frati furono costretti ad abbandonare la struttura. Incamerato dallo Stato, il convento cadde in oltre un secolo di profondo ed irrispettoso abbandono.

Nel 1981 il Ministero per i Beni Culturali riconobbe l’alto valore storico del sito e, ironia della sorte, dà inavvertitamente il via ad una serie di nuovi incresciosi eventi. Nell’agosto del 1981 ignoti trafugarono per sempre il prezioso affresco della Madonna (si, proprio l’icona rinvenuta in grotta!) e i primi lavori di restauro, avviati negli stessi anni da una ditta (si scoprirà inseguito) non specializzata, causarono ingenti danni alla struttura: il pavimento originale in cotto fu smantellato, antiche lastre tombali andarono perdute, le strutture ipogee furono cementate e preziosi stucchi seicenteschi vennero sfregiati da improprie iniezioni di cemento. Soltanto nel 2006 un nuovo intervento di consolidamento finanziato dal Comune di Veglie ha permesso di mettere in sicurezza le volte della navata e ripristinare le proporzioni delle grandi finestre.

Nonostante le cicatrici del tempo e dell’incuria il convento conserva ancora perle di raro fascino. Il refettorio custodisce due lunette affrescate, in una delle quali spicca una pregevole Ultima Cena, realizzata con una tecnica mista di affresco e acquerello.

L’ultima cena affrescata in una lunetta del refettorio

Altre lunette del chiostro invece ricordano, con affreschi fortemente deteriorati, il martirio dei protomartiri francescani, uccisi nel 1220 in Africa durante un tentativo di evangelizzazione delle terre musulmane.

Martirio del santo francescano Pietro

Marco Piccinni

-Cosimo de Giorgi, la provincia di Lecce - Bozzetti, Congedo Editore (1975)

-Antonio de Benedettis - Il santuario di Santa Maria di Veglie (Sanctae Mariae de Vigiliis)

-Brundarte - Il complesso religioso dei frati minori di Veglie
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *