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Libri del Salento

Le recensioni dei libri editi dalle case editrici salentine che, giorno dopo giorno, portano alla ribalta nomi di autori ancora sconosciuti e confermano quelli già affermati al grande pubblico. Dai romanzi ai saggi storici, tutti i “Libri del Salento”.

50 sfumature di donna, Maria Teresa Giaffreda (Parabita) caso letterario dell’anno

Tempo di lettura: 4 minuti

Pur lontano dai “santuari” dell’editoria, e dalle patinate pagine culturali dei giornali, sempre con meno autorevolezza (e anche lettori), possiamo considerare “Nessuno mi vuole e ne vado fiera” (Il Raggio Verde edizioni, Lecce 2023, pp. 148, euro 15), romanzo d’esordio della scrittrice e giornalista meridionale (nata in Calabria, vive in Puglia, a Parabita, Lecce) Maria Teresa Giaffreda il “caso” letterario del 2023.

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Leucasia +30, la fortunata “creatura” di Carlo Stasi

Tempo di lettura: 3 minuti

Trent’anni, ma non li dimostra: anzi.

Compleanno importante per la fortunata “creatura” letteraria dello scrittore pugliese Carlo Stasi: la sirena “Leucàsia” in questi anni è diventata un simbolo forte, un’icona ricca di nervature filologiche, un denso grumo semantico dalle infinite decodificazioni, trasfigurandosi in altro da sé.

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“Di notte vado a rubare le stelle”, la poesia di Francesca Giordano

Tempo di lettura: 3 minuti

Maria Francesca Giordano sollecita il nostro bisogno di poesia con la nuova pubblicazione: “Di notte vado a rubare le stelle”, Edizioni Esperidi, Monteroni di Lecce, 2023, pp. 96, euro 13,00.

Dai primi versi ci accorgiamo che raccontano una fase nuova della vita di Francesca (che vive a Carmiano, Lecce). Manca nel lessico la componente visionaria che conduceva allo smarrimento. Abbandona le parole cupe di chi fluttua in un ingorgo buio che smarrisce e schiaccia. Ha conquistato precise coordinate di tempo e spazio, e tra queste si pone saldamente. Ne è consapevole.

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“Così mangiavamo”, le antiche ricette del Sud recuperate dallo chef Giuseppe Petracca

Tempo di lettura: 3 minuti

Certo che la Storia, e la vita, offrono strane coincidenze, sciarade inspiegabili, snodi che offrono motive di profonde riflessioni. Nei giorni dell’irrazionalità suicida, in cui dei folli dichiarano guerra al vino italiano (perchè non alla loro birra?) dicendo che è dannoso, in cui si loda la farina di grilli, e la si mette sugli scaffali dei centri commerciali, e si tessono peana alla carne sintetica (il tutto con l’alibi del consumo di energia, tutto da dimostrare), e di altro rubbish, esce un libro prezioso, che dà voce al popolo, alla sua antica cultura e arte del cibo, del procurarselo, del cercarselo lontano da casa, gli infiniti modi di prepararlo, servirlo ai propri cari, vivendo la convivialità a tavola a tv spenta per consentire il passaggio della menoria e dei suoi mondi, di valori immortali, non relativizzabili.

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